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28 ago 2025

L’œrrore delle fiabe woke nel cinema attuale

Da un post: https://vm.tiktok.com/ZNd4beHvC/

Direi che il discorso fatto in difesa della integrazione di attori di etnie lontane da quelle originali delle fiabe è frutto del razionalismo degli ultimi anni, che cerca di trovare giustificazioni ad una manovra che non si capisce bene se è di marketing (completamente sbagliato) o di seduzione dello spettatore verso idee funzionali ad obiettivi prefissati di un qualche genere, senza volerne specificarne alcuno, visto che sono argomento di discussione quotidiano; prima cosa: qualsiasi aderenza alla realtà emozionale delle favole originali è andata completamente perduta, infatti gli ingredienti originali sono stati così stravolti che quindi è né più né meno che proporre nel menu di una trattoria, che uno si aspetta che sia tipica, una carbonara … MA… con gli spaghetti di soia, ciccioli di melanzane fritte e crema di avocado e mango “… per dare accoglienza NON DISCRIMINANTE ai vegani e persone con intolleranze alimentari”. Ciò che viene offerto è un piatto completamente diverso che non ha alcun diritto di fregiarsi del nome Spaghetti alla carbonara! E così dovrebbe essere anche per quelle rappresentazioni “originali”.

L’incoerenza di una posizione del genere è data dal fatto di voler alloggiare dentro un elemento di tradizione europea o nordica elementi totalmente estranei, per inclinazione affettiva, attitudine sociale, cultura, per non parlare delle cancellazioni addotte con ragioni che nemmeno sono state verificate con i diretti interessati (tanto per rimarcare un ulteriore aspetto di questa “cultura che racconta a sé stessa di essere inclusiva🥴).

La coerenza sarebbe stata invece proporre nelle sale cinematografiche film costruiti sulle tradizioni dei popoli che fino adesso NESSUNO (o raramente) ha voluto rappresentare. Perché oscurare le favole delle altre tradizioni? Sostituire i protagonisti per etnia allo scopo di affermare la solita usurata “correttezza” è comunque un atteggiamento che si dibatte in modo schizoide tra un suprematismo da “Padrone di casa” e l’auto flagellazione; se fosse stata messa in atto invece un’operazione che creasse spazi autonomamente gestiti che si occupassero dei racconti di altre etnie, questo sarebbe molto più inclusivo e educativo per tutti; in particolar modo si sarebbero potute conservare le tradizioni culturali di altre culture che per chi è lontano dalla propria terra  sono oggi soggette ad estinzione e di sparire a causa della pervasiva colonizzazione culturale occidentale; infatti anche e proprio in ragione di operazioni di quel genere, la nostra finisce con l’inglobare i potenziali araldi degli altri popoli nei nostri schemi che sono loro estranei cancellando così il loro linguaggio etnico con la promessa di una visibilità e loro riscatto che in realtà si rivela essere niente altro che una omologazione ad un modello unico e comunque occidentale.

5 giu 2017

Economia e industrie 4.0. Ma davvero?!


A volte quando sento parlare di Industria e sviluppo economico 4.0 rabbrividisco: facendo una valutazione dei benefici e degli scenari che si aprono con la maggior automazione e con una maggior consapevolezza di chi partecipa al processo produttivo il modello di cui si sente parlare oggi in continuazione sembra interessante, ma io mi pongo due semplicissimi quesiti:
 
1) dal punto di vista finanziario, come si comporteranno i grandi investitori di fronte al lento muoversi del payback economico? In questa fase in cui la speculazione sulle previsioni di successo delle imprese e dei vari start up la remuneratività economica per gli investitori finanziari è grandissima, ma con il procedere del tempo, quando i mercati cominceranno ad essere più stabilizzati e poi diventeranno maturi, il payback non sarà più così interessante e con il diminuire del circolante "di scommessa" immesso dalle banche centrali e dal sistema obbligazionario, l'economia degli acquirenti potrebbe cominciare a creare la tanto temuta periodica stagnazione.

2) come si comporterà l'ambiente e la disponibilità delle risorse? Infatti i processi produttivi automatizzati sono multi level, (intendo che le automazioni prevedono che anche le automazioni vengano prodotto con sistemi automatizzati e anche le loro automazioni, si pensi alle innovation farms incubatoi etc.). In una tale organizzazione del comparto produttivo i beni prodotti diventano commodities e quindi assumeranno il carattere di flusso continuo tra i punti da cui si estrarranno le risorse e i mercati finali, senza considerare mai in questo progetto futurista la questione delle risorse e degli scarti; ad esempio: cosa accadrà ai prodotti una volta terminata la loro vita operativa. Dove andremo a prendere le risorse di materiali di cui abbiamo bisogno? Cosa accadrà degli ecosistemi dove cercheremo di andare a prendere le risorse che l’economia pressata dalla finanza avrà bisogno di impiegare? Cosa ne sarà dell’economia quando si troverà a dover acquistare le materie prime da organizzazioni che fanno comunque capo agli stessi sistemi finanziari che le hanno lanciate a dover coattamente produrre milioni di unità di beni di consumo che richiedono oggi sempre più materiali rari e strategici che sono legati al dominio di intere aree geografiche?

Il modello della cosiddetta industria 4.0 (che nulla ha a che fare con l'industria 4.0 secondo Otto Scharmer et al. -  si vedano i vari corsi del Presencing Insitute tra cui in particolar modo Just Money -) prevede risorse di materie prime infinite e un mercato altrettanto infinito.
Posso prevedere che a questo mercato economico diretto, si integrerà – in un primo tempo - ma poi si contrapporrà un mercato di specializzazioni sulla persona con servizi dedicati, che saranno in gran parte organizzati in forme o di puro volontariato o di organizzazioni social che avranno lo scopo di ripartire oneri sui beneficiari e guadagni su una vasta popolazione che non avrà più un legame continuativo e solido verso un'economia reale e ancor meno un legame verso il sistema finanziario e monetario. Vi ricordate come si è formato il cristianesimo dei primi secoli?
A tutto ciò si affiancheranno energie alternative, ma soprattutto i sistemi economici alternativi, che verranno perseguitati (PERSEGUITATI: è corretto) dai governi in quanto generatori impliciti di un mancato pagamento di imposte atte a mantenere la macchina governativa e le sue spese, che saranno le uniche risorse per una notevole parte della popolazione. Fenomeni di anarchismo energetico o relazionale diverranno la norma. Economie non ufficiali diverranno il modo per molti di sopravvivere, creando circuiti sociali completamente avulsi dai sistemi di relazione come li abbiamo conosciuti fino a dieci anni fa: azienda, lavoratore, sindacati, banche stato/governo etc. e come continuiamo a pensarli oggi.
Saranno sostituiti da economie non ufficiali che si muoveranno sulla base della disponibilità di energia, lavoro, alimenti, servizi, sharing di qualsiasi cosa, ma in forme assolutamente scollegate anche con il grande sistema delle Start up che vediamo oggi.
Il sistema delle start up e la grande illusione dell’innovazione tecnologica infatti sono uno degli ecosistemi in cui tenere attivo quel sistema speculativo che anticipa per chi investe ora - e soprattutto per chi ha creato un sistema di investimenti organizzato - il possesso di ciò che potrà produrre high revenues nel prossimo decennio, per poi abbandonare le vuote carcasse a chi se ne sarà preso cura nella sola forma economica, di quei processi economici di venture capital avviati oggi, quando il mercato, come già detto più sopra , sarà diventato stabile e poi maturo.

Licenza Creative Commons
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17 mar 2017

Migranti e L'Italia degli intellettuali (e non solo)

Questa è una risposta ad una serie di commenti ad un mio post su FB che il sito non vuole pubblicare per chissà quale algoritmo di identificazione ideologica!

ecco il testo da inserire:

Mi consento di andare giù un po' duro.
Il fatto che si possa dimostrare che il tizio abbia preso notizie da fonti varie, che il fenomeno è gestito da ONG etc. non cambia molti degli aspetti fondamentali del fenomeno:
- una maggioranza silenziosa (si diceva così una volta vero?) che avverte un disagio crescente tra la logica umanitaria imperante e stringente, nel senso che i termini del ragionamento portato solo in direzione della contingenza urgente degli interventi di salvataggio SEMBRANO corretti e non lasciano spazio a contradittorio senza apparire egoisti e xenofobi (vedi più avanti per la xenofobia)
- una quantità di migranti che sta aumentando proprio per le garanzie di soccorso prestate dalle organizzazioni umanitarie straniere e (strano) dalle unità della Marina Militare (dello stato Italiano, unico governo che agisce in prima persona)
- qualsiasi agenzia può leggere i dati e trarre le conclusioni che desidera (e soprattutto, che più le fanno comodo) e che possono essere in contraddizione con le conclusioni di altre, tratte dagli stessi dati.
- Sbarchi solo sul territorio italiano (non si sente di sbarchi in Spagna, ben più vicina ma assolutamente non incline a fornire aiuto)
- xenofobia non strisciante, ma ormai patente, non solo tra gli italiani ma anche tra le popolazioni che sbarcano. Stiamo imbarcando popoli che non ci amano perché non ci possono amare: non esiste nessuna popolazione in nessun momento storico in nessuna parte del mondo, che abbia amato un popolo diverso con cui si fosse mescolato e trovato a condividere spazi, mercati e a confliggere per punti di vista, ideologie e soprattutto religioni, basta leggere la bibbia per avere conferma antica quanto la tradizione.
Sicuramente non soffrono di xenofobia l'aristocrazia, i benestanti, i singoli, i viaggiatori, i turisti, i mercanti, i cani sciolti, coloro che vivono isolati senza una propria comunità con cui identificarsi, coloro che non hanno famiglia e vivono da individui, insomma chi è senza o non ha bisogno di un'identità sociale a cui fare riferimento per avere la garanzia istintiva verso la sopravvivenza propria e della propria progenie o del proprio gruppo di appartenenza; sarebbe giusto non essere xenofobi, ma questo non è per tutti, anzi per molto pochi; a quei gruppi si aggiungano le minoranze etniche senza capacità contrattuale: quando sono disperse e si sentono deboli rispetto al paese dove vivono, sono docili (salvo poi diventare aggressive e pericolose quando il numero aumenta sufficientemente). In tutti gli altri casi la territorialità è comunque presente, che lo si voglia o no e questa è legata al fenomeno della xenofobia, salvo un lavoro capillare e costante di acclimatazione tra le diverse culture (lavoro che in Italia manca del tutto, anzi lo troviamo così uncorrect che probabilmente nessuno nemmeno si sogna di proporlo). Un caso eclatante (non dimostrato)? Si sussurra che nelle valli isolate della provincia di BZ, l'intolleranza verso gli italiani da parte della componente di lingua tedesca giovane sia aumentata dopo la fine della leva obbligatoria che permetteva appunto ai giovani dei vari gruppi culturali di vivere assieme un anno e scoprire le affinità.
- è inutile fare dichiarazioni che sul piano razionale si muovono in una direzione (la multietnicità, l'accoglienza etc.) quando, data la situazione economica (si veda più sotto), le tensioni emotive del popolo autoctono stanno salendo sia a causa della sensazione di invasione ma anche - non meno importante - per il fatto che si ha la netta sensazione che per l'accoglienza vengano spesi più soldi che per i giovani o per l'aiuto alle famiglie.
- Senza parlare delle tensioni di chi arriva, di quali sono le profonde ragioni che hanno mosso molti dei migranti nel venire qui. Per molti - sono propenso a credere - non sono diverse dall'idea di avere un territorio da conquistare e da cui ricavare il massimo profitto (una specie di Far West), cosa sacrosanta se non fosse che la loro cultura sociale è completamente diversa dalla nostra e molto poco incline a fondersi con la nostra, soprattutto da parte di coloro che stanno arrivando ora, in massa, alla ricerca di un Eldorado, molto diversi da coloro che sono arrivati in anni passati. Il loro punto di vista sul significato della vita è sicuramente molto diverso dal nostro, noi siamo concentrati sulla nostra bontà nell'accoglierli, nel politically correct, loro penseranno probabilmente ad un nuovo futuro da conquistare in un paese di gente molle e svergognata: loro vengono dalla guerra, dalle donne velate che in gran parte stanno in casa! Noi siamo dei debosciati per come viviamo, per come le nostre donne si comportano etc. etc. non voler vedere e tenere conto anche di queste cose vuol dire comportarsi come struzzi! O forse pensate che loro si faranno conquistare dalle nostre domeniche ecologiche e dalla nostra passione di occuparci di cucina vegetariana, ecologia, social, musica, arte iconografica, visite a città d'arte piene di chiese etc, con il dictat iconoclastico della loro religione? Seriamente pensate che ci integreremo? (Vedi qui sotto per il loro futuro e più avanti per il nostro)
- siamo una nazione senza prospettive economiche (checché ne dicano gli indicatori economici di governo, altrimenti non avremmo così tanti disoccupati e soprattutto sottooccupati nelle fasce tecnologicamente meno avanzate). Stiamo imbarcando popoli a basso skill: cosa gli faremo fare nei prossimi anni? Pulirci il sedere quando saremo più vecchi? Questa è la prospettiva di esserci utili (cara Elena Rossi-Arnaud!)? Se non costruiamo un'economia di media e bassa tecnologia (e nessuno mai ne parla eccetto il sottoscritto, tutti ci sciacquiamo la bocca con "Excellence", Incubatoi, High tech et similia facendo così il gioco delle corporation della finanza delle ventures e della speculazione monetaria), ci prepariamo a renderli schiavi nell'agricoltura o di qualche vecchio/vecchia con l'Alzheimer o a spazzare i cessi di qualche ospedale! O peggio di guidare automezzi pesanti con lo stile di guida di quei paesi, visto che - credo - riconosciamo le loro patenti e il loro stile di guida disinvolto.
- quando non ci saranno prospettive economiche per costoro (non ce ne sono già oggi per noi, figuriamoci per loro - salvo posti da quasi schiavo - ) come saranno le relazioni tra coloro che abbiamo imbarcato e noi? Vi lascio immaginare dove sarà il prossimo Libano, nazione che negli anni '60 e '70 era molto ricca felice e prospera (sennò il buon Felicino Riva perché ci sarebbe andato?). Ciò che noi pensiamo sia oggi un male minore diventerà un male maggiore non solo per noi, ma anche per loro (ma soprattutto per noi! In questo caso mi sento egoista, spaventosamente e a pieno diritto egoista). Come direbbe un guru del pensiero sistemico: le soluzioni di oggi sono i problemi di domani! Allora cosa li traghettiamo a fare? per offrire loro 5 anni di rilascio delle tensioni ma di odio che si alimenta giorno per giorno affogati in un senso di inutilità e sicuramente di precarietà in cui quasi tutti costoro si trovano vivendo in questo limbo italico che non lascia speranze? Per poi rischiare di ripiombarli nel caos di una guerra civile - che non mancherà di arrivare entro qualche anno, se andiamo avanti così - tra loro e noi? perché? non avevamo abbastanza problemi? Si veda a tale proposito l'altro video del giovane a proposito dell'Islam (lo so è anche questo una bufala, come i libri della compianta O. Fallaci e le affermazioni di Magdi Cristiano Allam - ma è vero queste cose non sono vere, sono bufale, tutto ciò che non è pensiero ufficiale di sinistra è bufala!) Islam che ha sicuramente una estesissima maggioranza di persone miti e tranquille ma che ha mescolata anche una piccola ma consistente, efficiente ed ignota minoranza di "brigatisti" che, a differenza dei nostrani del passato che cercavano di portare a casa la pellaccia, sanno di doversi immolare pur di recare danno ai nemici della loro fede, cioè noi! I fatti recenti di Francia e Germania dovrebbero essere un piccolo campanellino di allarme! Ma noi ci concentriamo su cosa fare oggi senza valutare i problemi che stiamo accumulando e che faranno più vittime di quanti ne salveremo nei prossimi sei mesi (ma - direte voi - solo supposizioni! Ok Ipotizziamo!). E questi sono discorsi dai quali non si può prescindere, non fanno parte di un modello della realtà separato, oppure fanno parte di un modello della realtà che voi avete separato e che forse sarà il caso che ricongiungiate: gli eventi e i gruppi di persone che li popolano sono strettamente entangled!
- aiutarli ad atterrare in Italia, incentivando così gli imbarchi e aumentando così il numero dei morti invece che essere duri anche a costo di lasciare naufragare le prossime imbarcazioni e così fermare l'emorragia di persone dall'Africa e quel mercato degli imbarchi semi-sicuri verso l'Europa che continuano a fare migliaia di morti ogni mese (o centinaia, scusate, rettifico perché se no tutto il mio scritto diventa contestabile: ragionate come i Testimoni di Geova, vorrei che ve ne rendeste conto!) è esattamente uno degli strumenti per porre fine a questo mercato degli schiavi, della bontà, del sangue e delle speculazioni economiche su tali eventi.
- proviamo a guardare la realtà secondo uno scenario diverso: da domani nessuno aiuta più gli imbarcati e anzi vengono riportati al punto di partenza, tutti, nessuno escluso: il mercato si ferma immediatamente, così come da molto tempo nessuno si muove in direzione della Spagna!
- ma poi non è finita l'epoca dei rifugiati? ora sono quasi solo clandestini; e poi perché dover garantire loro il massimo della sicurezza? Sarebbe sufficiente una sicurezza semplice quale quella della Tunisia! Perché dobbiamo prenderci carico noi di un problema che affligge endemicamente una parte del mondo con cui storicamente siamo da sempre stati in lotta se non in guerra mortale aperta? Perché non offrire alla Tunisia 5€ al giorno per ogni rifugiato? Ne risparmieremmo 30! (non prenderete sul serio questo! è un paradosso: meglio spendere 35€ che rimangono in Italia che spenderne 5 che vanno all'estero, questa è economia!). Come fermare la speculazione che esiste (è inutile alzare la questione dei Buoni e ignorare che ci sono anche i Cattivi) attorno alla tratta degli immigranti e gli interessati appoggi politici (si fa per dire, meglio: partitici o addirittura di corrente!), di organizzazioni religiose e pseudo ONG che ci girano attorno?

Restano quindi aperti problemi di questo tipo:
- come arrivare a creare una convivenza con popoli che ci odiano, restando coscienti che anche noi non li amiamo certo e non li ameremo mai? Il tutto senza negarci il fatto che non possiamo amarli come invece accade alla gran parte di chi prende una incondizionata posizione a favore delle missioni di soccorso - accade il fatto di negarselo, non il fatto di amare -; negarsi un istinto non può fare altro che renderlo latente e quindi a rischio di esplosione: esplosione che paradossalmente a loro accade più contro i propri concittadini colpevoli di non condividere questa follia e che accade con una violenza che è sempre stupefacente in persone che si dichiarano così pacifiste e "democratiche"! La rabbia, il dubbio, la paura e la "missione per conto di dio" fanno il resto: danno quella arrogante sicurezza da lemming!
- come ri-creare un'economia - che abbiamo distrutto negli ultimi 15-20 anni - che possa dare lavoro e dignità a persone con skill inferiori ai nostri (in molti casi gravemente inferiori), oltre che con un concetto di dovere sociale nel campo del lavoro molto diverso dal nostro (si vedano i casi delle assenze anche prolungate e senza preavviso dal lavoro per ragioni di famiglia che affliggono molti rapporti di lavoro tra imprese locali e neo immigrati) e integrarli così in un sistema che li faccia sentire persone e non armenti allo sbando o - peggio - elemosinanti ai semafori dei tempi passati (avevate notato che essere stati duri a quei tempi aveva bloccato la tratta dei minori?)?
- come fare a creare condizioni e sensazione di legalità all'interno delle comunità immigrate facendo transitare come necessario il nostro senso di responsabilità sociale (se ancora ne abbiamo uno sopravvissuto alle ormai ventennali intemperie politiche, sociali, sindacali e della gestione della Res Publica, pardon "Res Neminis") senso di responsabilità sociale che ormai per noi è - quasi - connaturato, senza diventare vessatori colonialisti etc. e soprattutto senza sentirci tali per volerlo imporre?
Questi sono i problemi seri di cui occuparci ora e fermare l'onda che ci ha già quasi travolti e che, se non fermiamo, sarà di dimensioni e durata tali da non avere più l'energia per affrontare nessuno dei predetti problemi perché tutto il nostro sistema sociale, economico, di redistribuzione della ricchezza e - perché no? - della sicurezza nazionale, sarà stato travolto: allora sarà troppo tardi per tutti, noi e loro assieme a noi.

Siamo una nazione allo sbando dove tutti (la parte rumorosa) chiedono di spendere i soldi di tutti (a fronte di nessun beneficio se non sfavillante - e come tale fugace - e comunque di incerto o più precisamente nullo risultato), perché tanto non sono di nessuno; dove intellettuali - attanagliati da rimorsi da paese post-cattolico che si sente in dovere, da ricco, di dover elargire ricchi premi e cotillon (ma dove ricco, poi?) ma che peraltro non è mai stato realmente colonialista - decidono per le sorti del proprio paese senza fermarsi a valutare le conseguenze a medio e lungo termine di ciò che propugnano, solo perché oggi è importante per il loro ego - sofferente per la sensazione di inutilità nel rapporto Ego Vs Infinito/tutto-il-resto-del-mondo-e-dell'eternità che si subisce oggi - essere e sentirsi tanto social!
Mi viene in mente il video su un argomento non legato ma simile: https://www.facebook.com/bmwillrath/videos/1208942512475485


A voi intellettuali sia la vergogna!

Il danno sociale, lo scollamento tra la classe autedefinentesi intellettuale e la gente comune, sta in questo: la gente qualunque, anche se lo sente profondamente, non sa esprimere il disagio per la situazione presente a parole e non ha armi dialettiche per esprimerlo e in questo voi intellettuali siete assolutamente sleali e disonesti intellettualmente, perché continuate a ignorare le necessità e l'opinione di altri che non hanno un'arena pubblica come la vostra e una sufficiente capacità di esibirsi (a parte il becero Salvini e qualche altro!), solo e semplicemente perché avete l'arroganza di credere superiori le vostre ragioni rispetto a quelle di chi desidererebbe vedere il proprio paese preservato da tutto ciò! Voi non aprite il dialogo, voi imponete il vostro punto di vista zittendo tutti coloro che sentono di avere un sacrosanto diritto ad una porzione di egoismo da mantenere viva. E il tutto per cosa? per sentirvi superiori? Voi state demolendo ed offrendo pezzo a pezzo la vostra casa per dimostrare a voi stessi - e ad un pubblico che volutamente ignorate essere incerto ma di cui apprezzate il fatto di essere influenzabile/dialetticamente-coercibile - che siete persone migliori, anzi LE MIGLIORI e quindi con diritti e missione quasi divini.
In ogni caso ad ogni elezione democratica il malcontento verso le vostre ideologie oltranziste viene dimostrato con l'avanzare della destra; la cosa ridicola che noto è che quando la sinistra intellettuale parla di tali scornate incolpa i candidati di destra di aver vinto come se fossero arrivati ai seggi per furbizia e non per imbecillità dei partiti opposti che hanno spinto una ingente massa di persone votanti a scegliere un'alternativa a questo caos incipiente! Il fenomeno del nazismo in Germania negli anni '20 e '30 dovrebbe aver insegnato qualcosa, ma sembra di no!
Non abbiate paura! per ogni errore di strategia sociale la storia ne cancellerà i protagonisti come inutilia (scusate la ripetizione) e di loro (forse voi!) non resteranno che gli escrementi e le macerie in cui avranno trasformato tutto ciò che di bello avranno fagocitato! Un mucchio di macerie fumanti proprio di quelle cose di cui vi beate nei vostri viaggi intellettuali (cosa resta di Aleppo etc.?, cosa resterebbe di Roma, Milano, delle splendide pinacoteche, del David etc.?). Un bel futuro per chi non vede altro che il presente!

Ecco perché una delle mie frasi preferite coniata da me è: "Intellettuale? No grazie!" nonostante io sia cosciente di esserlo!

Tutto quanto ho scritto è una mia opinione, sono una voce solitaria, mi considero ancora di sinistra ma non mi sono mai considerato di questa sinistra; questa mia opinione nasce dal fatto di prendere in considerazione aspetti a più largo respiro e immersi in un orizzonte spazio/tempo molto più amplio di quanto normalmente accade e si sente; potreste obiettare che si trova sempre una soluzione, ma posso rispondere che molte civiltà sono scomparse perché non c'erano, perché non le hanno trovate ma molto più di frequente perché non si sono accorte del problema; non vorrei che la mia civiltà fosse proprio fra queste ma temo proprio di sì; non mi basta che qualche altro popolo verrà al nostro posto e continuerà la storia; io non sono una divinità, come molti - da cui ho sentito affermare una tale idiozia - inconsciamente credono di essere: divinità che stanno al di sopra del tempo e dello spazio e osservano le genti che migrano e si fanno la guerra, senza esserne toccati; io ho una vita che terminerà e con delle responsabilità verso i miei discendenti e il mio gruppo sociale!
Prima di tutto verso loro!
Certamente non verso degli imbecilli come voi!

8 nov 2011

Natale si avvicina: è ora di regali dai nonni. Siamo sicuri che siano Regali?

Finalmente se ne comincia a parlare in modo nuovo: l'Italia è divisa in due, ci sono cittadini di serie A con spettatori di tribuna/gradinate/curve e poi...
... gli Altri quelli che stanno a spazzare negli spogliatoi.

Ci sono cittadini che hanno grandi privilegi e che nemmeno si accorgono della crisi, se non per sentito dire o forse perché i prezzi di molte cose "fortunatamente" scendono. Altri che invece passeranno tutta la loro vita nella crisi e mi riferisco ai giovani.
Loro vivranno tutta la loro vita, se resteranno in Italia, in una crisi economica profonda di cui subiranno le conseguenze fino all'età della pensione (inclusa) e forse anche al momento della sepoltura quando saranno gettati in fosse comuni perché non ci saranno certo soldi per i funerali di oggi!

Tirare il sasso e nascondere la mano
Stiamo pensando e attuando tutte le leggi per evitarci di essere NOI a pagare. Ne approfittiamo del fatto che loro, i giovani, sono talmente impegnati a fare, lavorare, studiare (o fare un c...) e a divertirsi (più che altro per non pernsare al loro futuro veramente difficile) che non si accorgono di cosa sta loro cadendo addosso. Sono inesperti di politica e di economia dei macro sistemi sociali, e non vedono che stiamo accumulando immondizia sociale (come sottoprodotto delle azioni sociali del passato) da fare smaltire a loro nel loro futuro.
Eh sì, loro sono talmente lontani nei loro pensieri da pensione e problemi di sanità che non ci pensano, poverini, che diventeranno anziani pure loro. Quando anche a loro capiterà di diventare vecchi (se non si usureranno prima nel lavoro) e avranno bisogno di una pensione che possa permettere loro di vivere e di una sanità cui accedere almeno quando avranno una gamba spezzata o una broncopolmenite in fase acuta, forse solo allora si renderanno conto di cosa era stato tramato alle loro spalle quando erano giovani ed inesperti, di quale cavallo di Troia hanno lasciato dentro le loro mura gli adorati nonni.
Non molto di più avranno e probabilmente anche per i farmaci dovranno pensarci da soli se li vorranno.
E questo accadrà perché i loro nonni hanno speso tutti i soldi e i loro genitori non hanno voluto dividere con loro il carico delle gozzoviglie dei nonni (leggi: baby pensioni, pensioni supervalutate, sanità senza limiti, medicine buttate nel cesso, aiuti sociali a profusione, stipendi per lavori svolti alla stracca, casse integrazione decennali, etc.). Loro avranno invece: lavoro instabile e duro tutta la vita, una sanità che non esisterà se non a pagamento come privati, pensioni che basteranno sì e no per comprare i biglietti del tram con cui recarsi al mercato ortofrutticolo (se ci sarà ancora) a raspare nei rifiuti.
Questo è l'amorevole futuro che stiamo preparando loro.

Natale si avvicina
Pertanto, adesso che arriva il Natale, oh caro giovane, quando il nonno ti farà un regalo,  non dirgli "Grazie nonno", digli invece: "Tuo dovere: è caricato sul mio conto"

26 giu 2011

Linux o Microsoft? (da una lettera a mio figlio)

(Divertissement polemico!)
Linux, sistema Open Source di cui tutti teoricamente controllano il "source", ma nella realtà nessuno o pochi fanno, può essere imbottito di virus o contenere intrinsecamente altri gravi problemi di sicurezza. Nessuno o pochi vanno a controllare il suo kernel e cosa c'è scritto e a quale versione appartiene e da dove proviene. Vedremo più avanti quali sono gli interessi di chi lo controlla e perché difende così a spada tratta tale OS e lo predilige ai sistemi della MS.

Il fatto che siano ormai molti anni che gli hacker attaccano i PC di Billy e che ormai gli aggiornamenti Win escano uno ogni 2-3 settimane indica che il sistema è ormai sicuro e quasi inattaccabile.

Nel 2004 stava per uscire Vista e un altro sistema enterprise ma Billy diede l'ordine di sospenderne l apubblicazione per rivedere completamente tutta la struttura del SO ed impedire che fosse attaccabile come le precedenti versioni. Vista è forse una rottura di scatole perché ti chiede se vuoi anche tirarti su la cerniera dei pantaloni, ma in termini di sicurezza è certamente meglio di qualunque altro sistema (Mac compreso).
Quello che rende molto popolare Linux è la falsa credenza che sia gratuito, che sia open source e che sia sicuro. Vediamole con ordine:
gratuito: forse è gratuita una vasta fetta del SO di base, ma non essendo integrato e coordinato, qualunque personalizzazione costa e costa cara.
Open Source: il fatto che sia open source crea una situazione piuttosto paradossale che ho trovato in più di una azienda con cui sono entrato in contatto: gli sviluppatori che lavorano sulle personalizzazioni di Open source, lasciano in giro dei SW costruiti spesso in qualche modo, sicuramente poco documentati, che permettono loro di ricattare il cliente nel momento in cui (magari a distanza di due o tre anni dal momento della scrittura del programma originale) decide di apportare modifiche. Ti sconsiglio vivamente, quando sarai a capo di un'azienda (mi sto rivolgendo a mio figlio) di trovarti a lavorare con "open source", a meno che non sia gestito da società molto serie che sicuramente non si fanno pagare meno della MS di Billy, per avere alla fine un prodotto che devi comunque gestire con personale esterno.

Mai usare personale interno se non vuoi infilare la testa nella loro ghigliottina, come spiegato prima.
In realtà gli amanti dell OpenSource non si battono contro la MS ma si battono per creare un potere personale fatto di pedaggi, balzelli e guarentigie del tipo: se ho fatto io il codice e tu lo vuoi modificare, per tutta la tua vita mi dovrai pagare un pedaggio e al mio prezzo.
Ti lascio immaginare cosa succede quando qualcuno che ha scritto un SW open Source si stufa di scrivere SW e magari va a fare il pizzaiolo in Tanzania! (non ho documentazione a proposito della Tanzania, ma credo che altre destinazioni in Amirica Latina siano comunque state reali!)
L'open source esiste anche in MS ma non sul sistema operativo, e francamaente preferisco la chiusura di MS che l'open di uno qualsiasi degli altri OS-isti.


Importante notare anche che la tesi Open Source contro Microsoft è una diatriba portata avanti all'interno di quel mondo di stregoni che è l'ICT. Ancora oggi all'interno delle aziende, e avviene anche in quelle di ICT, la parte di sviluppo SW è un mondo completamente separato dal resto del sistema ammiinistrativo, commerciale e etc.
Le altre funzioni aziendali, compresi gli AD (Amm. Delegati) sono spesso completamente ignoranti del significato che una scelta ha come ricaduta di responsabilità, rispetto ad un'altra. Se invece di essere CIO (il manager di più alto livello per il settore informatico) a scegliere a chi dare la responsabilità dell'integrazione e del buon funzionamento di un sistema informatico, tu fossi CEO/AD, non vorresti avere internamente la responsabilità delle scelte strategiche in campo informatico, ma preferiresti avere come responsabile un referente esterno di assoluta fiducia.
Per cui, se scegli Open Source, ti porti a casa il problema e se qualcosa non va è problema tuo o del tuo CIO, se scegli piattaforme come Microsoft, sai che nulla, soprattutto in campo della sicurezza (e quindi dell'inviolabilità) sarà lasciato in zona grigia.
Sai soprattutto che la Microsoft non si sognerà mai di lasciare un backdoor o un trojan in una qualsiasi routine compilata da lei se questo avvenisse, nel giro di 3 giorni lavorativi, la MS chiuderebbe, e non credo che nessuno all'interno lo voglia.
Lo stesso non può dirsi per L'open Source, dove la compilazione è affidata ad una funzione dell'azienda che è rappresentata da una persona, con le sue debolezze e le sue meschinità, con le sue gelosie e con l'eventuale desiderio di vendetta se le relazioni azienda/dipendente si deteriorano. Del resto la filmografia degli ultimi anni è piena di vicende basate sulla finta loyalty di esponenti dell'informatica.

Chiaro che se ti interessa la velocità e non cliccare il pulsante "Sei proprio sicuro di voler istallare quasta cosa che non conosci?" puoi anche infischiartene della sicurezza (anche in campo automobilistico accade la stessa cosa), ma tutto ciò che proviene da fonti non attendibili e a cui non puoi chiedere danni, è intrinsecamente pericoloso: vai a leggere l'Iliade negli ultimi capitoli, poi capirai cosa sono i doni degli dei!