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9 dic 2021

Il furto

 (da un post del 17 settemre 2012 non so dove!)

Il furto è un incidente nel processo economico, è come una malattia del proprio processo economico presa durante la vita del processo economico stesso.

Chi ti ruba ottiene un ingiusto guadagno con il tuo bene, non lo fa per produrti  un danno , anche se di fatto te lo produce. Tu pensa che rubare nel modo in cui lo ha fatto, approfittando della tua attenzione orientata ad altro è una delle operazioni che può essere fatta solo da una persona che ha il cervello capace di fare solo quello, non ha sicuramente le tue capacità di organizzazione e di gestione.

Ci si sente degli idioti davanti a questo genere di cose, e gli altri, gli amici e quelli di casa, te lo fanno sentire ancora di più, magari non ora, ma le loro voci, i loro giudizi, a volte sono già dentro di te, ancor prima di raccontare loro come sono andate le cose.

E se i tuoi parenti ed amici quando racconti loro queste cose chiameranno stupidità, imprudenza o distrazione quello che ti è accaduto, pensa che è sempre facile per loro dire agli altri, dopo che sono accadute le cose , "tu dovevi sapere che sarebbe potuto accadere"; il mondo è pieno di profeti del giorno dopo.

Una delle cose di cui ora potresti seriamente sentirti colpevole è di essere anche tu stato in qualche occasione un profeta del giorno dopo, quello che sa dire cosa si sarebbe dovuto fare per evitare un accadimento imprevedibile. Ora puoi capire che potresti aver contribuito ad una rabbia simile a quella che tu stai rischiando ora. Ti sembra giusto che gli altri lo facciano o, se ti è accaduto, di averlo fatto  ad altri?

Ma poi , prova a pensare, se tu dovessi fare in modo che nulla delle tue cose possa essere soggetto ad un furto, tu dovresti probabilmente passare una parte della tua vita a mettere a posto le cose, a chiudere e a fare attenzione: alle porte, alle tasche, alla borsa, all'auto, al portafogli, al computer, al cellulare. E starci attento sempre e comunque: la vita diventerebbe impossibile oppure diverresti paranoico. Ne vale la pena? Solo per evitare un furto ogni tanto? Per evitare che un idiota, inconsapevole del danno che sta per farti per un suo ingiusto utile, ti lasci l'impressione che abbia voluto danneggiarti? 

[La Barzelletta del tranviere e della signora con carrello, borsone, borsa, borsetta e borsellino.]

Ti sei stufato vero di ascoltarla? Bene, non credo che la tua vita debba essere vissuta come quella della signora, diventerebbe ingombrante fare qualsiasi cosa, quindi quella che gli altri e che tu stesso chiami imprudenza o distrazione, altro non è che un prezzo del benessere personale, del rilassarsi, del potersi permettere un giorno di vacanza a fine settimana. Anche per quello paghi no? Non ci spendi dei soldi? Lì sai a chi li dai, in questo caso no!, ma poter essere più rilassati ha un costo in questo caso e anche nel tuo.

Prova anche a considerare che il furto è una malattia del tuo processo economico. Qualcosa che ti capita nella vita di tutti i giorni, proprio come arriva una malattia. Se tu, pieno di cose da fare, un giorno ti ammali, diciamo di un'influenza che stanno passando tutti, ti dai dello stupido? Ti dai del cretino e imprudente? Ti arrabbi? Forse questo sì, ma non ti dici che sei un cretino e non pensi che la malattia ce l'abbia con te.

Bene, un furto di qualsiasi entità è una malattia del processo economico di una persona o di una famiglia o azienda, è un incidente di percorso, un evento che ha un significato quando accade, ma che termina nel momento stesso in cui si passa oltre, si entra nella convalescenza e si procede con gli eventi del giorno dopo, con quello che c'è da fare.

Sei stato malato e hai avuto un incidente, ora è tempo di ripartire, di rimettersi in sesto e proseguire il cammino. 

Vai alzati e ricomincia a fare le tue cose, sono molto importanti e vanno fatto adesso, ora!

Buona giornata! Da adesso in avanti!

(© Luca CODELUPPI)

3 nov 2012

La creatività non è dell'Italia

Le mie esperienza recenti, in ogni occasione: dalla gita in montagna a che film andare a vedere, o che direzione far prendere ad un gruppo di intellettuali, in Italia richiede fondamentalmente una cosa: "da che parte stai?". Questo è il primo requisito che viene chiesto ad ogni Italiano.
Sarà che siamo nati in una nazione che nazione non è mai stata, che l'opportunismo di cui ci ha parlato Indro M. è un'altro caposaldo della nostra cultura, ma nell'opportunismo troviamo sempre come prima domanda quella, prima ancora di sapere i presupposti della fazione a cui si deve aderire.
In un contesto di questo tipo, tenendo conto di cosa significa Intelligenza Collettiva, e di quale environment necessita, è chiaro che la creatività non può allignare qui, dove il meccanismo dell'appartenenza ad una fazione è principe. La fedeltà implica la condivisione delle emozioni di bandiera (o di campanile)e in nessun organo dove è richiesta la fedeltà può entrare e sopravvivere un creativo. Un creativo vero, uno di quelli che pensano con idee innovatrici affonda la sua capacità nel dubbio e nella provocazione, desidera avere dagli altri risposte che mettano in crisi il suo sistema innovato; non può creare spostamenti di millimetri, deve cercare di produrre un'onda d'urto elevata per vedere i segnali sismici di risposta, solo così può capire come è fatto il sottosuolo della realtà, di quella realtà che in molti condividono, ma spesso solo come vaga percezione. Le onde sismiche di una grave provocazione, spesso fanno affiorare frammenti e diafane immagini di una realtà ignota che il creativo sa fare confluire in un modello più avanzato di ogni singolo frammento di interpretazione in possesso agli altri, singolarmente.
Ma vi figurate in un clima di aderenza ad una fazione un creativo vero che lancia una provocazione? La prima cosa che rischia è di essere malmenato dalla sua stessa fazione e una volta lasciata la sua, non può certo sperare nell’appoggio dell’altra , quindi ha due opzioni: o si allinea con la sua fazione e la smette di provocare e comincia “a parlare come mangia”, o vive da solo isolato e spesso vilipeso da entrambe le fazioni che si contendono il terreno dello scontro, sulla base di un’effimera auto-definizione di “Noi siamo i buoni”
L'Italia un paese creativo, forse solo nella moda e nelle canzoni.
Ma forse esistono anche quelle libere repubbliche dove si viene accolti per quello che si sa e che si è disposti a fare per gli altri e non per la fedeltà che si è disposti a giurare all’atto dell’assunzione.
Sono poche e sempre più nascoste agli occhi della maggioranza, o appaiono come dei miti irraggiungibili.
E lo sono per i più!

19 set 2012

Misurabilità non significa controllare un processo

Da un Thread di discussione "in alio loco"

Stavo meditando tra ordine e caos, e sono arrivato ad una conclusione: troppe persone, oggi, hanno un concetto di Ordine che coincide solo con un'area di misurabilità dei fenomeni e per il pensiero sistemico - cui in parte mi rifaccio - credo sia ritenuto un grave problema che le organizzazioni che si definiscono Ordinate devono superare.
Dalla misurabilità all'illusione del controllo il passo è breve!

L'estensiene del Background

Quando si parla di soglia del caos, mi vengono in mente gli studi sui fenomeni armonici e le trasformate di Fourier, il Caos oggi è una zona dove le variabili in gioco non sono ancora state identificate (Potete vedere il gruppo Quantitative Complexity Management in Linked In) e dove appartengono ad un rumore di fondo non sempre decifrabile.
Siamo in un'epoca in cui il background è diventato così vasto (cerco di dare la sensazione di questa affermazione: le ISO9000/UNI29000 hanno ampliato la zona di background inserendo nel sottofondo ambientale della vita aziendale anche tutta una vasta area di inconvenienti che normalmente appartenenvano alla zona della mente "Fai attenzione!") che alcune perturbazioni che nei tempi passati (anche solo 40 anni fa) sarebbero appartenute all' "indecifrabile/non percepibile" oggi sono considerate perturbazioni di sistema.
 

Razionalità contro Logica

(Spiego qui perché contrappongo razionalità e Logica)
Quando analizziamo la realtà abbiamo in compenso la tendenza a utilizzare le armoniche che ci paoino più utili e ad escludere quelle che invece non sappiamo gestire. Questo modo di agire è ciò che io chiamo il pensiero razionale, il quale si muove solo nell'area del dimostrabile, ed io lo contrppongo al pensiero logico che desidera per sua natura inglobare ogni possibile indimostrabilità come appartenente al sistema stesso, perché il sistema esiste indipendentemente dalla sua misurabilità.
In questa dicotomia, ho inserito uno strumento sulla zona di confine che è "il Paradosso", un'area dove alcune regole sono valide ma provocano contraddizione in ciò che consideriamo asserzioni ortodosse.
Ma il paradosso comunque, nella mia visione, sta sul limite di ciò che è comprensibile e non di ciò che è semplicemente enunciato. Il pensiero razionale si nutre di enunciati.
Mi è difficile pertanto accettare ad esempio come metafora del confine tra ordine e caos le teorie che partono dal campo delle affermazioni (o postulati) aprioristiche ed oggi nel caos della mente razionale Occidentale e della crisi del sistema delle dimostrabilità l'inquinamento delle affermazioni aprioristiche è ormai quasi completo. Restano pochi difensori del pensiero logico e molti, troppi vagolatori del pensiero razionale: vagolano perché necessitando di affermazioni e postulati, facilmente cadono preda di teorie inconsistenti che poggiano su postulati assolutamente nominali, quale ad esempio tutta la congerie di affermazioni basate sul concetto di Energia in cui in tale vocabolo vengono fatti confluire e congiunti concetti assolutamente non congrui, quali: "eccitazione della mente", "energia come definita in fisica" e altri fenomeni che avvengono in presenza di energia come "vibrazioni" etc.

Gli Esperti: paladini della Sindrome del Controllo.

In tutto questo caos (non caos nell'accezione già citata, ma nel caos del pensiero), entrano in gioco gli esperti. Io, peronalmente, sono del parere che anche solo enunciare la parola "esperto" si entri in un area di rischio: gli esperti sono gli alfieri della razionalità, della misurabilità, della sindrome del controllo. In quella discussione avevo usato M. Monti come unico esempio, ma era un colpo basso poteva essere un ragionamento induttivo e me ne sono scusato, ma era ed è comunque un caso embelmatico ed eclatante.
Cosa è un esperto? E' esperto a quale livello? nella mia vita ho incontrato molti esperti e lo erano sempre solo fino ad un certo meta-livello, cioè solo fino ad un certo piano degli infiniti livelli che compongono un problema ad esempio di tipo aziendale:
  • il sintomo
  • la causa
  • il sistema che genera la causa
  • lo spirito nel team dove si lavora
  • la relazione tra le persone
    • il significato di soddisfazione di chi lavora
    • il riconoscimento del ruolo di ogni persona
  • il significato che la qualità ha nell'azienda
    • prodotto
    • servizio
  • il posizionamento dell'azienda nel mercato
  • etc.
Ma la loro expertise si fermava sempre ad un numero limitato di variabili e di livelli e si perdevano quasi regolarmente il plot generale.

Conoscenza verticale Vs Conoscenza trasversale

Se la profondità di conoscenza in un ambito può essere strumentalmente proficua, la incapacità di muoversi a lato è spesso un limite quasi insopportabile per far fare un balzo in avanti ad un'organizzazione di qualsiasi genere.
Spesso nella sofferenza e nel languire di certe organizzazioni ed aziende si rintraccia un DNA cellulare, con un destino di replicazione e di funzionalità definite ineluttabile. Manca cioè la visione di un organismo, di una entità cioè che oltre a mettere in moto meccanismi deterministici, sia anche in grado di affrontare l'inatteso e di metter in campo azioni molto più complesse di quelle di una sola cellula. Le prassi nelle organizzazioni spesso sono più delle risposte meccaniche a sollecitazioni dirette. E' importante mettere in campo processi evolutivi dettati non soltanto da queste sollecitazioni, ma anche da percezioni a lato, è importante introdurre nuove prassi che tengano conto di queste percezioni: è importante avere nelle organizzazioni persone in grado di cogliere ciò che è apparentemente marginale.
I processi evolutivi infatti nascono dalla sopravvivenza apparentemente casuale di prassi nuove. Queste hanno maggiori prob abilità di successo se riescono a tenere conto del caos e del rumore di fondo.
Ma noi siamo sempre più propensi a credere nel Lamarckismo che nel Darwinismo: il Darwinismo è sistemico - tutto può contribuire alla modificazione della specie testando i singoli - , il Lamarckismo è lineare e razionale, induttivo - ogni sinbgolo si trasforma, basta volerlo!-

Io non ho dubbi con quale stare.

17 ott 2011

The N-Dimensional Real World

A brief theory about what is the opposite of a stupid assertion.


I was discussing with my mother about intelligence, geniality and stupidity when I asked my mother about what was the opposite assertion of a stupid assertion. My mother (85 yo) answered to me: "It is obvious: it is an intelligent assertion!". I was so sorry, but I had to confute this assertion as a naive assertion - I could not obviously say: "it is a stupid assertion" to my mother! When we discuss about philosophical matter I have great respect for her! -. I said her that we are never sure that the OPPOSITE OF A STUPID ASSERTION is not another stupid assertion. The opposite of a stupid assertion can be another stupid assertion! And that is not so trivial!

WE ARE LIVING IN THE REALITY!
Indeed we are living in the Reality and our discussion was thought into that.
The Reality, when it is analyzed, has a particularity: it has a so huge number of facets that we cannot take into account of everything discussing of it.
Better: Reality has a multidimensional model and every time we argue on Reality, we are able to take into account of a limited amount of variables.


MANICHEISM
When colloquially we - my mother and me - were using the term "the opposite" I was deliberately permitting us to use a typical approach like that in disputes are currently set in Italy: "is it either fault to Corporation or to Trade-Unions?" or maybe "Is it either fault to Government or to General Economical situation?".
Typical Italian approach is to set the two things onto two opposite ends of a line just to split Good Guys Vs Bad Guys; so, apparently, Co and Trade-Unions, Government and General Economical situation appear to be on the same line as opponents: we, Italians, are all Manicheans, we love to put ourselves amongst good guys. So we absolutely need Bad Guys somewhere in front of us!
Avoiding and refusing for a while my breed's instincts, I guess that the correct approach to it, is to place the two concepts on independent dimensions instead, having, this way, two independent responsibilities impacting the Reality. This way we avoid a pretended opposition of good and bad guys that belongs to policy and not to a serious approach to the Reality.
Indeed, when we speak about Reality every person has his own approach: which one is the best one? I guess that higher is the number of variables we are able to gather about the problem and more the model is precise (or less erratic/random is its behavior).


QUANTUM THEORY OR ZENO'S PARADOX?
Collecting all those variables is not a simple task. We can find them in a small amount if we simply are focusing on the problem (without disturbing New-Age theories about Quantum physics on "everything is resonating" which is a charming though impossible to use theory).
Yet, when we assume as a base of our theories a limited number of variables, we are normally able to easily cope with them.

We can artificialy and suitably reduce the number of, so we can demonstrate almost everything (Zeno's Paradox of "Achilles and tortoise" is one of the most famous), but our goal here should be a better perception of the Reality and its rules, to have a better forecasts.



INVESTIGATING PERTURBATIONS IS STILL THE BEST WAY?
To gather more variables we have to investigate on anything is a perturbation of the standard process carried on with the known variables: the way was used in Quantum theory. Differences between expected behavior and resulting behavior give us evidence of unknown perturbing variables. In this way we can maybe find new informations but we spoil a lot of time and efforts also.
An help can come from perception of different persons working together (brainstorming is one of the most famous activities to gather variables): that yields a better harvest. Every person, indeed, focuses on his own particular facets of a problem and more person cover a wider range of facets.
But the tricky thing (or think?) is to find them in a more effective or maybe predictable way.

EMPIRISM or PREDICTABLE FINDINGS?
A problem can be considered complete when the distance between expected and resulting variables narrows sufficiently. There is no guarantee that a sufficient number of persons find the necessary amount of variables when they act in a freewheeling way. There are other means to discover them in a more predictable way: using different exploring ways for Problems, Mind and Thinking: a true methodic wandering in the problem.

Ask me for it

8 dic 2010

La Statistica non è un'opinione

Chi vuol esser milionario: La trasmissione preferita di mia madre
(Stavo ascoltandola involontariamente dal piano di sopra.)


Gerry scotti pone la domanda, su San Paolo apostolo: assolutamente impossibile rispondere, qualcosa sulla sua visita ad Efeso e sulla ribellione di un'interra categoria di abitanti al suo Dictat.


Quattro risposte tra cui scegliere!
Al momento della soluzione il 25% degli spettatori ha dato la risposta giusta e Gerry Scotti ha commentato: "il 25% degli italiani conosceva la risposta!".


Se il mio senso logico-matematico non mi inganna, credo che anche le altre 3 risposte abbiano ricevuto il 25% di consensi e quindi se ne può dedurre che gli Italiani hanno tirato a caso: nessuno conosceva la risposta corretta.
 
Ringraziamo Gerry Scotti che ci sopravvaluta cosi tanto: credere che il 25% degli Italiani conoscesse una risposta così legata alla fede significa che abbiamo lettori della bibbia e degli atti degli apostoli  molto attivi: quasi come nella chiesa protestante!


La bandiera Italiana 
A proposito di questo ricordo che negli anni '80, quando diventò obbligatorio apporre sul proprio veicolo la targa indicante la nazione di appartenenza, qualcuno si diturbo a fare la statistica di quanti, usando la bandiera invece della semplice " I " maiuscola scoprirono che il 60% degli italiani sapevano posizionare la bandiera con il verde a sinistra, in realtà visto che il 40% lo aveva sbagliato, anche allora si poteva dedurre che solo il 20 % degli italiani sapeva esattamente cosa stava facendo.

.

21 nov 2010

Generalizzazioni e anti-generalizzazioni

Un po' di semantica (?) teoria del linguaggio (?)
(in revisione)
Le generalizzazioni sono la paralisi della comunicazione.

Fantastica affermazione che ha evidentemente l'aspetto di una generalizzazione (per i più esperti: di una Distorsione + Cancellazioni).

Però procediamo con ordine.
Di cos'è una generalizzazione viene discusso in tutti gli ambiti della comunicazione e in quelli che vanno a scavare nel comportamento umano. Non ho intenzione di andare a sviscerare la zona connessa alla psiche, perché si è scritta ormai una montagna di carta e un fiume di parole è stato detto

Parliamo invece dell'Antigeneralizzazione.
"Non generalizziamo" Questa è una frase, anzi un'affermazione, anzi ancora di più, è un dictat a senso unico di chi ha già la verità e che gli serve per poter fare passare le affermazioni più inverosimili come verità assolute, un modo per riuscire ad elevare a regola le eccezioni.
Potete parlare con un non-generalizzatore del fatto che i chicchi del riso sono bianchi e, anche se costui non ha nemmeno la più pallida idea che esistano delle macchine per eliminare i chicchi non bianchi, vi opporrà la sua fatidica frase: "non generalizziamo; chi ti ha detto che i chicchi di riso sono bianchi, se ne esistono di neri significa che i chicchi di riso non sono bianchi".

Ma la frase più importante è nell'impplicazione conclusiva: "hai torto a pensare che i chicchi di riso sono bianchi, la tua teoria non sta in piedi".

La sentenza da demiurgo che la semplice frase nasconde è: io ho la verità e la verità è composta da tutti i casi strani della vita che mi sono capitati e a cui io non ho saputo dare una risposta ma in particolare un caso assolutamente raro come il Koh-i-Noor e questo caso mi ha così affascinato che credo che il mondo si basi proprio su quell'evento adatto ad una persona come me, unica; io sono l’unica persona che ha saputo vedere tutti quei casi strani.
Distorsioni della mente umana!

Per fortuna tali demiurghi hanno per le cinture di sicurezza la stessa visione e al minimo incidente ce ne liberiamo: Aveano vconosciuto nella vita precedente (vi ricordo che or essi non sono più!) uno che si era salvato per non averle indossate!
Potenza dell'antigeneralizzazione!

The failure of geniality

(a paradoxal theory about the impossibility for the geniality to be useful)



APPARENTLY there are no chances for the geniality to be recognized. Then in any kind of environment and in sensitive ones also, only standard solutions are taken.
APPARENTLY no way to understand geniality before decades: a lot of wasted time and opportunities!


The ancient history and the most recent too is full of great and genial ideas: from Edison’s bulbs to Relativity, again to the Babbage calculator and so on.
At least one Genius is working somewhere now!

Genial Ideas: an endangered specie
In any size of corporation, a lot of money is spent for nothing and in many cases the R&D department just touches many Eldorado to quit them at once or, in the best cases, it produces standard solutions with just a hint of geniality.
Indeed, if you go to see the history of many corporations, you can normally see innovative ideas as the starting point. Then they prefer to buy revolutionary novelties around than developing their own, limiting their innovative actions just to improve older ones.
Corporation are full of intelligent peoples that have to cope with money and roles assignment, with distribution of management and so on, yet you can perceive as strange the fact that revolutionary technologies have ever been developed inside those kind of hobbles and finally asking yourself how could Co's survive for long and producing high-tech: they all have complex systems to budget new programs and development.Again, why that happens? Because the structure of big corporations, for organizational purposes, fills up with peoples that belong to positions that are high in the scale of Geniality but afar from vertex. Having roles where they decide for others to be accredited or not for budgets and money to be used they have to be prudent and cautious.

Genius environment
Now we move away from budgets and we try to guess how a genius’s environment is structured and works. We can imagine that everywhere a Super Genius is, he shares his life with other peoples. Normally with geniuses or very intelligent persons. So every Super Genius normally shares his live with four or five Geniuses and many more very intelligent persons.
Every time a Super Genius shares his knowledge and achievements with others Geniuses, he has to discuss his theory with them. If anything in his theory is achievable just to Super Geniuses, std Geniuses cannot get the right point. So they start a criticizing process against the Super Genial Idea by the cause of their limited understanding. The super genius, having great opinion of his colleagues and having no way to determine either if he is right or they are, accepts the criticism and Super Genial Idea is quit (and the world for at least 10 years will fail this step ahead in the knowledge/technology).


The same happens again between Geniuses and Super Intelligent Persons: every Genius shares his knowledge with four or five super intelligent persons and again the problem arises: no way to determine who is right then genial ideas (which could make the world a jump only one year ahead!) are lost. Genial ideas are many more than Super Genial Ideas, we guess at least four or five times, easier to produce and finally with higher economical impact and big incomes!


The Pyramid 
We repeat the same process again and again down the scale of Geniality: we can represent it as a Pyramid, whose vertex has a Super Genius and lower layers have peoples occupying lower and lower positions in this scale.
Damned by our instinct to the democracy, we tend to have impelling the need for comparison with others and for the assessment of our ideas in public arenas. If the time is too early, long before we figure out the whole sketch, the most of the times the project aborts as the sole effect.

So, the sad news is: for geniality, there is no way to produce great effects in the real life!
The fault is not to the Geniuses or skilled persons, but to the organizations that are not able to understand which one is the best idea and who has the control over the Genial project: who is the best amongst the group they have devoted to solve problems and who is less. Voila because solutions are normally a mix of std solutions with just a hint of geniality!


How to adopt and develop genial Ideas? If we go back in the history we can observe that super genial ideas like Einstein's or Turing's or others, where achieved in a strong solitude and in some sort of detachedness. Yet that form of loneliness was an independent choice; better: in many cases was a kind of suicide, a fight against the whole world.


What in standard life?

If a genial idea happens into a company, the needed solitude is impossible and recognition of geniality neither. What about new genial theories or products? Unfortunately there is APPARENTLY no measuring mean to help decisions to be taken when the field where organizational peoples have to operate and decide is out of their reach. So although they can choose in a proper and polite way, this seldom is the best way, i.e. the genial solution a company needs: they commit their decisions to a democratic system: the majority in the staff makes the project version good enough. This way every risk is avoided and, in the same time, never the most intriguing solution is taken.
Exceptions to such a general rule? Yes! Companies ruled by Visionary Geniuses!
How to protect and exploit genial ideas in braking systems where no visionary leaders are at hand?


Is Frustration the only one option?
I can definitely affirm that, in a specific field, there is APPARENTLY no way to determine if there is a Genius at work amongst the many persons belonging to the team. This way big corporation have troubles to recognize and get the best idea, reward and preserve the deserving member of the team, produce the best, getting a lot of money: failure to protect and exploit Geniality is a big damage and frustration!

Yet, there is a way to measure the Geniality in project alternatives and an efficient mean to decide what idea can be considered viable and the best available for the production to be taken.

Yes, I affirm that the previous “there is no way” is just APPARENTLY right, because there is a way to determine what can be considered a true Genial Idea born from a real genial person or team..


The way is to mesure…
(ask me!)


A Step back in the recent past
This new theory calls back to someone's mind, the L. Peter's theory about Bureaucracy. In one way they agree: the system hangs again in the same well structured manner!

3 giu 2010

Quando la morale è una cosa seria

(si riferisce ad un post datato 24/06/2002 su un altro sito)

Ovvero come rompo le palle a mio figlio per ogni inezia (e quel che è peggio: ho ragione).

Il discorso è nato qualche giorno fa, quando mio figlio si recò a casa del suo miglior amico per aiutarlo a studiare matematica - così almeno era la versione ufficiale e pure la loro seria intenzione - e rimanere poi a cena.e riprendere gli studi subito dopo.
Arrivato poco prima delle 7 di sera e trascorsa una mezzoretta di studio, come in ogni casa per bene, arrivò ora di cena, per cui si interromperono (o interruppero per i più schizzinosi). Dopo il meritato e famelico pasto (hanno 13-14 anni entrambi), la madre del compagno, malauguratamente, propose loro di andare a procurarsi un gelato prima di riprendere ad immergersi in equazioni e geometrie varie.
I due, ben felici di essere stati temporaneamente graziati, raggiunsero la gelateria preferita in soli 10 minuti: che sf…. era chiusa. Intervenne a questo punto il provvido cellulare. Telefonata a casa, al telefono rispose il padre del compagno di mio figlio, molto più accomodante della madre. Alla richiesta di potersi recare alla gelateria un po’ più lontana - che sicuramente era aperta - l’ignaro accordò il suo permesso e i due mariuoli, allegramente, andarono a recuperare il lontano e perciò ancor più squisito gelato.
Al ritorno: Apriti cielo. La madre incavolata come una biscia prende seri provvedimenti nei confronti del figlio per essersi attardato a zonzo per il paese. Tragedia, “ma con il papà…!”, “non mi importa nulla…”, “ma ho chiesto il perm….!”

Quando mi sono recato a recuperare il mio pargolo, abbiamo iniziato a discutere sulla cosa ed il giudizio di mio figlio era a favore del suo compagno in quanto, avendo loro ottenuto il permesso dal padre, erano in regola e non avevano disobbedito ad alcuno. Il mio giudizio invece non corrispondeva in nulla con il suo, ma fu arduo spiegargli le mie ragioni.

Il primo punto che mi premeva sottolineare poteva partire dalla loro stessa esperienza emotiva: gli chiesi se, nel momento in cui rispose il padre anziché la ben più severa madre, non avessero provato un senso di sollievo e non avessero pensato all’estensione dell’attimo di libertà come ad una cosa già conclusa. Com’è ovvio, mio figlio tergiversava e portava l’accento del discorso verso il permesso ottenuto, “quello era un fatto, e altre storie non ce n’erano…”.
Io insistetti: se avevano provato una sensazione di sollievo alla risposta del padre, voleva dire che già a priori sapevano di chiedere un’estensione non regolare di un permesso già straordinario, quindi a voler essere perfettamente onesti con sé stessi, l’estensione stessa era stata sicuramente estorta approfittando della buona fede.

Il secondo spunto mi serviva per spiegare lo stato di conflitto generato per trarre profitto da una situazione di equivoci. Utilizzare un detentore di potere (il padre) per ottenere un beneficio all’insaputa e contro il parere di un altro detentore di potere (la madre), in un primo momento può comportare un beneficio a causa delle lacune createsi. In un secondo tempo, quando i due detentori di potere arrivano ad una spiegazione, arriverà la reazione e la punizione proprio contro colui che ha approfittato del garbuglio creatosi. Immaginate: una sera d’inverno un uomo telefona ai Carabinieri, dando la propria posizione ed affermando di avere bisogno di soccorso poiché qualcuno gli sta sparando. I Carabinieri intervengono in difesa del malcapitato e sparano; poi scoprono che l’aggressore è la Polizia!
In effetti i due genitori furono entrambi d’accordo: il figlio aveva abusato della fiducia.

Il terzo punto, non meno importante degli altri rimarcava un fatto che era sfuggito ad entrambi: la ragione che li aveva indotti a trovarsi alle 7 di sera, cioè studiare ed aiutarsi reciprocamente. Se la chiusura della gelateria comportava un ritardo ulteriore all’attuazione dello scopo per il quale si erano ritrovati e quindi all’inizio degli studi, avrebbero dovuto loro stessi rinunciare ad estendere il loro momento di libertà Avrebbero dovuto compiere una rinuncia consapevole, che avrebbe permesso loro di guadagnare “punti fiducia” presso i genitori. Tale situazione avrebbe poi portato ad una riduzione del controllo: porco cane! se uno decide di limitare un proprio attimo di libertà per rispettare le regole alla fine ne otteniene di più! Vai a capire i genitori!!

La conclusione fu terribile: gli dissi che era giusto che si fossero comportati così, perché il tentativo di conquistare una fetta in più di libertà è sacrosanto, ma non bisogna mai mentire a sé stessi né perdere di vista le ragioni degli altri. Non si deve mai abusare della fiducia degli altri, ma soprattutto non bisogna mai perdere di vista lo scopo che ci si è prefisso.

Che noia!!!!!

23 mar 2010

I contratti derivati del Lavoro

Sono uno dei tanti che in questo momento è alla ricerca di maggiori opportunità.
Ormai in molti abbiamo capito che si può solo parlare di Maggiori Singole Opportunità, perché il sospirato “posto di lavoro” è assolutamente inesistente e quando disponibile, spesso è degradante. Quindi siamo alla ricerca di tante piccole collaborazioni o, se lo vogliamo vedere da un altro punto di vista,siamo diventati venditori porta a porta di un ben preciso prodotto, NOI STESSI.

Hope on the Cloud

Navigando su internet, e comunque avendo io a che fare con il mondo della formazione e delle risorse umane (HR), sto costruendo un network di conoscenze personali e di pura conoscenza. Ho contatti in molti settori e sono arrivato a tenermi informato anche di cosa fanno molti operatori di HR italiane, europee e americane.
Non credo che mai come in questo periodo ci sia disponibile tanta competenza nel modo del “trovati un lavoro” come oggi. Se sei disoccupato hai a disposizione una ingente quantità di esperti che ti possono orientare nei più disparati campi: da come compilare un CV a scoprire quali sono i tuoi punti di forza e a quali sono le tue aree di miglioramento (uso apposta i termini tecnici, per sottolineare l’uniformità della offerta), ci sono esperti che ti sanno dire quali sono le tue potenzialità nascoste e quelli che sono in grado di trasformare le tue resistenze in opportunità.
Dico questo non per prendere in giro tutto ciò, perché è esattamente quello di cui mi occupo anche io, trasformare in opportunità le resistenze, scoprire che i pudori e i freni che ci auto imponiamo sono dei valori che dobbiamo imparare a indirizzare in modo diverso (insomma, sono valori “diversamente abili”!).

Un volontariato multilevel

Dappertutto si vede una particolare attenzione per chi non è inserito in modo stabile nel “Mondo del Lavoro” e, dato lo spirito di solidarietà che sta alla base di chi si occupa di ciò, si vede una forte propensione a rendersi utile ad alleggerire il senso di inesistenza di chi ne è escluso.
Ma osservando bene, questi che prestano il loro aiuto per rendere meno difficile entrare o rientrare nel mondo del lavoro chi per il momento ne è escluso, sono essi stessi dei “parzialmente” inseriti: laureati ancora relativamente giovani (solo 35-40 anni) o persone che come me, dopo la crisi del settore in cui operavano, hanno scoperto sotto la vocazione tecnica la vocazione umana.
Di tutto ciò - sono sicuro - nemmeno chi ne beneficia è perfettamente cosciente. Ma fare del volontariato oggi è una delle forme con cui si genere network, si diventa conosciuti e ci si fa apprezzare. Ma pure in tal modo si rimane disoccupati – o meglio occupati molto poco o nulla retribuiti, condizione in cui anche io mi trovo – per lungo tempo, probabilmente fino a ché un imprenditore talent scout non ti nota e decide che sei indispensabile per il suo settore.
Dietro a questi occupati non retribuiti troviamo ancora una altro livello di indaffarati: gli esperti che notano l’andamento generale:, l’appiattirsi delle soluzioni che vengono messe in atto per aiutare le persone a trovare lavoro. Parlo di appiattimento non perché la qualità sia bassa, ben inteso, ma perché quando tutti o quasi sono dotati dei migliori ami e delle migliori esce, se i pesci sono pochi, solo alcuni li pescheranno, gli altri rimarranno con la pancia vuota. Bene alle spalle di questi esperti di pesche miracolose ci sono questi esperti di strategia di pesche miracolose, quelli che sono in grado di vedere oltre e saper capire cosa ci si aspetta da un candidato durante un colloquio e a cosa viene dato particolare rilievo.
Notare che tutto questo è fatto nella massima moralità, senza nessun intento truffaldino, altrimenti perché molti di questi lavorerebbero praticamente gratis? Quindi ci sono gli esperti che allineano coloro che da esperti di risorse umane aiutano gli esperti di qualche settore produttivo a trovare una’azienda che li trovi sufficientemente esperti per pagare loro un compenso. È da notare che tutto questo lavoro, spesso avviene per trovare una collaborazione magari di soli 6 mesi.

I Derivati

Non so perché ma pensando a questa situazione mi è venuto in mente che in tempi recenti, (e se i governi non ci stanno attenti accade di nuovo) più o meno lo stesso stile di gestire il sistema che si garantiva garantendosi la garanzia, noto come sistema dei contratti derivati, è riuscito a produrre un terribile buco finanziario di cui l’economia, cioè noi, sta ancora pagando lo scotto. Cosa sta infatti accadendo al mondo del lavoro?

L'invenzione del Moto Perpetuo

Un’ingente quantità di lavoro viene spesa non per produrre ma per cercare lavoro. Una ingente quantità di competenza viene spesa per evitare che altre competenze vadano sprecate. E tutta questa competenza richiede tempo, sforzi e aggiornamenti. E tutto questo sistema di sta avviluppando in una spirale che sembra senza fine, ma che non sta producendo alcun reddito, né prodotto, né ricchezza: con tutto ciò non ci facciamo il pane!

Downgrading verso la Fame

Siamo sicuri che in questo modo difendiamo l’economia e la produzione? Che andando avanti così potremo vedere giorni migliori, quando tutti non possiamo non continuare a mangiare, spendere soldi nostri e dello stato (leggi: salute, infrastrutture, servizi, ottima televisione, etc) e magari pesando di più sulle casse di previdenza, malattia etc. Quanto costa un cittadino che non lavora? Quanto mancato introito per l’erario? Se fossi pagato poco per costruire qualcosa, oggi sarei contento rispetto a questo lavoro continuo che non produce quasi nulla. Desidero tornare a pagare tutte le tasse che pagavo qualche anno fa, quando il mio lavoro produceva ricchezza e guadagni in giro per il mondo! Desidero un mondo fatto di agricoltura in cui quando semino qualcosa, salvo tempeste e siccità, almeno qualcosa cresce!