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9 dic 2021

Il furto

 (da un post del 17 settemre 2012 non so dove!)

Il furto è un incidente nel processo economico, è come una malattia del proprio processo economico presa durante la vita del processo economico stesso.

Chi ti ruba ottiene un ingiusto guadagno con il tuo bene, non lo fa per produrti  un danno , anche se di fatto te lo produce. Tu pensa che rubare nel modo in cui lo ha fatto, approfittando della tua attenzione orientata ad altro è una delle operazioni che può essere fatta solo da una persona che ha il cervello capace di fare solo quello, non ha sicuramente le tue capacità di organizzazione e di gestione.

Ci si sente degli idioti davanti a questo genere di cose, e gli altri, gli amici e quelli di casa, te lo fanno sentire ancora di più, magari non ora, ma le loro voci, i loro giudizi, a volte sono già dentro di te, ancor prima di raccontare loro come sono andate le cose.

E se i tuoi parenti ed amici quando racconti loro queste cose chiameranno stupidità, imprudenza o distrazione quello che ti è accaduto, pensa che è sempre facile per loro dire agli altri, dopo che sono accadute le cose , "tu dovevi sapere che sarebbe potuto accadere"; il mondo è pieno di profeti del giorno dopo.

Una delle cose di cui ora potresti seriamente sentirti colpevole è di essere anche tu stato in qualche occasione un profeta del giorno dopo, quello che sa dire cosa si sarebbe dovuto fare per evitare un accadimento imprevedibile. Ora puoi capire che potresti aver contribuito ad una rabbia simile a quella che tu stai rischiando ora. Ti sembra giusto che gli altri lo facciano o, se ti è accaduto, di averlo fatto  ad altri?

Ma poi , prova a pensare, se tu dovessi fare in modo che nulla delle tue cose possa essere soggetto ad un furto, tu dovresti probabilmente passare una parte della tua vita a mettere a posto le cose, a chiudere e a fare attenzione: alle porte, alle tasche, alla borsa, all'auto, al portafogli, al computer, al cellulare. E starci attento sempre e comunque: la vita diventerebbe impossibile oppure diverresti paranoico. Ne vale la pena? Solo per evitare un furto ogni tanto? Per evitare che un idiota, inconsapevole del danno che sta per farti per un suo ingiusto utile, ti lasci l'impressione che abbia voluto danneggiarti? 

[La Barzelletta del tranviere e della signora con carrello, borsone, borsa, borsetta e borsellino.]

Ti sei stufato vero di ascoltarla? Bene, non credo che la tua vita debba essere vissuta come quella della signora, diventerebbe ingombrante fare qualsiasi cosa, quindi quella che gli altri e che tu stesso chiami imprudenza o distrazione, altro non è che un prezzo del benessere personale, del rilassarsi, del potersi permettere un giorno di vacanza a fine settimana. Anche per quello paghi no? Non ci spendi dei soldi? Lì sai a chi li dai, in questo caso no!, ma poter essere più rilassati ha un costo in questo caso e anche nel tuo.

Prova anche a considerare che il furto è una malattia del tuo processo economico. Qualcosa che ti capita nella vita di tutti i giorni, proprio come arriva una malattia. Se tu, pieno di cose da fare, un giorno ti ammali, diciamo di un'influenza che stanno passando tutti, ti dai dello stupido? Ti dai del cretino e imprudente? Ti arrabbi? Forse questo sì, ma non ti dici che sei un cretino e non pensi che la malattia ce l'abbia con te.

Bene, un furto di qualsiasi entità è una malattia del processo economico di una persona o di una famiglia o azienda, è un incidente di percorso, un evento che ha un significato quando accade, ma che termina nel momento stesso in cui si passa oltre, si entra nella convalescenza e si procede con gli eventi del giorno dopo, con quello che c'è da fare.

Sei stato malato e hai avuto un incidente, ora è tempo di ripartire, di rimettersi in sesto e proseguire il cammino. 

Vai alzati e ricomincia a fare le tue cose, sono molto importanti e vanno fatto adesso, ora!

Buona giornata! Da adesso in avanti!

(© Luca CODELUPPI)

5 giu 2017

Economia e industrie 4.0. Ma davvero?!


A volte quando sento parlare di Industria e sviluppo economico 4.0 rabbrividisco: facendo una valutazione dei benefici e degli scenari che si aprono con la maggior automazione e con una maggior consapevolezza di chi partecipa al processo produttivo il modello di cui si sente parlare oggi in continuazione sembra interessante, ma io mi pongo due semplicissimi quesiti:
 
1) dal punto di vista finanziario, come si comporteranno i grandi investitori di fronte al lento muoversi del payback economico? In questa fase in cui la speculazione sulle previsioni di successo delle imprese e dei vari start up la remuneratività economica per gli investitori finanziari è grandissima, ma con il procedere del tempo, quando i mercati cominceranno ad essere più stabilizzati e poi diventeranno maturi, il payback non sarà più così interessante e con il diminuire del circolante "di scommessa" immesso dalle banche centrali e dal sistema obbligazionario, l'economia degli acquirenti potrebbe cominciare a creare la tanto temuta periodica stagnazione.

2) come si comporterà l'ambiente e la disponibilità delle risorse? Infatti i processi produttivi automatizzati sono multi level, (intendo che le automazioni prevedono che anche le automazioni vengano prodotto con sistemi automatizzati e anche le loro automazioni, si pensi alle innovation farms incubatoi etc.). In una tale organizzazione del comparto produttivo i beni prodotti diventano commodities e quindi assumeranno il carattere di flusso continuo tra i punti da cui si estrarranno le risorse e i mercati finali, senza considerare mai in questo progetto futurista la questione delle risorse e degli scarti; ad esempio: cosa accadrà ai prodotti una volta terminata la loro vita operativa. Dove andremo a prendere le risorse di materiali di cui abbiamo bisogno? Cosa accadrà degli ecosistemi dove cercheremo di andare a prendere le risorse che l’economia pressata dalla finanza avrà bisogno di impiegare? Cosa ne sarà dell’economia quando si troverà a dover acquistare le materie prime da organizzazioni che fanno comunque capo agli stessi sistemi finanziari che le hanno lanciate a dover coattamente produrre milioni di unità di beni di consumo che richiedono oggi sempre più materiali rari e strategici che sono legati al dominio di intere aree geografiche?

Il modello della cosiddetta industria 4.0 (che nulla ha a che fare con l'industria 4.0 secondo Otto Scharmer et al. -  si vedano i vari corsi del Presencing Insitute tra cui in particolar modo Just Money -) prevede risorse di materie prime infinite e un mercato altrettanto infinito.
Posso prevedere che a questo mercato economico diretto, si integrerà – in un primo tempo - ma poi si contrapporrà un mercato di specializzazioni sulla persona con servizi dedicati, che saranno in gran parte organizzati in forme o di puro volontariato o di organizzazioni social che avranno lo scopo di ripartire oneri sui beneficiari e guadagni su una vasta popolazione che non avrà più un legame continuativo e solido verso un'economia reale e ancor meno un legame verso il sistema finanziario e monetario. Vi ricordate come si è formato il cristianesimo dei primi secoli?
A tutto ciò si affiancheranno energie alternative, ma soprattutto i sistemi economici alternativi, che verranno perseguitati (PERSEGUITATI: è corretto) dai governi in quanto generatori impliciti di un mancato pagamento di imposte atte a mantenere la macchina governativa e le sue spese, che saranno le uniche risorse per una notevole parte della popolazione. Fenomeni di anarchismo energetico o relazionale diverranno la norma. Economie non ufficiali diverranno il modo per molti di sopravvivere, creando circuiti sociali completamente avulsi dai sistemi di relazione come li abbiamo conosciuti fino a dieci anni fa: azienda, lavoratore, sindacati, banche stato/governo etc. e come continuiamo a pensarli oggi.
Saranno sostituiti da economie non ufficiali che si muoveranno sulla base della disponibilità di energia, lavoro, alimenti, servizi, sharing di qualsiasi cosa, ma in forme assolutamente scollegate anche con il grande sistema delle Start up che vediamo oggi.
Il sistema delle start up e la grande illusione dell’innovazione tecnologica infatti sono uno degli ecosistemi in cui tenere attivo quel sistema speculativo che anticipa per chi investe ora - e soprattutto per chi ha creato un sistema di investimenti organizzato - il possesso di ciò che potrà produrre high revenues nel prossimo decennio, per poi abbandonare le vuote carcasse a chi se ne sarà preso cura nella sola forma economica, di quei processi economici di venture capital avviati oggi, quando il mercato, come già detto più sopra , sarà diventato stabile e poi maturo.

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6 ago 2012

Guerra finanziaria totale: Diluire le finanze monetarie dei paesi concorrenti.

Il tutto è nato rispondendo ad un post che poneva la solita insulsa proposizione: Se usciamo dall'Euro siamo a posto, abbiamo risolto tutti i nostri problemi (nel post si parlava persino di poter così fare concorrenza alla Cina [???] )

La questione dell'Euro è materia delicata: pensare di uscire dall'Euro per risolvere i nostri problemi è come disabilitare l'allarme anti-incendio su una nave in fiamme per tenere tranquillo equipaggio e passeggeri.
Senz'altro per l'Italia stare nel'Euro è una sofferenza, sofferenza che però non vuole dire un male. La sofferenza che subiamo è simile alla rieducazione del fisico dopo un grave incidente; noi però abbiamo accettato di fare la rieducazione, ma non abbiamo ancora messo in ordine le ossa ed è questa a ragione per cui continuiamo a sentire terribilmente male. Anzi ogni giorno che passa sembra sempre peggio: perché è peggio, se non mettiamo a posto la struttura, stare nell'Euro ci provoca dolore, sofferenza e danno, ma ne siamo noi la ragione, non l'Euro.

Soffrire nell'Euro

Stare nell'Euro dà al nostro paese la misura dell'inefficienza del suo apparato statale, se ricominciassimo con il balletto delle svalutazioni oggi dovremmo fare la coda ai distibutori di carburante ogni 50km per ridurre le perdite economiche degli aumenti sugli energetici.
Ma ridurre le spese significa qualcosa di molto più radicale di quello che si va ipotizzando oggi e spaventosamente più radicale di quello che si STA facendo oggi e questo forse non potrà mai accadere.  Meglio la guerra civile e il probabile medioevo prossimo venturo, questa sarà la NON SCELTA italiana.

In quanto all'Euro, è tra le tre/quattro monete mondiali la più debole, perché costituita da apparati statali inefficienti a da una cultura prevalente di pensatori e non di operatori.
Non si può vivere di sole royalties e Hig Tech, perché non siamo una popolazione di 35 M di abitanti, ma venti volte tanti (non ho il dato sottomano, ma non ha molta importanza l'esatta quantificazione della popolazione).


Perché Rockfeller ci dovrebbe guadagnare?

La pressione che sta subendo a causa del continuo flusso di moneta verso i blochi orientali, determina la necessità di creare nuovo circolante.
I vari Rockfeller etc., credo che in questo momento siano abbastanza spaventati, non credo che si sentano particolarmente al sicuro. La Cina e l'India, sono ben al di fuori della loro portata e possiedono un'anima monetarista indipendente e antagonista, con la strana tendenza alla fagocitazione di Euro e Dollaro.

Il tutto è una guerra sotto altri aspetti che si sta combattendo tra blocchi economici a chi "fa diluire per primo l'altro, fino a renderlo sub-fisiologico e quindi a chi fa collassare per primo l'altro.
"...e l'Italia parlava di calcio nei bar..."
(G. Gaber).

16 apr 2012

Fare finanza coi soldi del Monopoli

Continuo a sentire e leggere che molti chiedono soluzioni al problema della disoccupazione procedendo a defiscalizzazioni, contributi etc. Agendo cioè sulla remunerazione e non sull'economia.

Oggi è importante capire che fare girare dei pezzi di carta con sopra scritto "100€" che non hanno corrispondenza con un valore produttivo e soprattutto con un valore di mercato (inteso come globale) non ha nessun significato!

Facciamo una legge che ci obblighi ad essere ricchi!
Non è agendo su incentivi o defiscalizzazioni che si incentiva il comparto produttivo ad assumere persone e che si sposta l'asse economico di una nazione flaccida e pigra come l'Italia; ancora speriamo che, con pochi colpi di legge e garantendo più Euro nelle saccocce dei suoi cittadini, le cose cambino.

Siamo una nazione completamente fuori mercato in tutti gli aspetti organizzativi, produttivi, di serietà, di marketing di espansione di mercato etc., ivi incluso il nostro decantato Made in Italy. A breve anche questo sarà prodotto all'estero (moda, Ferrari, Ducati, Alimentari etc.) non perché ci siano progetti in tal senso (o forse magari sì) ma perché nessuno di noi riesce a capire che non bastano aumenti di stipendio per fare girare l'economia ma è invece necessaria (ma non è nemmeno sufficiente) la capacità di generare prodotti o servizi interessanti per il mercato; questi in generale non li sappiamo creare da oltre 50 anni e dopo tutto questo tempo la situazione è molto peggiorata e da che c'è M.M. al governo ancora di più...!).
Si dovrebbe agire su ciò che fa costare il nostro lavoro OGGI (e IERI): si devono internalizzare i costi . Qui internalizzare è usato nel suo vero significato, cioè di rendere di nuovo pertinenti ed evidenti quei costi occulti che vengono a qualsiasi titolo scaricati all'esterno e per ragioni varie quali ad esempio: demagogia, truffa, ed altro; tali costi sono oggi distribuiti ad altri soggetti che non sono coinvolti direttamente nella loro formazione oppure sono ritardati ad altri tempi non pertinenti
Alcuni esempi: previdenza sociale scaricata alle generazioni future, agricoltura di elite che ci obbliga ad importare materie prime di base e a renderci sudditi alimentari di altre nazioni, costi dello stato che si scaricano nel debito pubblico da saldare in altra data molto lontana.  Tali costi, se internalizzati saranno ridotti al minimo perché resi evidenti; questa operazione non è per il momento nemmeno presa in considerazione perché farlo significa, oggi, mettere mano alla pace sociale.

Internalizzare la pace sociale!
Ma anche questa va internalizzata (sempre con il significato suddetto) e non lasciata in eredità come problema ai nostri figli. Quando il bubbone della dissipazione dei nostri genitori e nonni e la nostra insipienza a risolvere questo problema resterà in mano ai nostri figli, probabilmente verremo - prima generazione nella storia - maledetti da loro!
Il progresso tecnologico in quell'epoca sarà addirittura regredito: noi non produciamo più e non costruiamo più macchine di produzione e non facciamo più tecnologia, non abbiamo più una classe di tecnici da cui pescare l'eccellenza, stiamo diventando obsoleti al punto che l'economia diserterà l'Italia da subito e l'Europa in breve (a seguire gli USA). Ci siamo tagliati il ponte dietro di noi, ma quel ponte era un ponte di corda e anche se corriamo veloci in avanti, non arriveremo in tempo a metterci in salvo.
Cosa ne sarà della pace sociale?  Non è difficile immaginarlo!

Il futuro dei nostri potenti
Cosa ne sarà dei potenti come Mario Monti?
Anche per loro ci sarà povertà, perché faranno parte di quel lato della sfida con l'oriente che ha perso per stupidità e cecità sul medio lungo termine. Perché ha puntato tutto sull'eccellenza, come vogliamo fare noi Italiani.
Perché anche lui sarà tra coloro che non si sono accorti di aver giocato con i soldi del Monopoli: in quell'epoca le case e gli alberghi avranno la stessa opportunità di ospitare gente che hanno quelli del gioco della Parker Bros.
E poi raramente si vince al Monopoli avendo solo Viale dei Giardini e Parco della Vittoria e noi Italiani lasciamo tutto per averli.

Ma forse a Monti sarà già venuto per quell'epoca un cancro o qualche altra malattia e sarà già morto!
Forse!


Non voglio essere tra coloro che saranno maledetti dai propri figli!

21 mar 2012

Il Medioevo prossimo venturo

In moltissimi casi l'opzione di cedere alla pressione del mercato globale resta l'unica alternativa possibile per mangiare fino a domani.

La ricchezza è immorale
La Ferretti Yachts ha ceduto una parte del suo capitale alla pressione cinese, gli yacht dei prossimi ricconi, saranno costruiti là. Criticare questa situazione è facile, dispiacersene è normale, ma in un paese dove la ricchezza (soprattutto quella degli altri!) è considerata immorale dal 99% della popolazione (verosimile se estendiamo il dato anche ai benestanti invidiosi, come dicevo prima) possa continuare a mantenere vivo il settore del bene di lusso? Se poi ci aggiungiamo quello che sta accadendo come atteggiamento ormai persecutorio verso la ricchezza (che sono d'accordo, in molti casi non è particolarmente limpida!), i beni di lusso scompariranno dall'Italia. Direte va be', ne possiamo fare anche a meno. Il problema è che i beni di lusso erano uno degli ultimi baluardi economici italiani.

La nostra vera ricchezza è il "mercato del Vecchietto"
Abbiamo lentamente perso tutto, ora ci manca solo che affidiamo anche il mercato del vecchietto ai cinesi, mandandoglieli a pensione per pochi euro al mese e poi non ci resta più nessuna fonte di reddito. La situazione a parte la battuta (non ho osato dire " a parte gli scherzi") è veramente grave: so di casi in cui i titolari di aziende ormai chiuse, per sopravvivere, vanno ad insegnare in nazioni straniere le tecnologie che stanno dietro ai manufatti che producevano nel passato; si parla di media tecnologia, quindi con una redditività decente. Ebbene ormai è morta. Quindi non solo non produciamo più, ma stiamo perdendo le licenze e perderemo anche il primato tecnologico e nel giro di pochi anni perderemo anche la conoscenza tecnologica, perché è inutile illudersi, non si può avere una conoscenza astratta e non legata ad un mercato e ad un'operatività.

Il nuovo medioevo
Siamo destinati ad un nuovo medioevo, fatto di feudalesimo (già ci siamo) e di oscurantismo (già ci siamo) e di regresso ad un'economia locale basata sulla capacità di produrre solo beni consumabili (per questo ci stiamo attrezzando).

Credo che sia giusto che una nazione dove la ricchezza è considerata immorale sia da chi non ce l'ha che da chi l'ha accumulata (magari in modo non limpido), essa scompaia offesa ed irata.
Forse dovevamo pensarci prima, prima di parlarne stupidamente male.

24 feb 2012

I primi 100 giorni di Monti: sono tutti completamente pazzi! (o idioti?)

Ho appena ascoltato su Tg24 (so benissimo di chi è) una serie di interviste sui primi 100 giorni di Monti.
 Sono sempre più preoccupato: tutti sono contenti (salvo Cirino Pomicino che si guadagna un mio "mi piace") che l'Italia abbia guadagnato credibilità all'estero.
Ma a che costo?

Il PIL a peripatetiche
Abbiamo in 6 mesi perso il 1.3% di PIL e siamo quindi in una recessione pesante, il pareggio del bilancio che sarà dopo la fine del governo Monti (non so perché ma mi viene in mente G. Prina) è un'illusione mentre la recessione dell'Economia vera è una realtà già adesso: c'è chi dice che la recessione reale è già del 3% se viene valutata al netto di drogaggi economici e sono propenso a credere che sia anche più alta al netto degli ammortizzatori sociali che sono costi sociali che alzano il PIL permettendo spesa.

Si parla delle difficoltà dei lavoratori a reddito fisso, che invece per il momento non hannno alcun problema. Chi ha problemi sono quelli a reddito labile, dai giovani ai 50enni a P. IVA, di costoro nessuno (salvo Cirino Pomicino) ne parla eppure molti di costoro sono dententori di tecnologie e di quello di cui  tutti si riempiono la bocca: il Know How e stanno andando alla deriva con le loro conoscenze e con il senso di abbandono e frustrazione!

La maschera della Morte Rossa (ovvero la PA non si sta accorgendo di nulla).
Risparmi reali su scala nazionale non ne sono stati fatti per l'immediato, ma solo per il futuro. I privilegi sono ancora garantiti a tutti salvo a farmacisti e a taxisti (spero che una sera la moglie di Monti non debba andare in taxi a comprare un farmaco salva vita a suo marito).
La PA (e Monti nemmeno) non ha ancora nemmeno iniziato a pensare di ridurre l'organico o di ridurre i costi.

Evasori fiscali cattivi ed evasori fiscali buoni
L'unica cosa che si pensa di fare è di colpire gli evasori e di portare i 60 miliardi di € dalle tasche di privati a quelle dello Stato: pensate sul serio che Monti & Co le impiegheranno meglio di coloro che le avevano in loro possesso? Che creeranno ricchezza con quei soldi? Ditemi di Sì e mi farò una bella e sonora risata. So che a livello di giustizia sarebbe importante, ma a livello di economia sarebbe un ulteriore colpo verso la recessione.

Un baluba dell’IDV ha persino affermato che il meridione è una sorgente di ricchezza per l’Italia, basta fare detrazioni fiscali, abbuoni previdenziali, finanziamenti per l’industrializzazione e assunzioni a tempo indeterminato. Costui non ha nemmeno pensato che  trovarsi a fare impresa in quelle condizioni è praticamente come essere degli evasori fiscali, solo che lo si è in modo ufficiale.

Ieri avevo paura, ma oggi...
Ma se queste sono le idee che girano nella testa dei nostri esperti politici, ieri ero forse spaventato, oggi sono terrorizzato. Questi idioti sono esperti di politica o meglio di demagogia da vendere alla CGIL e alla Merkel, ma di economia non capiscono assolutamente nulla. Anzi sono pericolosissimi, perché confondono oneri con guadagni, scambiano debiti verso il futuro per opportunità, confondono moneta e debito pubblico con PIL e anche i consumi dello stato con ricchezza economica.

Sono dei pazzi, anzi no sono degli imbecilli totali a cui si dovrebbe impedire di accedere ancora solo per un giorno ai seggi parlamentari dove vanno a fare voto di scambio contro speranza e sicurezza ma che in realtà preparano la povertà di domani pomeriggio.

La criminalità organizzata
Per fortuna non hanno ancora parlato di lotta alle mafie: quelle almeno fanno utili con il loro Export; quelle sì contribuiscono al bilancio commerciale dell'Italia con l'estero, sono un lato sano dell'economia nazionale.
Pensate che trovano anche mille modi di pagare tasse volontariamente sui loro introiti: il giusto modello di Italiani veramente civili, nessuno li obbliga a farlo, ma loro fanno lo stesso il loro dovere di cittadini con il fisco!

Dimenticavo!
L'Art. 18 non si tocca! Questo rende l'Italia un paese dove è interessante investire!

22 feb 2012

Il mio Voto al Governo Monti

Il mio voto al governo Monti è: se penso ai danni che sta facendo all'economia 10, se penso alla sua capacità di guidare una nazione 3.
Ho già scritto un po di cose sul mio blog e continuo ad essere molto preoccupato del suo stile finanziario monetarista che, per chi non è esperto, sta al capo opposto, come approccio al buon andamento di uno stato, dell'approccio economico.

Gli Idioti che si appagano della Stampa Estera!
A tutti coloro che utilizzano, come riprova della qualità o della scarsezza di un'azione di governo, la stampa estera chiedo se credono veramente che i giornali stranieri possano approvare un'azione dura dell'Italia nei confronti loro? Facciamo un'ipotesi: Berlusconi invece di appoggiare l'attacco alla Libia, avesse invece mandato dei caccia a difesa di Gheddafi. Noi avremmo avuto del petrolio a più basso prezzo e la Francia e l'Inghilterra avrebbero aggredito Berlusconi, forse sarebbero riusciti persino a provare che è collegato al gruppo Odessa. Questo non avrebbe fatto di lui un nazista, ma un oppostiore delle politiche espansioniste di tali paesi.
Non dimentichiamoci che anche se siamo all'interno della UE, l'espansionismo nazionale esiste ancora, anche a scapito delle nazioni "sorelle".
Quindi piantiamola di fare da cassa di risonanza a chi ci vuole più deboli: siamo una nazione di pavidi e servi dei potenti, ma che, pur di fare dispetto alla parte politica avversa, fanno anche da portabandiera degli interessi delle altre nazioni, una cosa proprio da Idioti che accade in continuazione in Italia e la cui vera ragione è: ci vergognamo di ciò che ci dicono che siamo perché sappiamo perfettametne di essere sempre in bilico tra il chiaro e lo scuro.
Il debito pubblico.
Monti è legato a chi vuole che l'Italia restituisca subito il suo debito verso l'estero, e non a chi vuole che l'Italia ritorni ad essere una nazione prospera e forse ce lo chiedono non perché ci vogliano abbattere, ma perché, temo, ci credano più alla nostra capacità di ripresa.
Ergo, è vero che stiamo diventando credibili monetariamente, ma stiamo distruggendo l'ultima industria ancora disponibile sul patrio suolo con tasse e completa inazione sul piano produttivo. Sapete che nel PIL c'è una percentuale altissima di fatturato relativo a affari verso lo Stato, e questa parte non è propriamente produzione ma spesa?
E' esattamente questo che vogliono i supporter di Monti?
Nulla, assolutamente nulla, è stato fatto invece per perequare i privilegi della classe impiegatizia statale e ssimilabili al reale stato dell'economia italiana: non un taglio né di posti né di stipendi, non una rettifica alle "pensioni baby", non una riduzione di privilegi o una internalizzazione degli oneri (pensiamo agli affitti vantaggiosissimi di molti dipendenti dello stato ad esempio).
L'alternativa a Monti
C'è un'altra possibilità di scelta: mettere al governo quelli che aumenterebbero la spesa pubblica, o quelli che metterebbero sulla forca i disonesti. Siamo sicuri che proprio costoro sapranno governare?
Allora se nessuno di questi va bene, chi sceglieremo la prossima volta alle elezioni (sempre che ci saranno ancora)?
Il problema non è quindi chi è al governo, ma il modo con cui possiamo dirigere la politica parlamentare: non ne abbiamo la minima possibilità, perché siamo ormai in quello che Pannella (che non amo per nulla) chiama partitocrazia.
  • Siamo governati da un teorico della finanza monetaria (cioè del gruppo di coloro che scommettono contro l'economia)
  • Abbiamo un parlamento di vassalli di segreterie politiche/gruppi di interesse (non importa il colore, perché fondamentalmente sono gruppi di potere affaristico e non più ideologico), e costoro sono scelti tra coloro che urlano più forte e non tra coloro che sono capaci
  • I ministeri funzionano secondo l'umore dei suoi dirigenti che agiscono indipendentemente dal volere del governo (salvo forse solo ora con Monti che è un vero potere forte)
  • Abbiamo una magistratura che fa principalmente di tutto ma non il lavoro che una nazione civile si aspetta
  • Abbiamo delle banche che non possono fallire e nemmeno rimuovere i dirigenti che possono averle danneggiate
  • Abbiamo una classe intellettuale che si occupa di tutto (finanziamenti, fama locale, cadreghe, politica, etc.) salvo di generare continuità nella cultura (che tra due decenni sarà ormai completamente sparita)
  • I giornalisti ormai non fanno più giornalismo e non esercitano più il controllo dell'operato dei poteri forti, ma ne sono diventati servi fedeli e accondiscendenti.
Ma ci credete veramente che il nostro sia un paese civile? forse solo per quella parte di Italiani che ancora riescono a mantenersi corretti gli uni con gli altri, per coloro che fanno le code e che si fermano ai semafori. Su quelli possiamo ancora contare.
Homo novus
Siamo in realtà un passo già oltre il baratro. Siamo passati dall'epoca dell'homo novus Caio Mario (il Berlusca) all'epoca dell'aristrocratico Silla.
Andate a rileggere la storia di Roma repubblicana per sapere cosa accadrà nei prossimi venti anni!                   
          

24 gen 2012

Le liberalizzazioni di Monti toccano un po' qui e un po' là. A quale scopo?

Mi sto chiedendo fin dal primo momento dove Mario MONTI voglia andare a parare.

Sono d'accordo che molti privilegi sono da abolire o da ridurre ma le liberalizzazioni fin qui fatte sono curiosamente portate dove esistono vantaggi per grossi gruppi di interesse ma a carico dei singoli imprenditori. Sembra quasi che il metodo, adottato da alcune aziende di impostazione americana o bocconiana (esempio: multilevel o certi franchising), di massimizzare il loro utile a scapito della loro rete di distribuzione, stia per diventare legge nazionale: permettere una concorrenza feroce sui punti vendita costretti a ridurre i loro margini per alzare il fatturato delle aziende mandatarie che invece stanno in regime di semi-monopolio.

Ci guadagnano i soliti, ma alcuni SONO PIU' SOLITI degli ALTRI (parafrasi Orweliana)
Si parla quindi di liberalizzazioni per migliorare la situazione economica italiana ma viene sempre evitato l'argomento dei risparmi effettivi sulla spesa pubblica come ad esempio il gravissimo caso delle sperequazioni (per i meno addentro, significa: differenza di trattamento, con l'implicito giudizio di INGIUSTIZIA) di trattamento pensionistico tra chi ha lavorato una vita e chi ha fatto quasi nulla.
Mi riferisco qui NON solo ai nostri parlamentari, ma soprattutto a tutti coloro che hanno vivacchiato e tirato sera nella gran massa degli stipendiati della PA e dei grossi Enti pubblici e semipubblici, in cui politici di molte generazioni e di diversi colori hanno messo in salvo i loro "CLIENTES" e "AFFINES".
Tennendo conto che i numeri su questo tipo di potenziali risparmi possono coinvolgere milioni di unità, anche un risparmio di soli 100 € su ogni singolo di una massa così ingente di individui reiterato per qualche mensilità produrrebbe effetti molto rilevanti, nell'ordine delle DECINE di MILIARDI di euro.

BOT contro Debito
Quindi le soluzioni vanno ceracte altrove, non sul risparmio: ecco apparire all'orizonte la soluzione BOT contro debito dello stato : lo Stato paga i suoi debiti con BOT alle aziende creditrici. In questo processo le banche, azioniste degli Emettitori del credito che lo Stato usa (ovvero le BCE da un lato e i BOT dall'altro), riescono ad auto-escludersi dal rischio di solvibilità nella relazione Stato-Spread Vs Creditori.
C'è un MA: con tale espediente il rischio che lo Stato fallisca e non paghi i BOT coinvolgerebbe anche tutte le aziende private creditrici (che oggi vengono pagate nel migliore dei casi con 270 giorni di ritardo, un po' come ricevere il primo stipendio dopo nove mesi dall'inizio del rapporto di lavoro), che crollerebbero con "effetto Domino" le une sulle altre coinvolgendo qualsiasi altra sia ad esse collegate. Facciamo un esempio: una società che fornisce informatica ad un Ministero ha molti fornitori: officine meccaniche, una piccola impresa di pulizia, il suo distributore di benzina, il commercialista, il fornitore di computer etc, ebbene, se fallisse trascinerebbe con sè molte di queste e metterebbe in seria difficoltà quelle che sopravvivono.
Quindi: "altro che i Derivati degli ultimi anni!". Qui rischiamo di costruire il suicidio collettivo di fine 2012: forse i Maya avevano ragione, ma solo per quanto riguarda la patria di Cristoforo Colombo!
Dove si vuole andare a finire? In fondo ad un pozzo?

L'unico lato positivo - per altro molto importante - che vedo, è l'INTERNALIZZAZIONE (termine qui usato nel suo vero senso) del debito dello stato. Non so infatti se nella contabilizzazione i debiti dello Stato non onorati siano inseriti nelle voci del bilancio; sicuramente con l'emissioni di titoli negoziabili quantificabili, il debito non può più essere occultato.

Rimpiangeremo la vecchia Lira!
Ma se la gente - cioè, se voi tutti - vi siete spaventati per gli effetti dell'Euro e per quello che ha prodotto nella sua rigidità valutaria (l'impossibilità di procedere cioè alla continua svalutazione, come accadeva per la povera e usurata Lira) oggi che un'altra fetta delle malefatte italiane (nota: Berlusconi non c'entra nulla, sono abitudini molto antiche vigenti anche nella rossa Emilia Romagna) non può più restare nel limbo del detto e non detto, il carico economico e finanziario dello Stato verrà riversato, come giusto, sulle spalle dei suoi cittadini e a scapito delle loro tasche. Alla fin fine ce lo meritiamo: abbiamo gozzovigliato tutti (si leggano i precedenti post).
Ma tutte le manovre sono a carico del sistema produttivo e non a suo sgravio, dirette cioè contro il sistema parassitico che vive ai danni della Res Publica. Il Governo (inteso come apparato per la gestione dello Stato) dell'Italia resta pur sempre ancora l'immensa macchina inutile: salvare l'Italia resta e resterà ancora un affare dei suoi Servi della Gleba.

Da che parte sta Monti?
La rigidità delle soluzioni estremamente punitive ma a carico del solo sistema economico italiano e a difesa solo del sistema monetario bancario, mi fa sorgere spontanea una serie di domande:
  • siamo sicuri che Monti ami l'Italia e che la consideri veramente il suo paese e non un'espressione geografica come un'altra?
  • o peggio solo un'espressione bancaria?
  • Non è vissuto un po' troppo all'estero e non ha intrecciato relazioni internazionali che lo hanno fatto un po' troppo cittadino del mondo più che cittadino italiano?
Ed altre di merito:
  • siamo sicuri che sia così esperto di Economia (in contrapposizione a Finanza, materia in cui sicuramente eccelle) da saper salvare quella italiana e riavviarla?
  • Il suo sistema a sovra tassazione, che non incentiva in alcun modo l'economia e non prevede veri risparmi (intendo: le suddette decine di Miliardi di Euro), dove porterà l'Italia e l'Europa tra un anno o due?
  • La sua scommessa di riavviare l'imprenditoria creditrice dello Stato con i BOT sarà vinta da tutti o sarà persa da tutti (Stato e Impresa privata ad esso collegata)?
Non oso rispondere!

NB
Non dimentichiamoci che viviamo in un paese in cui siamo passati dal già alto 68% di tasse su tutto ciò che compriamo al 68.9%; cominciamo cioè a lavorare per noi stessi l'8 Settembre alle 11.45, prima lavoriamo solo per pagare le tasse allo stato.

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9 dic 2011

Ministero dell'Economia e delle Finanze non esiste: esiste quello che si occupa solo delle Finanze!

Sono ormai molti anni che non ci rendiamo conto che il Ministero dell'Economia e delle Finanze fa il SUO lavoro a metà: è SOLTANTO UN MINISTERO DELLE FINANZE.
Stavo scorrendo su Wikipedia le mansioni di questo ministero e quando sono arrivato ai dipartimenti che ne costituiscono la struttura, mi sono accorto che non ce ne sono che si riferiscano all'economia Italiana, ma solo alle finanze dello stato (come dire: le tasse e il modo con cui spendere quei soldi).
Ecco i Dipartimenti:
Notate come ci sia un intero dipartimento che si occupa del personale: è vero che il peronale è uno dei più preparati tra coloro che lavorano ai ministeri italiani, ma curiosamente manca un dipartimento qualsiasi che si occupi di studi di settore (opppps! quello per la verità c'è, ma non fa esattamente quello che l'Economia spererebbe) per fare decollare la nostra Economia (quella economica: quella che produce beni e servizi, intendo!).
Ma allora vuol dire che è ufficiale: l'impresa italiana non è considerata come primaria nello Stato Italiano!
Se l'entità che dovrebbe preoccuparsi per il buon andamenteo dell'economia (ricordo che economia e finanza non sono la stessa cosa: una produce benessere e beni/servizi, l'altra si occupa di moneta) non ha nessun ufficio ch esi occupi di lei nel Ministero preposto, chi se ne occupa?
La risposta che viene naturale è: se ne occupa da sola e cerca di stare alla larga del ministero delle finanze!

Ora più che mai l'aspetto dei provvedimenti che il ministero sta adottando sono sempre più evidentemente di tipo finanziario, vale a dire si occupano più della moneta €URO che dello stato dell'economia in Italia.

Cosa vogliamo fare? Lasciamo che le cose vadano avanti così, o chiediamo che qualcuno all'interno del ministero dell'economia e delle finanze si occupi seriamente dell'economia?

E se chiedessimo di dividere il Ministero in due distinti? Ne avremmo un vantaggio o vedremmo solo aumentare i costi?

23 mar 2010

I contratti derivati del Lavoro

Sono uno dei tanti che in questo momento è alla ricerca di maggiori opportunità.
Ormai in molti abbiamo capito che si può solo parlare di Maggiori Singole Opportunità, perché il sospirato “posto di lavoro” è assolutamente inesistente e quando disponibile, spesso è degradante. Quindi siamo alla ricerca di tante piccole collaborazioni o, se lo vogliamo vedere da un altro punto di vista,siamo diventati venditori porta a porta di un ben preciso prodotto, NOI STESSI.

Hope on the Cloud

Navigando su internet, e comunque avendo io a che fare con il mondo della formazione e delle risorse umane (HR), sto costruendo un network di conoscenze personali e di pura conoscenza. Ho contatti in molti settori e sono arrivato a tenermi informato anche di cosa fanno molti operatori di HR italiane, europee e americane.
Non credo che mai come in questo periodo ci sia disponibile tanta competenza nel modo del “trovati un lavoro” come oggi. Se sei disoccupato hai a disposizione una ingente quantità di esperti che ti possono orientare nei più disparati campi: da come compilare un CV a scoprire quali sono i tuoi punti di forza e a quali sono le tue aree di miglioramento (uso apposta i termini tecnici, per sottolineare l’uniformità della offerta), ci sono esperti che ti sanno dire quali sono le tue potenzialità nascoste e quelli che sono in grado di trasformare le tue resistenze in opportunità.
Dico questo non per prendere in giro tutto ciò, perché è esattamente quello di cui mi occupo anche io, trasformare in opportunità le resistenze, scoprire che i pudori e i freni che ci auto imponiamo sono dei valori che dobbiamo imparare a indirizzare in modo diverso (insomma, sono valori “diversamente abili”!).

Un volontariato multilevel

Dappertutto si vede una particolare attenzione per chi non è inserito in modo stabile nel “Mondo del Lavoro” e, dato lo spirito di solidarietà che sta alla base di chi si occupa di ciò, si vede una forte propensione a rendersi utile ad alleggerire il senso di inesistenza di chi ne è escluso.
Ma osservando bene, questi che prestano il loro aiuto per rendere meno difficile entrare o rientrare nel mondo del lavoro chi per il momento ne è escluso, sono essi stessi dei “parzialmente” inseriti: laureati ancora relativamente giovani (solo 35-40 anni) o persone che come me, dopo la crisi del settore in cui operavano, hanno scoperto sotto la vocazione tecnica la vocazione umana.
Di tutto ciò - sono sicuro - nemmeno chi ne beneficia è perfettamente cosciente. Ma fare del volontariato oggi è una delle forme con cui si genere network, si diventa conosciuti e ci si fa apprezzare. Ma pure in tal modo si rimane disoccupati – o meglio occupati molto poco o nulla retribuiti, condizione in cui anche io mi trovo – per lungo tempo, probabilmente fino a ché un imprenditore talent scout non ti nota e decide che sei indispensabile per il suo settore.
Dietro a questi occupati non retribuiti troviamo ancora una altro livello di indaffarati: gli esperti che notano l’andamento generale:, l’appiattirsi delle soluzioni che vengono messe in atto per aiutare le persone a trovare lavoro. Parlo di appiattimento non perché la qualità sia bassa, ben inteso, ma perché quando tutti o quasi sono dotati dei migliori ami e delle migliori esce, se i pesci sono pochi, solo alcuni li pescheranno, gli altri rimarranno con la pancia vuota. Bene alle spalle di questi esperti di pesche miracolose ci sono questi esperti di strategia di pesche miracolose, quelli che sono in grado di vedere oltre e saper capire cosa ci si aspetta da un candidato durante un colloquio e a cosa viene dato particolare rilievo.
Notare che tutto questo è fatto nella massima moralità, senza nessun intento truffaldino, altrimenti perché molti di questi lavorerebbero praticamente gratis? Quindi ci sono gli esperti che allineano coloro che da esperti di risorse umane aiutano gli esperti di qualche settore produttivo a trovare una’azienda che li trovi sufficientemente esperti per pagare loro un compenso. È da notare che tutto questo lavoro, spesso avviene per trovare una collaborazione magari di soli 6 mesi.

I Derivati

Non so perché ma pensando a questa situazione mi è venuto in mente che in tempi recenti, (e se i governi non ci stanno attenti accade di nuovo) più o meno lo stesso stile di gestire il sistema che si garantiva garantendosi la garanzia, noto come sistema dei contratti derivati, è riuscito a produrre un terribile buco finanziario di cui l’economia, cioè noi, sta ancora pagando lo scotto. Cosa sta infatti accadendo al mondo del lavoro?

L'invenzione del Moto Perpetuo

Un’ingente quantità di lavoro viene spesa non per produrre ma per cercare lavoro. Una ingente quantità di competenza viene spesa per evitare che altre competenze vadano sprecate. E tutta questa competenza richiede tempo, sforzi e aggiornamenti. E tutto questo sistema di sta avviluppando in una spirale che sembra senza fine, ma che non sta producendo alcun reddito, né prodotto, né ricchezza: con tutto ciò non ci facciamo il pane!

Downgrading verso la Fame

Siamo sicuri che in questo modo difendiamo l’economia e la produzione? Che andando avanti così potremo vedere giorni migliori, quando tutti non possiamo non continuare a mangiare, spendere soldi nostri e dello stato (leggi: salute, infrastrutture, servizi, ottima televisione, etc) e magari pesando di più sulle casse di previdenza, malattia etc. Quanto costa un cittadino che non lavora? Quanto mancato introito per l’erario? Se fossi pagato poco per costruire qualcosa, oggi sarei contento rispetto a questo lavoro continuo che non produce quasi nulla. Desidero tornare a pagare tutte le tasse che pagavo qualche anno fa, quando il mio lavoro produceva ricchezza e guadagni in giro per il mondo! Desidero un mondo fatto di agricoltura in cui quando semino qualcosa, salvo tempeste e siccità, almeno qualcosa cresce!