19 apr 2006

E al terzo giorno Stalin è risorto

Le elezioni sono terminate, si fa per dire, ma non si sono certo sopite le polemiche. Sono giorni che la gente discute sul risultato delle elezioni ed è evidente che l'Italia è divisa in due: chi odia Berlusconi e chi non conosce Prodi. Quello che mi stupisce ancora dopo molti giorni, anzi dopo molti anni perché la diatriba è nata già all'indomani della decisione del Cavaliere di scendere in campo, è l'odio viscerale che chi ha votato Prodi ha verso il Berlüsca. Vorrei fare un'analisi "a memoria" del doloroso iter che ci ha portato ad avere l'ex Mister IRI come potenziale presidente del Consiglio in carica.

Per dire la verità il Cavaliere non è stato odiato dal giorno in cui è sceso in campo con la sua banda di supporters che gridavano "forza Italia", solo Montanelli era particolarmente contrario e non per il futuro dell'Italia bensì per quello del Cavaliere stesso. A quel tempo la gente si sganasciava, all'idea che un pirloon baüscia come il Cavaliere scendesse in politica, molti non lo avevano nemmeno preso sul serio; la sinistra era tutta impegnata a fare scattare la trappola di Mani pulite e, liquidato l'affaire del povero Libero Greganti, unico pesce piccolo del vecchio PCI finito più per una svista o per eccessivo zelo di qualche indagante nella rete di quelli che dovevano essere falciati, si avviava con il sorriso sulle labbra a dominare l'Italia nelle elezioni del '94. Il popolo era con loro perché i sondaggi li davano vincenti ed anche la magistratura più impegnata (in cosa non è chiaro), era con loro. Aggiungiamo anche la schiera dei magistrati dotati del più autentico spirito moralista all'italiana: cieco e che guarda solo le piccole cose pratiche, casi di corruzione di una piccola impresa di pulizie etc.: anche questa moltitudine era con loro.

Bene in questo contesto di caccia all'infido imprenditorucolo lombardo (curiosamente Mani Pulite ha fatto piazza pulita solo in Lombardia; probabilmente noi Lombardi siamo i soli corrotti fin dentro nel più profondo dell'animo!) usciva il Berlüsca. La sinistra era troppo impegnata nella vittoria prossima ventura per dedicare la sua attenzione a isso e così compì il suo più grande errore, dei tre poteri istituzionali perse i due su cui contava di più: l'esecutivo e il legislativo, gli rimaneva il giudiziario. La rabbia si scatenò fortissima ma, con il solito tatto che distingue chi è cresciuto alla scuola di Stalin, la sinistra trattenne il fiato ed attese il vertice del G7 per comunicare a Berlusconi il suo disappunto, sotto forma di avviso di garanzia!!! Carino! un colpo di accetta nella carena della nave su cui tutti siamo imbarcati il giorno in cui si contratta un grosso carico basato sulla fiducia, il tutto per fare dispetto al comandante! Dire che è una politica da deficienti è dire veramente poco. Ma chi è di sinistra è sicuro che era giusto che così accadesse, se Berlusconi era un ladro era giusto che gli venisse comunicato in un giorno qualsiasi: non è certo stata colpa o cinica volontà del magistrato se in quel giorno c'era il G7. Certo che la vita è proprio strana, come il caso agisca è veramente curioso, tutta una vita per ricevere un avviso di garanzia e zac, un evento generato dall'uomo - il giudice -, è più tempestivo di un intervento divino che ancora oggi non ha colto il Berlüsca e guarda caso ti capita così proprio il giorno del G7: un caso davvero fortuito!

Poi le cose si rimisero a posto, la Lega cadde vittima di Arminio e si venne a nuove elezioni nel '96, a nuovi governi, molti per la verità, efficientissimi con mille progetti di riforme di cui si è discusso e concertato ampiamente e democraticamente per cinque anni: non uno è stato approvato che non fosse aumento di tasse o aumento di spesa pubblica, nemmeno quello sui farmaci generici fu approvato.

Poi sono arrivate le tragiche elezioni del 2001, quelle in cui la sinistra è stata sconfitta, quella sinistra che ha una base fortissima di gente indubitabilmente onesta, che si interessa di tutto, che si occupa di tutto dal volontariato alle feste di quartiere, dai giovani emarginati agli extra comunitari, dalla raccolta di firme allo scrutinio dei voti, dal sindacato ai rappresentanti di partito nei seggi elettorali, tutte cose di cui la destra non si occupa, cose che fanne sentire buoni, giusti e democratici coloro che le fanno. Questa sinistra democratica ha sofferto in questi cinque anni in cui la legge Biagi ha fatto strage di posti di lavoro a tempo indeterminato, in cui non ci si è più potuti curare con i farmaci di brand ma con della roba fatta in chissà quale sottoscala, in cui non si può più avere il diritto di fare un'analisi prescritta dal proprio dottore e lasciarla lì ad ammuffire senza ritirarla ed essere puniti, in cui all'Alitalia non sono stati dati aumenti di stipendio ma addirittura hanno licenziato alcune centinaia di "lavoratori", in cui sono stati spesi milioni di Euro in inutili opere faraoniche che il nuovo governo non completerà - ed è per questo che sono inutili - né pagherà facendo giustamente fallire le imprese che hanno mangiato alla greppia dei lavori pubblici (vedi periodo centrali Nucleari), imprese di affaristi senza scrupoli, senz'altro legate al clan del Berlüsca, dove non ci sono lavoratori, ma canaglie vendute al nemico crumiri che devono pagare per il tradimento.

Questa sinistra democratica che attraverso il controllo accurato dei voti è riuscita a sconfiggere i brogli elettorali della destra, di quella destra che non aveva né scrutatori né rappresentanti di seggi in oltre 40 000 seggi di quella destra cogliona e credulona nell'onesta dell'istituto elettorale, che ha dato il voto ai residenti all'estero, di quella destra che ha saputo ridare voce ai partiti minori come per il caso dei Radicali e che proprio dal loro Leader, ormai vetusto e debilitato nel suo senso di autocritica dal suo narcisismo eroico ed asceta, è stata insultata con una veemenza ed un astio davvero encomiabile tanto da fare scendere il partito radicale dal primo posto nelle mie preferenza all'ultimo fino a quando non si libererà di Lui, questa sinistra ha vinto le elezioni con uno scarto di pochi voti, meno di un voto per ogni seggio elettorale che fosse privo di rappresentanti della destra.

Non veniamo a raccontarci delle storie: chiunque nella vita abbia fatto lo scrutatore, o il rappresentante di seggio o abbia avuto un amico che lo abbia fatto SA PER CERTO che la sinistra è sempre riuscita ad annullare voti agli oppositori e conteggiare a proprio favore schede che erano nulle o bianche e non solo una per seggio, ma almeno una per seggio.

Se la destra è stata così cogliona da non sapere cogliere la vittoria cui aveva diritto è giusto che sia la sinistra a - si fa per dire - governare; ma invito la sinistra, incluso tutto il suo elettorato esultante della propria "vittoria" ad avere almeno il pudore di levarsi l'effige e la dicitura di democratico in cui sempre si ammanta. Ha vinto e basta, ma non ha vinto la democrazia, e tanto meno hanno vinto i democratici. Alla terza tornata Stalin è risorto e sono risorti i suoi metodi: la conquista del potere, non la democrazia, è il vero ideale, fine che guida la sinistra e fede ch'è loro nata in cuor! L'Italia, non dimentichiamoci, è il paese del calcio e del tifo: "il rigore non c'era, l'arbitro ha comunque fatto bene a darlo perché abbiamo vinto noi e comunque gli altri non lo meritavano". Non so quando lo aboliremo!

Questo popolo di tifosi della propria squadra di calcio e del proprio partito fa solo pena; ho terribile pena per il paese in cui cerco di vivere e in cui cerco di avere un futuro. Ma la gente è impazzita vuole difendere i lavoratori abbattendo in un periodo di crisi l'imprenditoria che crea posti di lavoro e costruirà una fortezza per i lavoratori dipendenti assolutamente inespugnabile dai disoccupati. C'è il caro petrolio e il nostro paese cerca di uscire dalle forniture privilegiate dell'Iraq, non ha energia ma non la vuole produrre se non con il fotovoltaico. Continuo a chiedermi se le industrie del settore - e io sono portato a crederlo - sovvenzionino i nostri ecologisti che non vogliono l'eolico: i nostri Verdi non vogliono l'eolico perché è antiestetico e pericoloso per i migratori ma ha un rapporto di Costo Energetico di Costruzione CONTRO Resa Energetica di Produzione di 1 a 80; loro optano per il fotovoltaico che è molto più delicato e danneggiabile ad esempio dalla grandine, richiede manutenzione come la pulizia dei pannelli dalle sabbie sollevate dal vento e soprattutto richiede la DESERTIFICAZIONE delle aree su cui deve essere impiantato, quanto di più ecologico ci sia. Mediamente viene ripagato dopo oltre 3-4 anni di esercizio e diventa obsoleto ed inefficiente in 8-10! Sono quasi dispiaciuto che quest'inverno non sia venuto a mancare il gas siberiano dalla grande madre Russia e non si sia patito il freddo, noi che amiamo i 24-26°C in casa (quanti ecologisti vivono in appartamenti surriscaldati?) ma accadrà il prossimo inverno con la sinistra al governo. In ogni caso, quando la gente barbellerà di freddo, darà prima la colpa a Berlusconi e cercherà di scaldarsi con il rogo che verrà innalzato ad Arcore, poi darà la colpa agli Americani e si scalderà al fuoco della loro ambasciata, poi darà la colpa ad Israele che già da tempo avrà ritirato la sua delegazione; e anche quando sarà finito tutto il carburante politico disponibile MAI e poi MAI riconoscerà - che dico riconoscere: capire - di avere la responsabilità per le scelte da beoti del passato fatte nel campo energetico: di non avere voluto l'energia nucleare e la libertà parziale dal petrolio.

L'ecologia in Italia non è un ideale, è un potere di veto al lavoro degli altri, è la nuova inquisizione contro il progresso, che si scaglia contro Galileo e alla quale inchinarsi, è il ricatto imposto alla tecnologia, in nome del progresso, è la divinità pagana a cui sacrificare per avere in cambio l'allungamento della propria inutile vita di inquinatori egoisti.

 

Signori che avete votato la sinistra, siete sicuri di cosa stavate mettendo in gioco, aldilà delle belle parole forbite e altisonanti, quando eravate nella cabina elettorale? Io, e con me  i riottosi di sinistra che mai avrebbero votato per un Prodi molto più malvisto del "disonesto" Berlusconi e senz'altro tutta la destra, speriamo vivamente che abbiate avuto e avrete ragione voi e che il governo precedente abbia realmente sbagliato tutto. Ma sono sicuro che ciò che è stato fatto negli ultimi cinque anni diverrà un alibi per tutti gli errori e gli sprechi che verranno commessi da oggi in poi e che questo permetterà a chi governerà di avere mano libera per compiere disastri quanto nessun altro ha mai avuto prima d'ora. Del resto Berlusconi ha costruito Mediaset, Prodi ha smembrato IRI: il Lupo perde il pelo, ma non perderà il vizio!

 

SUA QUISQUE FORTUNA DISRUPTOR EST

UBI DESERTUM FECERUNT ECOLOGICUM APPELLABANT.

Corriere della Sera Martedì 15 Safar 1457 terza pagina: LE NIPOTI DELLE FEMMINISTE DI 50 ANNI FA OGGI INDOSSANO DISINVOLTAMENTE IL CHADOR

11 apr 2006

È stato sconfitto il ricordo

Le elezioni sono compiute, anche se non è ufficiale, è chiaro che con i voti dei nostri residenti all'estero anche il senato sarà a maggioranza di sinistra, non c'è da sperare che accada un miracolo. Ma cosa è successo?, com'è potuto accadere che la sinistra, vittoriosa secondo ogni previsione sia invece riuscita a sopravvivere asintoticamente alla maggioranza in un avvicinamento continuo ed estenuante. Se mi volto e invece di guardare i media e i grandi istituti di ricerca, osservo la mia famiglia, i miei amici e conoscenti ho visto accadere qualcosa di nuovo, per la prima volta dopo molte elezioni politiche, amministrative referendarie, un popolo di silenti ormai abdicanti allo sfacelo morale e mediatico degli attuali esponenti politici, è risorto e ha deciso di andare a votare. Sono pensionati ormai, persone che vivono nei ricordi e lottano con il presente per sopravvivere, non solo alle difficoltà economiche di una vita supportata da una pensione mai così ricca da permettere agi di alcun tipo, ma anche al fisico che lentamente sta cedendo sotto il peso degli anni. Costoro, se ancora hanno la mente lucida, ricordano! Ricordano fatti, persone, notizie e molti tra loro ricordano l'IRI e si ricordano di una persona che fu il suo presidente e si ricordano che era nella DC, quella DC spazzata via da Mani Pulite. Ma dopo allora Sua Mezza Eccellenza (di mezza Italia: da ora in avanti SME per brevità) andò alla commissione Europea, l'IRI era oramai un ricordo del passato e soprattutto era un ricordo del passato lo smembramento dell'IRI stessa, la sua cosiddetta privatizzazione. In Francia, nello stesso periodo la Pont à Mousson fu privatizzata. Allora io lavoravo per una società commerciale che costruiva impianti per il latte e le acque minerali; una delle società rappresentate faceva parte del gruppo Pont à Mousson e, come tutte le aziende a carattere statale, riusciva nonostante la posizione di prestigio e di quasi assoluto monopolio sul mercato, a stare in equilibrio tra utile e deficit. Poi arrivò la privatizzazione, alla francese però: la Pont à Mousson si ritirò e lasciò ai manager interni dell'epoca l'opportunità di rilevare il pacchetto azionario. Costoro ovviamente non si lasciarono sfuggire l'occasione e in breve la società diventò (e tutt'ora è) leader mondiale nel suo settore.
Cosa accadeva in Italia nello stesso tempo per ottenere lo stesso effetto? Le aziende italiane dell'IRI, la nostra italica Pont à Mousson, venivano vendute ad una ad una, nota: vendute e non cedute. La domanda che sorge spontanea è: a chi? Ma è chiaro: non ai manager perché non se lo meritavano, ma ai gruppi aziendali che via via bussavano alla porta di SME. Quindi, direte voi, venivano vendute al miglior offerente! Ottima politica, la continuità aziendale era garantita - in quell'epoca non si poteva licenziare ne chiudere un'azienda - e i posti di lavoro erano salvi. Ma lo strano è che in qualche occasione qualcuno è dovuto intervenire per poter acquistare un pezzo di IRI e questo qualcuno era disposto a pagarlo anche fino a 7 volte (dico sette volte) il valore di cessione ed era disposto a smuovere mari e monti, ma ormai la cessione era stata fatta e l'unico sistema possibile era di fare invalidare la vendita. Povero Berlusconi, gli è costato un processo infamante averci provato.
Ma allora qualcosa non torna nei presupposti delle cessioni delle aziende IRI: se qualcuno ha cercato di fermare una cessione già avvenuta e di pagare sette volte il valore del prezzo pattuito ed è stato disposto ad entrarne in possesso, ai rischi affrontati per tentare di fare ciò ed a costi fino a sette volte tanto allora vuol dire che le vendite di pezzi di IRI non erano al miglior offerente, ma erano portate avanti secondo altri criteri: quali? Venivano venduti a chi bussava alla porta di servizio di SME o venivano offerti (nel senso di immolati sull'altare)? Non lo si saprà mai, il processo è stato chiuso e non verrà mai più riaperto.
Oggi abbiamo assistito ad uno strano conflitto: chi ha ceduto la SME (Società Meridionale Elettrica - mamma di Cirio - Bertolli - DeRica) a 350 GLit  (GigaLireItaliane = miliardi) ha guadagnato la fiducia degli italiani (quelli con la i) e non ha vinto chi spendendo sette volte tanto ci avrebbe lo stesso guadagnato se avesse partecipato alla trattativa.
Ma allora siamo sicuri che la persona che abbiamo scelto sia affidabile in termini di capacità, chiarezza di pensiero economico, sagacia finanziaria e..? O forse era meglio quell'affarista senza scrupoli, disonesto fino al midollo - perché così la pensa il 50% degli italiani, quelli con la i - che non solo avrebbe beneficato per ulteriori 1.8 TLit (TeraLireItaliane = 1000 Miliardi) il nostro erario, ma avrebbe creato lavoro e ricchezza per quello che oggi è un bruscolo economico ormai quasi inavvertibile nel panorama odierno e che allora era un interessante polo alimentare?
Cari Italiani, voi che avevate la memoria avreste dovuto raccontare agli italiani che cosa era successo negli anni '80 e '90; seduti davanti al caminetto acceso nelle lunghe notti di inverno avreste dovuto raccontare ai figli e ai nipoti che cosa accadeva in quelle stanze di via Veneto. Ma forse sarebbe stato lo stesso tutto inutile: i figli e i nipoti, gli italiani avrebbero pensato che erano tutte favole o fantasie di vecchi rincoglioniti.

09 apr 2006

Ho una nuova moglie

Come si inizia a scrivere? Non è chiaro, forse si inizia perché si coglie nell'ambiente in cui ci si muove qualcosa che sorprende anche se è usuale, quotidiano.

Vivo per conto mio da poco perché così è capitato: alcune cose iniziano, altre anche se lentamente, finiscono. Così, nell'appartamento dove sono, ho rapidamente costituito uno zoccolo duro di comodità minime per poter sopravvivere. Mi faccio da mangiare, in genere su larga scala per usufruire di cibi pronti secondo il mio gusto; per cui ho il frigorifero e soprattutto il congelatore già pieno di broccoletti stufati, pomarole piccanti, minestre di legumi e, soprattutto, il pane del mio panificio preferito dove ti vendono, se sai cosa chiedere, degli sfilatini ben cotti di pasta gialla morbida e compatta, leggermente umida e fragrante. Poiché non è facile arrivare all'ora giusta per averli, quando ne ho l'occasione ne acquisto una quindicina e li congelo subito, meglio se ho la fortuna di averli ancora caldi e umidi. Fin qui tutto bene! Il trauma sorge quando arriva il momento della cena. Mentre sto scolando la pasta e la irroro di una splendida salsa cotta lungamente a fuoco lentissimo, mi ricordo di non avere ancora scongelato il pane: apro il sofisticatissimo forno a microonde combinato, trovo il giusto bilanciamento tra grill e microonde e … via, dentro il panino. Mi siedo affamato e inizio ad assaporare gli spaghetti cotti al dente. Nelle orecchie ho il modulato suono del ventilatore interno del microonde che si contrapponte al carico del magnetron. Poi, tra una forchettata e l'altra, finalmente arrivano i quattro bip che mi avvisano che il pane è pronto: questo mi rassicura, perché mentre sto ancora armeggiando con gli spaghetti (e io non sono uno di quelli che li mangiano accompagnati con il pane) mi riprometto di non alzarmi per prelevare il contenuto del microonde fino a che non ho finito il primo, per assaporarlo dopo, con lo speck affettato a mano. Ma il mio fornetto no!, lui non te lo permette, si accorge che non hai ancora aperto lo sportello e - nelle sue intenzioni - ti avvisa di nuovo, ma l'effetto emotivo è diverso: hai presente quando sei seduto sul divano rilassato e arriva tua moglie e ti chiede se hai fatto ciò che ti aveva chiesto? Tu normalmente  le rispondi: "tra un minuto!" ma, trascorso il minuto, risenti la sua voce che scava nella tua coscienza e che ti chiede: "allora?, il minuto è passato!". Il mio forno a microonde è una versione, nello stretto ambito culinario, di una moglie: se non mi alzo per prelevare il pane, lui (ma a questo punto potrei dire: LEI) mi richiama all'ordine con un nuovo Bip. Posso ignorarlo, posso riprendere il filo del pensiero precedente, ma quando ormai l'attenzione è già di nuovo convogliata verso la pasta e mi sto di nuovo rilassando assaporandola, eccolo di nuovo: "Bip" cioè e come dire: "Allora hai fatto? È gia passato il minuto". Ma con il forno non ci posso discutere, posso solo alzarmi per zittirlo.

Ma ora che ci penso, anche con mia moglie...