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9 dic 2021

Il furto

 (da un post del 17 settemre 2012 non so dove!)

Il furto è un incidente nel processo economico, è come una malattia del proprio processo economico presa durante la vita del processo economico stesso.

Chi ti ruba ottiene un ingiusto guadagno con il tuo bene, non lo fa per produrti  un danno , anche se di fatto te lo produce. Tu pensa che rubare nel modo in cui lo ha fatto, approfittando della tua attenzione orientata ad altro è una delle operazioni che può essere fatta solo da una persona che ha il cervello capace di fare solo quello, non ha sicuramente le tue capacità di organizzazione e di gestione.

Ci si sente degli idioti davanti a questo genere di cose, e gli altri, gli amici e quelli di casa, te lo fanno sentire ancora di più, magari non ora, ma le loro voci, i loro giudizi, a volte sono già dentro di te, ancor prima di raccontare loro come sono andate le cose.

E se i tuoi parenti ed amici quando racconti loro queste cose chiameranno stupidità, imprudenza o distrazione quello che ti è accaduto, pensa che è sempre facile per loro dire agli altri, dopo che sono accadute le cose , "tu dovevi sapere che sarebbe potuto accadere"; il mondo è pieno di profeti del giorno dopo.

Una delle cose di cui ora potresti seriamente sentirti colpevole è di essere anche tu stato in qualche occasione un profeta del giorno dopo, quello che sa dire cosa si sarebbe dovuto fare per evitare un accadimento imprevedibile. Ora puoi capire che potresti aver contribuito ad una rabbia simile a quella che tu stai rischiando ora. Ti sembra giusto che gli altri lo facciano o, se ti è accaduto, di averlo fatto  ad altri?

Ma poi , prova a pensare, se tu dovessi fare in modo che nulla delle tue cose possa essere soggetto ad un furto, tu dovresti probabilmente passare una parte della tua vita a mettere a posto le cose, a chiudere e a fare attenzione: alle porte, alle tasche, alla borsa, all'auto, al portafogli, al computer, al cellulare. E starci attento sempre e comunque: la vita diventerebbe impossibile oppure diverresti paranoico. Ne vale la pena? Solo per evitare un furto ogni tanto? Per evitare che un idiota, inconsapevole del danno che sta per farti per un suo ingiusto utile, ti lasci l'impressione che abbia voluto danneggiarti? 

[La Barzelletta del tranviere e della signora con carrello, borsone, borsa, borsetta e borsellino.]

Ti sei stufato vero di ascoltarla? Bene, non credo che la tua vita debba essere vissuta come quella della signora, diventerebbe ingombrante fare qualsiasi cosa, quindi quella che gli altri e che tu stesso chiami imprudenza o distrazione, altro non è che un prezzo del benessere personale, del rilassarsi, del potersi permettere un giorno di vacanza a fine settimana. Anche per quello paghi no? Non ci spendi dei soldi? Lì sai a chi li dai, in questo caso no!, ma poter essere più rilassati ha un costo in questo caso e anche nel tuo.

Prova anche a considerare che il furto è una malattia del tuo processo economico. Qualcosa che ti capita nella vita di tutti i giorni, proprio come arriva una malattia. Se tu, pieno di cose da fare, un giorno ti ammali, diciamo di un'influenza che stanno passando tutti, ti dai dello stupido? Ti dai del cretino e imprudente? Ti arrabbi? Forse questo sì, ma non ti dici che sei un cretino e non pensi che la malattia ce l'abbia con te.

Bene, un furto di qualsiasi entità è una malattia del processo economico di una persona o di una famiglia o azienda, è un incidente di percorso, un evento che ha un significato quando accade, ma che termina nel momento stesso in cui si passa oltre, si entra nella convalescenza e si procede con gli eventi del giorno dopo, con quello che c'è da fare.

Sei stato malato e hai avuto un incidente, ora è tempo di ripartire, di rimettersi in sesto e proseguire il cammino. 

Vai alzati e ricomincia a fare le tue cose, sono molto importanti e vanno fatto adesso, ora!

Buona giornata! Da adesso in avanti!

(© Luca CODELUPPI)

17 mar 2017

Migranti e L'Italia degli intellettuali (e non solo)

Questa è una risposta ad una serie di commenti ad un mio post su FB che il sito non vuole pubblicare per chissà quale algoritmo di identificazione ideologica!

ecco il testo da inserire:

Mi consento di andare giù un po' duro.
Il fatto che si possa dimostrare che il tizio abbia preso notizie da fonti varie, che il fenomeno è gestito da ONG etc. non cambia molti degli aspetti fondamentali del fenomeno:
- una maggioranza silenziosa (si diceva così una volta vero?) che avverte un disagio crescente tra la logica umanitaria imperante e stringente, nel senso che i termini del ragionamento portato solo in direzione della contingenza urgente degli interventi di salvataggio SEMBRANO corretti e non lasciano spazio a contradittorio senza apparire egoisti e xenofobi (vedi più avanti per la xenofobia)
- una quantità di migranti che sta aumentando proprio per le garanzie di soccorso prestate dalle organizzazioni umanitarie straniere e (strano) dalle unità della Marina Militare (dello stato Italiano, unico governo che agisce in prima persona)
- qualsiasi agenzia può leggere i dati e trarre le conclusioni che desidera (e soprattutto, che più le fanno comodo) e che possono essere in contraddizione con le conclusioni di altre, tratte dagli stessi dati.
- Sbarchi solo sul territorio italiano (non si sente di sbarchi in Spagna, ben più vicina ma assolutamente non incline a fornire aiuto)
- xenofobia non strisciante, ma ormai patente, non solo tra gli italiani ma anche tra le popolazioni che sbarcano. Stiamo imbarcando popoli che non ci amano perché non ci possono amare: non esiste nessuna popolazione in nessun momento storico in nessuna parte del mondo, che abbia amato un popolo diverso con cui si fosse mescolato e trovato a condividere spazi, mercati e a confliggere per punti di vista, ideologie e soprattutto religioni, basta leggere la bibbia per avere conferma antica quanto la tradizione.
Sicuramente non soffrono di xenofobia l'aristocrazia, i benestanti, i singoli, i viaggiatori, i turisti, i mercanti, i cani sciolti, coloro che vivono isolati senza una propria comunità con cui identificarsi, coloro che non hanno famiglia e vivono da individui, insomma chi è senza o non ha bisogno di un'identità sociale a cui fare riferimento per avere la garanzia istintiva verso la sopravvivenza propria e della propria progenie o del proprio gruppo di appartenenza; sarebbe giusto non essere xenofobi, ma questo non è per tutti, anzi per molto pochi; a quei gruppi si aggiungano le minoranze etniche senza capacità contrattuale: quando sono disperse e si sentono deboli rispetto al paese dove vivono, sono docili (salvo poi diventare aggressive e pericolose quando il numero aumenta sufficientemente). In tutti gli altri casi la territorialità è comunque presente, che lo si voglia o no e questa è legata al fenomeno della xenofobia, salvo un lavoro capillare e costante di acclimatazione tra le diverse culture (lavoro che in Italia manca del tutto, anzi lo troviamo così uncorrect che probabilmente nessuno nemmeno si sogna di proporlo). Un caso eclatante (non dimostrato)? Si sussurra che nelle valli isolate della provincia di BZ, l'intolleranza verso gli italiani da parte della componente di lingua tedesca giovane sia aumentata dopo la fine della leva obbligatoria che permetteva appunto ai giovani dei vari gruppi culturali di vivere assieme un anno e scoprire le affinità.
- è inutile fare dichiarazioni che sul piano razionale si muovono in una direzione (la multietnicità, l'accoglienza etc.) quando, data la situazione economica (si veda più sotto), le tensioni emotive del popolo autoctono stanno salendo sia a causa della sensazione di invasione ma anche - non meno importante - per il fatto che si ha la netta sensazione che per l'accoglienza vengano spesi più soldi che per i giovani o per l'aiuto alle famiglie.
- Senza parlare delle tensioni di chi arriva, di quali sono le profonde ragioni che hanno mosso molti dei migranti nel venire qui. Per molti - sono propenso a credere - non sono diverse dall'idea di avere un territorio da conquistare e da cui ricavare il massimo profitto (una specie di Far West), cosa sacrosanta se non fosse che la loro cultura sociale è completamente diversa dalla nostra e molto poco incline a fondersi con la nostra, soprattutto da parte di coloro che stanno arrivando ora, in massa, alla ricerca di un Eldorado, molto diversi da coloro che sono arrivati in anni passati. Il loro punto di vista sul significato della vita è sicuramente molto diverso dal nostro, noi siamo concentrati sulla nostra bontà nell'accoglierli, nel politically correct, loro penseranno probabilmente ad un nuovo futuro da conquistare in un paese di gente molle e svergognata: loro vengono dalla guerra, dalle donne velate che in gran parte stanno in casa! Noi siamo dei debosciati per come viviamo, per come le nostre donne si comportano etc. etc. non voler vedere e tenere conto anche di queste cose vuol dire comportarsi come struzzi! O forse pensate che loro si faranno conquistare dalle nostre domeniche ecologiche e dalla nostra passione di occuparci di cucina vegetariana, ecologia, social, musica, arte iconografica, visite a città d'arte piene di chiese etc, con il dictat iconoclastico della loro religione? Seriamente pensate che ci integreremo? (Vedi qui sotto per il loro futuro e più avanti per il nostro)
- siamo una nazione senza prospettive economiche (checché ne dicano gli indicatori economici di governo, altrimenti non avremmo così tanti disoccupati e soprattutto sottooccupati nelle fasce tecnologicamente meno avanzate). Stiamo imbarcando popoli a basso skill: cosa gli faremo fare nei prossimi anni? Pulirci il sedere quando saremo più vecchi? Questa è la prospettiva di esserci utili (cara Elena Rossi-Arnaud!)? Se non costruiamo un'economia di media e bassa tecnologia (e nessuno mai ne parla eccetto il sottoscritto, tutti ci sciacquiamo la bocca con "Excellence", Incubatoi, High tech et similia facendo così il gioco delle corporation della finanza delle ventures e della speculazione monetaria), ci prepariamo a renderli schiavi nell'agricoltura o di qualche vecchio/vecchia con l'Alzheimer o a spazzare i cessi di qualche ospedale! O peggio di guidare automezzi pesanti con lo stile di guida di quei paesi, visto che - credo - riconosciamo le loro patenti e il loro stile di guida disinvolto.
- quando non ci saranno prospettive economiche per costoro (non ce ne sono già oggi per noi, figuriamoci per loro - salvo posti da quasi schiavo - ) come saranno le relazioni tra coloro che abbiamo imbarcato e noi? Vi lascio immaginare dove sarà il prossimo Libano, nazione che negli anni '60 e '70 era molto ricca felice e prospera (sennò il buon Felicino Riva perché ci sarebbe andato?). Ciò che noi pensiamo sia oggi un male minore diventerà un male maggiore non solo per noi, ma anche per loro (ma soprattutto per noi! In questo caso mi sento egoista, spaventosamente e a pieno diritto egoista). Come direbbe un guru del pensiero sistemico: le soluzioni di oggi sono i problemi di domani! Allora cosa li traghettiamo a fare? per offrire loro 5 anni di rilascio delle tensioni ma di odio che si alimenta giorno per giorno affogati in un senso di inutilità e sicuramente di precarietà in cui quasi tutti costoro si trovano vivendo in questo limbo italico che non lascia speranze? Per poi rischiare di ripiombarli nel caos di una guerra civile - che non mancherà di arrivare entro qualche anno, se andiamo avanti così - tra loro e noi? perché? non avevamo abbastanza problemi? Si veda a tale proposito l'altro video del giovane a proposito dell'Islam (lo so è anche questo una bufala, come i libri della compianta O. Fallaci e le affermazioni di Magdi Cristiano Allam - ma è vero queste cose non sono vere, sono bufale, tutto ciò che non è pensiero ufficiale di sinistra è bufala!) Islam che ha sicuramente una estesissima maggioranza di persone miti e tranquille ma che ha mescolata anche una piccola ma consistente, efficiente ed ignota minoranza di "brigatisti" che, a differenza dei nostrani del passato che cercavano di portare a casa la pellaccia, sanno di doversi immolare pur di recare danno ai nemici della loro fede, cioè noi! I fatti recenti di Francia e Germania dovrebbero essere un piccolo campanellino di allarme! Ma noi ci concentriamo su cosa fare oggi senza valutare i problemi che stiamo accumulando e che faranno più vittime di quanti ne salveremo nei prossimi sei mesi (ma - direte voi - solo supposizioni! Ok Ipotizziamo!). E questi sono discorsi dai quali non si può prescindere, non fanno parte di un modello della realtà separato, oppure fanno parte di un modello della realtà che voi avete separato e che forse sarà il caso che ricongiungiate: gli eventi e i gruppi di persone che li popolano sono strettamente entangled!
- aiutarli ad atterrare in Italia, incentivando così gli imbarchi e aumentando così il numero dei morti invece che essere duri anche a costo di lasciare naufragare le prossime imbarcazioni e così fermare l'emorragia di persone dall'Africa e quel mercato degli imbarchi semi-sicuri verso l'Europa che continuano a fare migliaia di morti ogni mese (o centinaia, scusate, rettifico perché se no tutto il mio scritto diventa contestabile: ragionate come i Testimoni di Geova, vorrei che ve ne rendeste conto!) è esattamente uno degli strumenti per porre fine a questo mercato degli schiavi, della bontà, del sangue e delle speculazioni economiche su tali eventi.
- proviamo a guardare la realtà secondo uno scenario diverso: da domani nessuno aiuta più gli imbarcati e anzi vengono riportati al punto di partenza, tutti, nessuno escluso: il mercato si ferma immediatamente, così come da molto tempo nessuno si muove in direzione della Spagna!
- ma poi non è finita l'epoca dei rifugiati? ora sono quasi solo clandestini; e poi perché dover garantire loro il massimo della sicurezza? Sarebbe sufficiente una sicurezza semplice quale quella della Tunisia! Perché dobbiamo prenderci carico noi di un problema che affligge endemicamente una parte del mondo con cui storicamente siamo da sempre stati in lotta se non in guerra mortale aperta? Perché non offrire alla Tunisia 5€ al giorno per ogni rifugiato? Ne risparmieremmo 30! (non prenderete sul serio questo! è un paradosso: meglio spendere 35€ che rimangono in Italia che spenderne 5 che vanno all'estero, questa è economia!). Come fermare la speculazione che esiste (è inutile alzare la questione dei Buoni e ignorare che ci sono anche i Cattivi) attorno alla tratta degli immigranti e gli interessati appoggi politici (si fa per dire, meglio: partitici o addirittura di corrente!), di organizzazioni religiose e pseudo ONG che ci girano attorno?

Restano quindi aperti problemi di questo tipo:
- come arrivare a creare una convivenza con popoli che ci odiano, restando coscienti che anche noi non li amiamo certo e non li ameremo mai? Il tutto senza negarci il fatto che non possiamo amarli come invece accade alla gran parte di chi prende una incondizionata posizione a favore delle missioni di soccorso - accade il fatto di negarselo, non il fatto di amare -; negarsi un istinto non può fare altro che renderlo latente e quindi a rischio di esplosione: esplosione che paradossalmente a loro accade più contro i propri concittadini colpevoli di non condividere questa follia e che accade con una violenza che è sempre stupefacente in persone che si dichiarano così pacifiste e "democratiche"! La rabbia, il dubbio, la paura e la "missione per conto di dio" fanno il resto: danno quella arrogante sicurezza da lemming!
- come ri-creare un'economia - che abbiamo distrutto negli ultimi 15-20 anni - che possa dare lavoro e dignità a persone con skill inferiori ai nostri (in molti casi gravemente inferiori), oltre che con un concetto di dovere sociale nel campo del lavoro molto diverso dal nostro (si vedano i casi delle assenze anche prolungate e senza preavviso dal lavoro per ragioni di famiglia che affliggono molti rapporti di lavoro tra imprese locali e neo immigrati) e integrarli così in un sistema che li faccia sentire persone e non armenti allo sbando o - peggio - elemosinanti ai semafori dei tempi passati (avevate notato che essere stati duri a quei tempi aveva bloccato la tratta dei minori?)?
- come fare a creare condizioni e sensazione di legalità all'interno delle comunità immigrate facendo transitare come necessario il nostro senso di responsabilità sociale (se ancora ne abbiamo uno sopravvissuto alle ormai ventennali intemperie politiche, sociali, sindacali e della gestione della Res Publica, pardon "Res Neminis") senso di responsabilità sociale che ormai per noi è - quasi - connaturato, senza diventare vessatori colonialisti etc. e soprattutto senza sentirci tali per volerlo imporre?
Questi sono i problemi seri di cui occuparci ora e fermare l'onda che ci ha già quasi travolti e che, se non fermiamo, sarà di dimensioni e durata tali da non avere più l'energia per affrontare nessuno dei predetti problemi perché tutto il nostro sistema sociale, economico, di redistribuzione della ricchezza e - perché no? - della sicurezza nazionale, sarà stato travolto: allora sarà troppo tardi per tutti, noi e loro assieme a noi.

Siamo una nazione allo sbando dove tutti (la parte rumorosa) chiedono di spendere i soldi di tutti (a fronte di nessun beneficio se non sfavillante - e come tale fugace - e comunque di incerto o più precisamente nullo risultato), perché tanto non sono di nessuno; dove intellettuali - attanagliati da rimorsi da paese post-cattolico che si sente in dovere, da ricco, di dover elargire ricchi premi e cotillon (ma dove ricco, poi?) ma che peraltro non è mai stato realmente colonialista - decidono per le sorti del proprio paese senza fermarsi a valutare le conseguenze a medio e lungo termine di ciò che propugnano, solo perché oggi è importante per il loro ego - sofferente per la sensazione di inutilità nel rapporto Ego Vs Infinito/tutto-il-resto-del-mondo-e-dell'eternità che si subisce oggi - essere e sentirsi tanto social!
Mi viene in mente il video su un argomento non legato ma simile: https://www.facebook.com/bmwillrath/videos/1208942512475485


A voi intellettuali sia la vergogna!

Il danno sociale, lo scollamento tra la classe autedefinentesi intellettuale e la gente comune, sta in questo: la gente qualunque, anche se lo sente profondamente, non sa esprimere il disagio per la situazione presente a parole e non ha armi dialettiche per esprimerlo e in questo voi intellettuali siete assolutamente sleali e disonesti intellettualmente, perché continuate a ignorare le necessità e l'opinione di altri che non hanno un'arena pubblica come la vostra e una sufficiente capacità di esibirsi (a parte il becero Salvini e qualche altro!), solo e semplicemente perché avete l'arroganza di credere superiori le vostre ragioni rispetto a quelle di chi desidererebbe vedere il proprio paese preservato da tutto ciò! Voi non aprite il dialogo, voi imponete il vostro punto di vista zittendo tutti coloro che sentono di avere un sacrosanto diritto ad una porzione di egoismo da mantenere viva. E il tutto per cosa? per sentirvi superiori? Voi state demolendo ed offrendo pezzo a pezzo la vostra casa per dimostrare a voi stessi - e ad un pubblico che volutamente ignorate essere incerto ma di cui apprezzate il fatto di essere influenzabile/dialetticamente-coercibile - che siete persone migliori, anzi LE MIGLIORI e quindi con diritti e missione quasi divini.
In ogni caso ad ogni elezione democratica il malcontento verso le vostre ideologie oltranziste viene dimostrato con l'avanzare della destra; la cosa ridicola che noto è che quando la sinistra intellettuale parla di tali scornate incolpa i candidati di destra di aver vinto come se fossero arrivati ai seggi per furbizia e non per imbecillità dei partiti opposti che hanno spinto una ingente massa di persone votanti a scegliere un'alternativa a questo caos incipiente! Il fenomeno del nazismo in Germania negli anni '20 e '30 dovrebbe aver insegnato qualcosa, ma sembra di no!
Non abbiate paura! per ogni errore di strategia sociale la storia ne cancellerà i protagonisti come inutilia (scusate la ripetizione) e di loro (forse voi!) non resteranno che gli escrementi e le macerie in cui avranno trasformato tutto ciò che di bello avranno fagocitato! Un mucchio di macerie fumanti proprio di quelle cose di cui vi beate nei vostri viaggi intellettuali (cosa resta di Aleppo etc.?, cosa resterebbe di Roma, Milano, delle splendide pinacoteche, del David etc.?). Un bel futuro per chi non vede altro che il presente!

Ecco perché una delle mie frasi preferite coniata da me è: "Intellettuale? No grazie!" nonostante io sia cosciente di esserlo!

Tutto quanto ho scritto è una mia opinione, sono una voce solitaria, mi considero ancora di sinistra ma non mi sono mai considerato di questa sinistra; questa mia opinione nasce dal fatto di prendere in considerazione aspetti a più largo respiro e immersi in un orizzonte spazio/tempo molto più amplio di quanto normalmente accade e si sente; potreste obiettare che si trova sempre una soluzione, ma posso rispondere che molte civiltà sono scomparse perché non c'erano, perché non le hanno trovate ma molto più di frequente perché non si sono accorte del problema; non vorrei che la mia civiltà fosse proprio fra queste ma temo proprio di sì; non mi basta che qualche altro popolo verrà al nostro posto e continuerà la storia; io non sono una divinità, come molti - da cui ho sentito affermare una tale idiozia - inconsciamente credono di essere: divinità che stanno al di sopra del tempo e dello spazio e osservano le genti che migrano e si fanno la guerra, senza esserne toccati; io ho una vita che terminerà e con delle responsabilità verso i miei discendenti e il mio gruppo sociale!
Prima di tutto verso loro!
Certamente non verso degli imbecilli come voi!

3 nov 2012

La creatività non è dell'Italia

Le mie esperienza recenti, in ogni occasione: dalla gita in montagna a che film andare a vedere, o che direzione far prendere ad un gruppo di intellettuali, in Italia richiede fondamentalmente una cosa: "da che parte stai?". Questo è il primo requisito che viene chiesto ad ogni Italiano.
Sarà che siamo nati in una nazione che nazione non è mai stata, che l'opportunismo di cui ci ha parlato Indro M. è un'altro caposaldo della nostra cultura, ma nell'opportunismo troviamo sempre come prima domanda quella, prima ancora di sapere i presupposti della fazione a cui si deve aderire.
In un contesto di questo tipo, tenendo conto di cosa significa Intelligenza Collettiva, e di quale environment necessita, è chiaro che la creatività non può allignare qui, dove il meccanismo dell'appartenenza ad una fazione è principe. La fedeltà implica la condivisione delle emozioni di bandiera (o di campanile)e in nessun organo dove è richiesta la fedeltà può entrare e sopravvivere un creativo. Un creativo vero, uno di quelli che pensano con idee innovatrici affonda la sua capacità nel dubbio e nella provocazione, desidera avere dagli altri risposte che mettano in crisi il suo sistema innovato; non può creare spostamenti di millimetri, deve cercare di produrre un'onda d'urto elevata per vedere i segnali sismici di risposta, solo così può capire come è fatto il sottosuolo della realtà, di quella realtà che in molti condividono, ma spesso solo come vaga percezione. Le onde sismiche di una grave provocazione, spesso fanno affiorare frammenti e diafane immagini di una realtà ignota che il creativo sa fare confluire in un modello più avanzato di ogni singolo frammento di interpretazione in possesso agli altri, singolarmente.
Ma vi figurate in un clima di aderenza ad una fazione un creativo vero che lancia una provocazione? La prima cosa che rischia è di essere malmenato dalla sua stessa fazione e una volta lasciata la sua, non può certo sperare nell’appoggio dell’altra , quindi ha due opzioni: o si allinea con la sua fazione e la smette di provocare e comincia “a parlare come mangia”, o vive da solo isolato e spesso vilipeso da entrambe le fazioni che si contendono il terreno dello scontro, sulla base di un’effimera auto-definizione di “Noi siamo i buoni”
L'Italia un paese creativo, forse solo nella moda e nelle canzoni.
Ma forse esistono anche quelle libere repubbliche dove si viene accolti per quello che si sa e che si è disposti a fare per gli altri e non per la fedeltà che si è disposti a giurare all’atto dell’assunzione.
Sono poche e sempre più nascoste agli occhi della maggioranza, o appaiono come dei miti irraggiungibili.
E lo sono per i più!

19 set 2012

Misurabilità non significa controllare un processo

Da un Thread di discussione "in alio loco"

Stavo meditando tra ordine e caos, e sono arrivato ad una conclusione: troppe persone, oggi, hanno un concetto di Ordine che coincide solo con un'area di misurabilità dei fenomeni e per il pensiero sistemico - cui in parte mi rifaccio - credo sia ritenuto un grave problema che le organizzazioni che si definiscono Ordinate devono superare.
Dalla misurabilità all'illusione del controllo il passo è breve!

L'estensiene del Background

Quando si parla di soglia del caos, mi vengono in mente gli studi sui fenomeni armonici e le trasformate di Fourier, il Caos oggi è una zona dove le variabili in gioco non sono ancora state identificate (Potete vedere il gruppo Quantitative Complexity Management in Linked In) e dove appartengono ad un rumore di fondo non sempre decifrabile.
Siamo in un'epoca in cui il background è diventato così vasto (cerco di dare la sensazione di questa affermazione: le ISO9000/UNI29000 hanno ampliato la zona di background inserendo nel sottofondo ambientale della vita aziendale anche tutta una vasta area di inconvenienti che normalmente appartenenvano alla zona della mente "Fai attenzione!") che alcune perturbazioni che nei tempi passati (anche solo 40 anni fa) sarebbero appartenute all' "indecifrabile/non percepibile" oggi sono considerate perturbazioni di sistema.
 

Razionalità contro Logica

(Spiego qui perché contrappongo razionalità e Logica)
Quando analizziamo la realtà abbiamo in compenso la tendenza a utilizzare le armoniche che ci paoino più utili e ad escludere quelle che invece non sappiamo gestire. Questo modo di agire è ciò che io chiamo il pensiero razionale, il quale si muove solo nell'area del dimostrabile, ed io lo contrppongo al pensiero logico che desidera per sua natura inglobare ogni possibile indimostrabilità come appartenente al sistema stesso, perché il sistema esiste indipendentemente dalla sua misurabilità.
In questa dicotomia, ho inserito uno strumento sulla zona di confine che è "il Paradosso", un'area dove alcune regole sono valide ma provocano contraddizione in ciò che consideriamo asserzioni ortodosse.
Ma il paradosso comunque, nella mia visione, sta sul limite di ciò che è comprensibile e non di ciò che è semplicemente enunciato. Il pensiero razionale si nutre di enunciati.
Mi è difficile pertanto accettare ad esempio come metafora del confine tra ordine e caos le teorie che partono dal campo delle affermazioni (o postulati) aprioristiche ed oggi nel caos della mente razionale Occidentale e della crisi del sistema delle dimostrabilità l'inquinamento delle affermazioni aprioristiche è ormai quasi completo. Restano pochi difensori del pensiero logico e molti, troppi vagolatori del pensiero razionale: vagolano perché necessitando di affermazioni e postulati, facilmente cadono preda di teorie inconsistenti che poggiano su postulati assolutamente nominali, quale ad esempio tutta la congerie di affermazioni basate sul concetto di Energia in cui in tale vocabolo vengono fatti confluire e congiunti concetti assolutamente non congrui, quali: "eccitazione della mente", "energia come definita in fisica" e altri fenomeni che avvengono in presenza di energia come "vibrazioni" etc.

Gli Esperti: paladini della Sindrome del Controllo.

In tutto questo caos (non caos nell'accezione già citata, ma nel caos del pensiero), entrano in gioco gli esperti. Io, peronalmente, sono del parere che anche solo enunciare la parola "esperto" si entri in un area di rischio: gli esperti sono gli alfieri della razionalità, della misurabilità, della sindrome del controllo. In quella discussione avevo usato M. Monti come unico esempio, ma era un colpo basso poteva essere un ragionamento induttivo e me ne sono scusato, ma era ed è comunque un caso embelmatico ed eclatante.
Cosa è un esperto? E' esperto a quale livello? nella mia vita ho incontrato molti esperti e lo erano sempre solo fino ad un certo meta-livello, cioè solo fino ad un certo piano degli infiniti livelli che compongono un problema ad esempio di tipo aziendale:
  • il sintomo
  • la causa
  • il sistema che genera la causa
  • lo spirito nel team dove si lavora
  • la relazione tra le persone
    • il significato di soddisfazione di chi lavora
    • il riconoscimento del ruolo di ogni persona
  • il significato che la qualità ha nell'azienda
    • prodotto
    • servizio
  • il posizionamento dell'azienda nel mercato
  • etc.
Ma la loro expertise si fermava sempre ad un numero limitato di variabili e di livelli e si perdevano quasi regolarmente il plot generale.

Conoscenza verticale Vs Conoscenza trasversale

Se la profondità di conoscenza in un ambito può essere strumentalmente proficua, la incapacità di muoversi a lato è spesso un limite quasi insopportabile per far fare un balzo in avanti ad un'organizzazione di qualsiasi genere.
Spesso nella sofferenza e nel languire di certe organizzazioni ed aziende si rintraccia un DNA cellulare, con un destino di replicazione e di funzionalità definite ineluttabile. Manca cioè la visione di un organismo, di una entità cioè che oltre a mettere in moto meccanismi deterministici, sia anche in grado di affrontare l'inatteso e di metter in campo azioni molto più complesse di quelle di una sola cellula. Le prassi nelle organizzazioni spesso sono più delle risposte meccaniche a sollecitazioni dirette. E' importante mettere in campo processi evolutivi dettati non soltanto da queste sollecitazioni, ma anche da percezioni a lato, è importante introdurre nuove prassi che tengano conto di queste percezioni: è importante avere nelle organizzazioni persone in grado di cogliere ciò che è apparentemente marginale.
I processi evolutivi infatti nascono dalla sopravvivenza apparentemente casuale di prassi nuove. Queste hanno maggiori prob abilità di successo se riescono a tenere conto del caos e del rumore di fondo.
Ma noi siamo sempre più propensi a credere nel Lamarckismo che nel Darwinismo: il Darwinismo è sistemico - tutto può contribuire alla modificazione della specie testando i singoli - , il Lamarckismo è lineare e razionale, induttivo - ogni sinbgolo si trasforma, basta volerlo!-

Io non ho dubbi con quale stare.

10 giu 2011

Benvenuti gli idioti che fanno da Capri Espiatorii

L'articolo si riferisce all'atteggiamento della stampa a seguito dell'epidemia di Escherichia Colii che provocò un'ondata di panico mediatico nei confronti di alcune varietà di verdure che rimasero completamente invendute perché vennero di volta in volta indicate come responsabili dell'infezione avutasi in Germania nei prime del 2011 e che costò la vita di molte giovani donne)
Si leggano in proposito gli altri post sull'E. Colii: La mente è portata a risolvere gli effetti o le cause prossime...

Soluzioni?
La quasi totalità delle soluzioni a problemi anche di grandi dimensioni non rimuovono le cause, ma si interessano solo degli effetti. Spesso la lotta agli effetti non fa altro che produrre un inasprimento della perniciosità delle cause.
Ma l'informazione ufficiale e la schiera degli intellettuali chiedono interventi "mirati" a "salvaguardare" questo o quello, alzano un'enorme caso (o caos?) perché si prendano provvedimenti perché il caso non si ripeta più. In questi casi i provvedimenti si limitano ad affilare le asce per decapitare in modo esemplare l'innocente di turno, rimasto impigliato nell'ingranaggio di cui non aveva nessuna responsabilità.
Non so perché ma mi viene in mente "la colonna infame" descritta dal Manzoni in “Fermo e Lucia”, se non erro. Una volta decapitato il malcapitato (c'è una curiosa assonanza tra i due vocaboli) l'informazione ufficiale si sente soddisfatta perché salvaguardata nei suoi diritti.

O forse solo nella vendetta e nell'individuazione di un capro espiatorio diverso da sé stessi: anche per questa volta è andata bene, non ci ero coinvolto e del resto le mie colpe non son mai state gravi tanto quanto le sue! è giusto che paghi lui!

Massacrare l'Economia
Oggi come già un paio d'anni fa con l'Aviaria stiamo assistendo all'ennesimo massacro di un settore dell'economia. ed in particolare stiamo assistendo al solito massacro nel campo dell'agricoltura. Cosa spinge i giornalisti a creare questi danni diffondendo notizie frettolose e senza fondamento?
Cosa c'è di diverso tra i nostri giornalisti e i frequentatori di FB oggi e i moltiplicatori di mail del tipo catena di S. Antonio?
Perché dobbiamo riconoscere loro un ruolo di preminenza e magari di intellettuali, se non sono nemmeno capaci di valutare la portata delle loro parole?
Mi piacerebbe inoltre sapere quale altra categoria di incidenti crea meno morti dell'E. Colii in così lungo tempo e largo spettro di popolazione!

7 giu 2011

La mente è portata a risolvere gli effetti o le cause prossime, dimenticando le cause profonde

Quando si pensa ad un problema, è facile credere che si possa trovare una soluzione immediata semplicemente contrastando gli effetti del problema stesso. quando accadono eventi che richiedono un intervento correttivo, l'attenzione è rivolta agli effetti e a quali crediamo essere le cause. Ma nell'analisi e facile non riuscire a capire quale profondità del problema abbiamo già scandagliato.

Nel caso dell’E. Colii infatti le cuse che tutti vedono sono i batteri e la scarsa (così si dice , ma non ci credo) igiene di qualche produttore agricolo. Ma facendo un’analisi più attenta, come quella illustrata nel post Escherichia colii, si possono notare come le cause possono andare molto più lontane.

Se affrontiamo i problemi solo fino ad un certo livello di profondità, il problema riproporrà quegli effetti perché non ci saremo concentrati sulle cause primordiali. Ecco quindi un esempio di analisi di un problema con un'ipotesi di come agire sulle cause. Mi tornano in mente gli insegnamenti di mio figlio 23-enne (io sono un padre che ascolta gli insegnamenti dei figli): le cause di una sciagura aerea (è laureato in ingegneria Aerospace) non possono essere singole, per avere una sciagura devono esserci contemporaneamente più elementi tutti gravi e tutti contribuenti all’effetto negativo globale. Adoro questa branca dell’Aerospace, come la capisco!!!

Infatti la reazione degli organi competenti governativi è completamente differente, si stanno limitando ad una sola causa: il problema si riproporrà altrove, facendo altre vittime e altri danni ad altri innocenti agricoltori!

Siamo già degli OGM

Le prime reazioni al caos dell' E. Colii stanno già arrivando: si stanno prendendo provvedimenti per impedire all epiccole aziende agricole di immettere i loro prodotti sul mercato, visto che non sono in grado di garantire un adeguato controllo sull'assolutamente imprevedibile.
Quindi tutto passerà in mano alle grosse multinazionali che sapranno garantire tramite una corretta programmazione cosa vorremo mangiare nei prossimi dieci anni, e come stare meglio usando i loro prodotti.
La tragedia in tutto questo è che chi attuerà queste decisioni sarà uno specialista in un solo campo, nel suo e non negli altri.
COme già accennavo per la questione della Flora Intestinale (che scrivo in maiuscolo per rispetto ad essa in questo momento) non ci sarà nessuno che si preoccuperà di sistemi complessi.
La cosa ridicola a cui assistiamo, ma quasi nessuno ne è cosciente, è che sta scattando in noi di nuovo la necessità di prendere il controllo sulla Natura cercando di estirpare i microorganismi che proliferano in essa.
Chi si occupa di agricoltura non sa nulla del mondo della salute, e chi si occupa di politica men che meno. Nessuno di costoro ha mai sentitop parlare di penicilloresistenza, quella strana abitudine di molti batteri a cercare di sopravvivere, se on come individui, almeno come discendenza.
Noi possimao fare tutto quello che vogliamo, ma un qualche microorganismo, molto specializzato riuscirà sempre a cavarsela e a manifestarsi e non lo farà nel modo a noi preferito.
Allora, invece di cercare di distruggere tutto ciò che è pericoloso per noi, non sarebbe meglio invece lasciarlo vivo e renderlo innocuo, e soprattutto rendere noi resistenti ai possibili attacchi?

Noi oggi siamo OGM: siamo sopravvissuti a  batteri pericolosissimi, abbiamo completametne stravolto la nostra FLora Intestinale, se siamo salutisti, ci nutriamo di pochissimi cibi e il nostro amore per la natura è solo limitato alla nostra paura di morire di cancro. Per difenderci, ci stamo incastrando in un meccanismo che ci renderà schiavi di sistemi qualità che solo grandi industrie potranno organizzare e tali industrie non saranno guidate da persone esperte di sistemi biologici, ma da esperti di programmazione industriale, di budget, di marketing e di advertising: vi daranno tutto quello che voi desiderate, ma non per il vostro bene, ma piuttosto per soddisfare l'innata paura della morte nell'uomo, promettendovi sicurezza in cambio della libertà.

4 giu 2011

L'infezione di Escherichia Colii

Abstract:

un ceppo di Escherichia Colii ha la bella idea di fare vittime in Germania. Comincia la ricerca del vettore: i cetrioli, la soia etc. Tutti danno la colpa a ciò che ha portato in giro il batterio ma NESSUNO si è chiesto perché pochi esemplari ingeriti abbiano potuto mietere vittime sane (in maggioranza giovani donne) e distruggere intestini apparentemente normali.

Questa è una serie di osservazioni libere sull'epidemia di Escherichia colii (E.  C.), il ceppo di batteri molto virulento che si sta estendendo in Germania in questi giorni, sul perché sta creando i problemi che conosciamo e su come, forse, ridurre il rischio o l’effetto.

L’infezione
Si sta trasformando in una psicosi: sto parlando dell’epidemia di E. C., l’epidemia che apparentemente si sta diffondendo nel Centro e Nord Europa. Ci sono già molti casi in Germania e solo alcuni nel resto dell’Europa.
La diffusione di questa epidemia comunque ha uno strano comportamento, rispetto al solito tipo di diffusione per contaminazione diretta degli alimenti/acque.


Credo di immaginare che i Tedeschi abbiano la cura di lavare la loro verdura, come fanno del resto tutti in Europa, prima di consumarla e credo che lo facessero già anche prima delle notizie di questi giorni. Il lavaggio dovrebbe ridurre il rischio di contaminazione, soprattutto perché la quantità che si rischia di ingerire è comunque limitata. Normalmente il rischio di contaminazione per le enteriti diventa letale se avviene ingestione di acqua contaminata o di cibi che ne contengono ed i questi casi se ne ha in genere una quantità elevata e quindi pericolosa, tutta in una volta.

La malattia avanza
Eppure la malattia avanza e sembra diffondersi nonostante l’allarme.

L’  E.C. non è un contaminante che si diffonde da persona a persona, come un tempo lo fu la peste, nemmeno portata da uccelli come l’influenza aviaria degli scorsi anni, e nemmeno introdotta tramite carni contaminate che ne divengano un veicolo ad elevata diffusione.
Per diventare pericolosa, la varietà normale, deve essere ingerita  in quantità rilevanti. Eppure hanno dichiarato che il veicolo sono dei vegetali, che non condividono uno spazio di contaminazione se non come veicolo e non partecipano alla infezione. Addirittura cetrioli, con pelle liscia e lucida, senza anfratti. Allora mi viene da pensare che la contaminazione è portata da pochissimi, o forse da singoli batteri, il che ne fa un caso molto strano e particolare.

Così  mi sono messo ad elencare alcuni fattori che mi sembrano importanti da considerare e che forse non sono stati presi in considerazione con sufficiente attenzione:
1.       Ogni infezione viene da un microorganismo e in questo caso batteri (e questo è stato sicuramente considerato)

2.       Ogni infezione nel caso presente è trasportata da un veicolo di infezione che in teoria è pulito, come i vegetali (il cetriolo non ha anfratti che possono trattenere sporco e contaminanti) e sicuramente sono stati lavati.

3.       Non credo che possiamo credere che siano stati così contaminati da poterli considerare la principale ragione di contaminazione in termini di massa critica di contaminante tale da rendere la verdura pericolosa

4.       Infezioni pericolose estemporanee, non residenti, sono normalmente molto opportuniste e riescono a prendere forza solo in condizioni molto privilegiate, con ambiente molto protetto, con Ph particolari e in assenza di microorganismi competitori.

5.       L’evoluzione in effetti  non privilegia mai microorganismi altamente mortali, come quelli che stiamo considerando, avrebbero vita dura per sopravvivere e diffondersi.

6.       Le infezioni diventano letali se hanno sufficiente tempo per svilupparsi in un ambiente favorevole

7.       La diffusione su aree molto lontane e sparse, sembrerebbe più correlata con una qualche debolezza dell’organismo delle persone che l’hanno ospitata, una qualche vulnerabilità, piuttosto che per un agente specifico che possa produrre una pandemia, come in passato fu per la peste e recentemente per l’influenza suina.

Per cui mi sembra che questi elementi messi assieme facciano credere più che la mortalità dell’infezione attuale sia dovuta più al fatto di potersi sviluppare indisturbata in un organismo in cui non sono presenti microorganismi in competizione.

I formaggi maturi naturali

















Quando lavoravo nell’impiantistica per l’industria casearia mi è capitato più volte di discutere con esperti della presenza di E.C. nei formaggi e della capacità della flora intestinale di tenere compresso e limitato lo sviluppo di tale batterio, peraltro importante se in pochi esemplari, dovuto alla presenza di molti microorganismi che sono suoi forti competitori.
Alcuni formaggi naturali a pasta molle di buona stagionatura hanno una biosfera ben bilanciata e capace di tenere limitata la proliferazione dell’E.C. e così tenerla lontana dalla quantità critica.

Oggi molte persone per ragioni di benessere e pensando di migliorare le prestazioni della propria flora intestinale assumo quotidianamente singoli o limitati ceppi di microorganismi molto specializzati confezionati in piccole bottigliette da portare con sé in ogni occasione e spesso venduti in cluster da 6 o 12 pezzi, come per sottolineare che è importante assumerne con costanza!
Mi chiedo se questa abitudine non sia rischiosa se compare improvvisamente un microorganismo pericoloso. Me lo chiedo e la mia risposta è già evidente!
I ceppi scelti forse non sono né competitori dell'E.C. né tantomeno tali prodotti hanno competitori per l’E.C. in questione e inducono quindi un’elevata vulnerabilità a microorganismi inattesi che facciano la loro comparsa nell’ambiente.

Conclusione
Mi ricordo quando viaggiavo fuori dall’Italia le prime volte: soffrivo talvolta di problemi intestinali per alcuni giorni, poi il tutto si stabilizzava. Ma negli anni, viaggio dopo viaggio, questi fenomeni non comparivano più, fino al punto in cui potevo permettermi di mangiare anche frutti di mare sulla riva del mare in Cina o in Tailandia senza avere nessun effetto negativo: la mia flora intestinale aveva accumulato sufficiente “esperienza“ per sopravvivere, si era de-specializzata
Quest’ultimo ricordo suffraga i miei dubbi: Credo che sia determinante assumere spesso flora intestinale naturale quale ad esempio quella di formaggi stagionati a pasta molle come i nostri Gorgonzola o Taleggio e i francesi Roquefort o Reblochon o altri di altri paesi dove si producono per tradizione, come in Spagna e Inghilterra e nel resto del mondo.
La Flora Intestinale è un sistema complesso di microorganismi, ognuno con la sua funzione e con un suo equilibrio ben preciso, non deve essere una fabbrica specializzata per un solo tipo: meglio cercare un buon bilanciamento fra i vari tipi, piuttosto che le prestazioni di una alta specializzazione.

Suggerisco di provvederci di Formaggi naturali/tradizionali maturi, almeno finché dura questa epidemia!