26 giu 2011

Linux o Microsoft? (da una lettera a mio figlio)

(Divertissement polemico!)
Linux, sistema Open Source di cui tutti teoricamente controllano il "source", ma nella realtà nessuno o pochi fanno, può essere imbottito di virus o contenere intrinsecamente altri gravi problemi di sicurezza. Nessuno o pochi vanno a controllare il suo kernel e cosa c'è scritto e a quale versione appartiene e da dove proviene. Vedremo più avanti quali sono gli interessi di chi lo controlla e perché difende così a spada tratta tale OS e lo predilige ai sistemi della MS.

Il fatto che siano ormai molti anni che gli hacker attaccano i PC di Billy e che ormai gli aggiornamenti Win escano uno ogni 2-3 settimane indica che il sistema è ormai sicuro e quasi inattaccabile.

Nel 2004 stava per uscire Vista e un altro sistema enterprise ma Billy diede l'ordine di sospenderne l apubblicazione per rivedere completamente tutta la struttura del SO ed impedire che fosse attaccabile come le precedenti versioni. Vista è forse una rottura di scatole perché ti chiede se vuoi anche tirarti su la cerniera dei pantaloni, ma in termini di sicurezza è certamente meglio di qualunque altro sistema (Mac compreso).
Quello che rende molto popolare Linux è la falsa credenza che sia gratuito, che sia open source e che sia sicuro. Vediamole con ordine:
gratuito: forse è gratuita una vasta fetta del SO di base, ma non essendo integrato e coordinato, qualunque personalizzazione costa e costa cara.
Open Source: il fatto che sia open source crea una situazione piuttosto paradossale che ho trovato in più di una azienda con cui sono entrato in contatto: gli sviluppatori che lavorano sulle personalizzazioni di Open source, lasciano in giro dei SW costruiti spesso in qualche modo, sicuramente poco documentati, che permettono loro di ricattare il cliente nel momento in cui (magari a distanza di due o tre anni dal momento della scrittura del programma originale) decide di apportare modifiche. Ti sconsiglio vivamente, quando sarai a capo di un'azienda (mi sto rivolgendo a mio figlio) di trovarti a lavorare con "open source", a meno che non sia gestito da società molto serie che sicuramente non si fanno pagare meno della MS di Billy, per avere alla fine un prodotto che devi comunque gestire con personale esterno.

Mai usare personale interno se non vuoi infilare la testa nella loro ghigliottina, come spiegato prima.
In realtà gli amanti dell OpenSource non si battono contro la MS ma si battono per creare un potere personale fatto di pedaggi, balzelli e guarentigie del tipo: se ho fatto io il codice e tu lo vuoi modificare, per tutta la tua vita mi dovrai pagare un pedaggio e al mio prezzo.
Ti lascio immaginare cosa succede quando qualcuno che ha scritto un SW open Source si stufa di scrivere SW e magari va a fare il pizzaiolo in Tanzania! (non ho documentazione a proposito della Tanzania, ma credo che altre destinazioni in Amirica Latina siano comunque state reali!)
L'open source esiste anche in MS ma non sul sistema operativo, e francamaente preferisco la chiusura di MS che l'open di uno qualsiasi degli altri OS-isti.


Importante notare anche che la tesi Open Source contro Microsoft è una diatriba portata avanti all'interno di quel mondo di stregoni che è l'ICT. Ancora oggi all'interno delle aziende, e avviene anche in quelle di ICT, la parte di sviluppo SW è un mondo completamente separato dal resto del sistema ammiinistrativo, commerciale e etc.
Le altre funzioni aziendali, compresi gli AD (Amm. Delegati) sono spesso completamente ignoranti del significato che una scelta ha come ricaduta di responsabilità, rispetto ad un'altra. Se invece di essere CIO (il manager di più alto livello per il settore informatico) a scegliere a chi dare la responsabilità dell'integrazione e del buon funzionamento di un sistema informatico, tu fossi CEO/AD, non vorresti avere internamente la responsabilità delle scelte strategiche in campo informatico, ma preferiresti avere come responsabile un referente esterno di assoluta fiducia.
Per cui, se scegli Open Source, ti porti a casa il problema e se qualcosa non va è problema tuo o del tuo CIO, se scegli piattaforme come Microsoft, sai che nulla, soprattutto in campo della sicurezza (e quindi dell'inviolabilità) sarà lasciato in zona grigia.
Sai soprattutto che la Microsoft non si sognerà mai di lasciare un backdoor o un trojan in una qualsiasi routine compilata da lei se questo avvenisse, nel giro di 3 giorni lavorativi, la MS chiuderebbe, e non credo che nessuno all'interno lo voglia.
Lo stesso non può dirsi per L'open Source, dove la compilazione è affidata ad una funzione dell'azienda che è rappresentata da una persona, con le sue debolezze e le sue meschinità, con le sue gelosie e con l'eventuale desiderio di vendetta se le relazioni azienda/dipendente si deteriorano. Del resto la filmografia degli ultimi anni è piena di vicende basate sulla finta loyalty di esponenti dell'informatica.

Chiaro che se ti interessa la velocità e non cliccare il pulsante "Sei proprio sicuro di voler istallare quasta cosa che non conosci?" puoi anche infischiartene della sicurezza (anche in campo automobilistico accade la stessa cosa), ma tutto ciò che proviene da fonti non attendibili e a cui non puoi chiedere danni, è intrinsecamente pericoloso: vai a leggere l'Iliade negli ultimi capitoli, poi capirai cosa sono i doni degli dei!

24 giu 2011

Veronesi ha distrutto il mito Veronesi

Questo post è da modificare, non sono più particolramente d'accordo con quanto ho scritto. La posizione polemica e paradossale di Veronesi è stata amplificata da una pessima stampa.

Ho soltanto letto qui e là cosa ha detto Veronesi stamattina: "l'omosessualità è una scelta consapevole e più evoluta. L'amore omosessuale è quello più puro"; qualsiasi sia la versione corretta penso che sia già molto dichiarare la sua affermazione: "molto dubbia".

Non so da quale malinconica storia affettiva provenga, non so quali esperienze e relazioni con l'altra metà del cielo, il sesso femminile, possa aver avuto anche in tempi recenti: le mie hanno spesso attraversato momenti difficili e forse questo è uno di quelli. Nonostante in questo momento sia in piena sofferenza, vedo nelle donne quei "difetti di fabbricazione" che sono anche i loro pregi, le cose che le fanno soffrire come la dedizione, e molte sono le cose meravigliose di questo mondo che stanno alla base dell'amore al femminile.

Conosco tante donne, le conosco bene, forse meglio di quanto esse stesse non credano. So che ce ne sono molte che sono disposte a prostituirsi nelle forme più svariate, che vanno da quella blanda del semplice istintiva ricerca di sicurezza a coloro che ne fanno uno strumento di potere (e fin qui tutto bene) fino a quelle che sono solo alla ricerca di una orgasmica adorazione lasciva del maschio ormai drogato di sesso e nullità.
Ma so anche che la maggior parte, alla ricerca di uomini che non ci sono più, stanno soffrendo; sperano nel caso o nella congiuntura favorevole, che uno degli ultimi esemplari volti l'angolo e si riveli come tale. Ma questo non accade, perché uomini veri ormai sono quasi estinti qui da noi.

Non so quali donne abbia incontrato Veronesi e non so chi lo frequenti in questo suo momento di gloria. Ma non credo che tutte le donne meritino quello che egli ha affermato.

Sull'altro lato della terribile offesa mi sento io che sono un essere umano e sto lottando per portare a casa un guadagno che sia decente, sono un essere pensante, sono dotato anche di intelligenza e se lotto duramente per trovare una dimensione e un guadagno, mai dimentico che sono un uomo, che sono soggetto ad un divenire e sono orgoglioso della lotta che conduco, per il breve periodo che mi è concesso. Non amo l'assoluto e non amo il grande ideale imperituro. Mai dimentico che non sono eterno e che non sono immanente. Non ho crisi di onnipotenza come quelle di cui soffre in questo momento l'illustre: non credo nel destino di una razza superiore, l'uomo, e se c'è l'intelligenza, c'è anche la caducità del corpo che segna il destino di questa razza talvolta così presuntuosa.

Se fossi immanente non ci sarebbe nessun orgoglio nella lotta, non ci sarebbe nulla di umano nella sconfitta, non ci sarebbe nulla di glorioso nella vittoria, nulla di eroico nella sopravvivenza.

Preferisco appartenere ad una specie che lotta per sopravvivere e per riprodursi, per trasferire quello che ancora rimane di civile, etico e profondamente umano ai miei figli e nipoti, cose come la morte, la vita il rinnovamento della vita nelle generazioni successive. Ritengo che questo sia il vero amore, questo il vero destino dell'uomo.

I vari Veronesi saranno presto dimenticati nella loro presunzione di esseri superiori, anzi forse sono già stati dimenticati, ovunque, salvo che in Italia: è uno dei mille miti di cui vive l'Italia! Una delle mille bocche della verità alla ricerca di una consenso fatto di affermazioni che il nuovo benpensantismo non oserebbe contraddire.

Non amo l'Italia di adesso, non amo l'Italia del prossimo futuro, fatto di gente che cerca di allinearsi con i "nuovi Buonisti", un'Italia che sembra fare da spettatrice di un assurdo spettacolo di rovina e decadenza i cui principali protagonisti sono proprio quelle persone che assistono inerti a quello che credono essere lo spettacolo di altri.

Svegliamoci, siamo sull'orlo del baratro e idiozie come quella di Veronesi non fanno che peggiorare il pensiero latente che gira nelle menti di coloro che dovrebbero fungere da intellettuali di questo paese.


Mi sento ancora di alzare il mio motto disperato:
INTELLETTUALE? NO, GRAZIE!!!

17 giu 2011

L'anno di Alan Turing

L'anno prossimo viene ricordato uno dei più grandi matematici e criptoanalisti della storia, è stato colui che ha pensato per primo un automa finito in grado di svolgere compiti computazionali: il concetto di quello che è oggi il computer. 
Fu vittima di uno dei più stupidi pregiudizi, in un momento in cui poter essere vittima di ricatto da parte del KGB era plausibile: essendo coinvolto nella massima sicurezza dell'Intelligence Service UK, fu in pratica epurato. Se fu vittima lui, probabilmente non poterono nemmeno esimersi le autorità dalla posizione che assunsero: non credo comunque che ebbero rimorsi tenendo conto dell'epoca.

Tale situazione che gli chiuse carriera e libertà, ma non la possibilità di passare alla storia anche come vittima del sistema.
Morto suicida per l'impossibilità di continuare ad esercitare la sua libertà di comprendere l'universo e l'insieme delle sottili regole che lo governano.

13 giu 2011

Ce l'abbiamo fatta, ora possiamo archiviare definitivamente l'HiTech

Ce l'abbiamo fatta: ho visto le centrali nucleari quando ero ragazzo e non riuscirò mai più a vederle per il resto della mia vita e, ammenoché io non emigri all'estero, non mi sarà più possibile prima che io abbia compiuto gli ottant'anni. Negli anni ottanta ci aveva provato l'ecologista Felice IPPOLITO a evitarne lo scempio ma purtroppo è morto molto tempo fa e comunque anche a suo tempo lui non aveva capito il grande potere di veto che l'ecologia aveva nei confronti della società.

Mi sembra un buon risultato. Adesso possiamo concentrarci sulla moda, sull'industria alimentare, del vino e del turismo, come ogni altra nazione che abbia ambizioni di emergere nel panorama mondiale. Tra breve credo che archivieremo anche quello che sopravvive dell'industria automobilistica; quella informatica l'abbiamo già archiviata negli anni '90, le farmaceutiche che prosperano non sono quasi più italiane, l'acciaio ce lo siamo lasciato ammazzare dai succedanei della CECA e l'industria dell'automazione oggi si occupa dei distributori automatici di bevande e panini alla stazione.

Archeologia industriale
Insomma siamo un popolo dedito all'archeologia industriale! Abbiamo fatto falsi di Pompei da vendere ai turisti stranieri, questa volta stiamo producendo veri reperti archeologici a tempo di record, che però non produrranno gli stessi benefici di quelli.

Resta una cosa che mi colpisce comunque di più in tutto questo: per evitare il nucleare, verdi, ecologisti e analoghi hanno persino accettato e ripescato l'EOLICO, il fratellino povero delle energie rinnovabili, quello prodotto da piccole aziende magari a carattere familiare o giovanile: ce n'erano addirittura di italiane, prima che cominciassero a far loro una guerra spietata a colpi di lipu; ora per fortuna quelle itlaiane sono quasi sparite perché come prodotto nazionale era sicuramente scadente. Se vogliamo l'Eolico, ora lo possiamo comprare all'estero, in Germania da aziende serie: non hanno sicuramente quei budget di miliardi di € come quelle dei pannelli solari, ma oggi che sono quasi solo straniere, vengono accettate più volentieri. Ma vi rendete conto che potere ha avuto lo spirito del referendum sul nucleare? Siamo passati sopra persino alla strage di uccelli migratori e alla rovina del paesaggio e del territorio.
E per l'acqua, piuttosto che qualcuno ci faccia degli utili, abbiamo preferito che essa si perda tra le pieghe delle tubazioni vecchie e fatiscenti e che non si risparmi su quel prelievo idrico che avrebbe potuto essere evitato, mantenedo un po' più ricchi i nostri fiumi: circa il 10% di ciò che piove finisce intubato (visto che ne perdiamo una metà circa), avremmo potuto vederli un po' più pieni in estate, e magari avere le centrali elettriche posizionate sui fiumi con un po' meno siccità quando servono i condizionatori in estate. Peccato, ce la siamo giocata! Ora possiamo fare affidamento sugli enti pubblici per la corretta gestione delle risorse idriche.

Ma poi cosa sono il PAESAGGIO e il TERRITORIO: entità astratte per le quali noi, paese di ecologisti vari, siamo disposti a rinunciare persino al condizionatore d'estate, alle tre docce giornaliere, al frigorifero e a internet per tutto l'anno?

10 giu 2011

Ok il controllo della Netiquette, ma...

Ho postato su MSN news un commento e nell'introdurre una parola assolutamente normale, il controllore di Bad words mi ha cassato il termine "scientificamente".
ecco il risultato!
Oserei dire comico e forse anche un po' pruriginoso, prima che me lo sostituissero con gli asterisci, non avrei mai notato la connessione.

Benvenuti gli idioti che fanno da Capri Espiatorii

L'articolo si riferisce all'atteggiamento della stampa a seguito dell'epidemia di Escherichia Colii che provocò un'ondata di panico mediatico nei confronti di alcune varietà di verdure che rimasero completamente invendute perché vennero di volta in volta indicate come responsabili dell'infezione avutasi in Germania nei prime del 2011 e che costò la vita di molte giovani donne)
Si leggano in proposito gli altri post sull'E. Colii: La mente è portata a risolvere gli effetti o le cause prossime...

Soluzioni?
La quasi totalità delle soluzioni a problemi anche di grandi dimensioni non rimuovono le cause, ma si interessano solo degli effetti. Spesso la lotta agli effetti non fa altro che produrre un inasprimento della perniciosità delle cause.
Ma l'informazione ufficiale e la schiera degli intellettuali chiedono interventi "mirati" a "salvaguardare" questo o quello, alzano un'enorme caso (o caos?) perché si prendano provvedimenti perché il caso non si ripeta più. In questi casi i provvedimenti si limitano ad affilare le asce per decapitare in modo esemplare l'innocente di turno, rimasto impigliato nell'ingranaggio di cui non aveva nessuna responsabilità.
Non so perché ma mi viene in mente "la colonna infame" descritta dal Manzoni in “Fermo e Lucia”, se non erro. Una volta decapitato il malcapitato (c'è una curiosa assonanza tra i due vocaboli) l'informazione ufficiale si sente soddisfatta perché salvaguardata nei suoi diritti.

O forse solo nella vendetta e nell'individuazione di un capro espiatorio diverso da sé stessi: anche per questa volta è andata bene, non ci ero coinvolto e del resto le mie colpe non son mai state gravi tanto quanto le sue! è giusto che paghi lui!

Massacrare l'Economia
Oggi come già un paio d'anni fa con l'Aviaria stiamo assistendo all'ennesimo massacro di un settore dell'economia. ed in particolare stiamo assistendo al solito massacro nel campo dell'agricoltura. Cosa spinge i giornalisti a creare questi danni diffondendo notizie frettolose e senza fondamento?
Cosa c'è di diverso tra i nostri giornalisti e i frequentatori di FB oggi e i moltiplicatori di mail del tipo catena di S. Antonio?
Perché dobbiamo riconoscere loro un ruolo di preminenza e magari di intellettuali, se non sono nemmeno capaci di valutare la portata delle loro parole?
Mi piacerebbe inoltre sapere quale altra categoria di incidenti crea meno morti dell'E. Colii in così lungo tempo e largo spettro di popolazione!

07 giu 2011

La mente è portata a risolvere gli effetti o le cause prossime, dimenticando le cause profonde

Quando si pensa ad un problema, è facile credere che si possa trovare una soluzione immediata semplicemente contrastando gli effetti del problema stesso. quando accadono eventi che richiedono un intervento correttivo, l'attenzione è rivolta agli effetti e a quali crediamo essere le cause. Ma nell'analisi e facile non riuscire a capire quale profondità del problema abbiamo già scandagliato.

Nel caso dell’E. Colii infatti le cuse che tutti vedono sono i batteri e la scarsa (così si dice , ma non ci credo) igiene di qualche produttore agricolo. Ma facendo un’analisi più attenta, come quella illustrata nel post Escherichia colii, si possono notare come le cause possono andare molto più lontane.

Se affrontiamo i problemi solo fino ad un certo livello di profondità, il problema riproporrà quegli effetti perché non ci saremo concentrati sulle cause primordiali. Ecco quindi un esempio di analisi di un problema con un'ipotesi di come agire sulle cause. Mi tornano in mente gli insegnamenti di mio figlio 23-enne (io sono un padre che ascolta gli insegnamenti dei figli): le cause di una sciagura aerea (è laureato in ingegneria Aerospace) non possono essere singole, per avere una sciagura devono esserci contemporaneamente più elementi tutti gravi e tutti contribuenti all’effetto negativo globale. Adoro questa branca dell’Aerospace, come la capisco!!!

Infatti la reazione degli organi competenti governativi è completamente differente, si stanno limitando ad una sola causa: il problema si riproporrà altrove, facendo altre vittime e altri danni ad altri innocenti agricoltori!

Siamo già degli OGM

Le prime reazioni al caos dell' E. Colii stanno già arrivando: si stanno prendendo provvedimenti per impedire all epiccole aziende agricole di immettere i loro prodotti sul mercato, visto che non sono in grado di garantire un adeguato controllo sull'assolutamente imprevedibile.
Quindi tutto passerà in mano alle grosse multinazionali che sapranno garantire tramite una corretta programmazione cosa vorremo mangiare nei prossimi dieci anni, e come stare meglio usando i loro prodotti.
La tragedia in tutto questo è che chi attuerà queste decisioni sarà uno specialista in un solo campo, nel suo e non negli altri.
COme già accennavo per la questione della Flora Intestinale (che scrivo in maiuscolo per rispetto ad essa in questo momento) non ci sarà nessuno che si preoccuperà di sistemi complessi.
La cosa ridicola a cui assistiamo, ma quasi nessuno ne è cosciente, è che sta scattando in noi di nuovo la necessità di prendere il controllo sulla Natura cercando di estirpare i microorganismi che proliferano in essa.
Chi si occupa di agricoltura non sa nulla del mondo della salute, e chi si occupa di politica men che meno. Nessuno di costoro ha mai sentitop parlare di penicilloresistenza, quella strana abitudine di molti batteri a cercare di sopravvivere, se on come individui, almeno come discendenza.
Noi possimao fare tutto quello che vogliamo, ma un qualche microorganismo, molto specializzato riuscirà sempre a cavarsela e a manifestarsi e non lo farà nel modo a noi preferito.
Allora, invece di cercare di distruggere tutto ciò che è pericoloso per noi, non sarebbe meglio invece lasciarlo vivo e renderlo innocuo, e soprattutto rendere noi resistenti ai possibili attacchi?

Noi oggi siamo OGM: siamo sopravvissuti a  batteri pericolosissimi, abbiamo completametne stravolto la nostra FLora Intestinale, se siamo salutisti, ci nutriamo di pochissimi cibi e il nostro amore per la natura è solo limitato alla nostra paura di morire di cancro. Per difenderci, ci stamo incastrando in un meccanismo che ci renderà schiavi di sistemi qualità che solo grandi industrie potranno organizzare e tali industrie non saranno guidate da persone esperte di sistemi biologici, ma da esperti di programmazione industriale, di budget, di marketing e di advertising: vi daranno tutto quello che voi desiderate, ma non per il vostro bene, ma piuttosto per soddisfare l'innata paura della morte nell'uomo, promettendovi sicurezza in cambio della libertà.

04 giu 2011

L'infezione di Escherichia Colii

Questa è una serie di osservazioni libere sull'epidemia di Escherichia colii (E.  C.), il ceppo di batteri molto virulento che si sta estendendo in Germania in questi giorni, sul perché sta creando i problemi che conosciamo e su come, forse, ridurre il rischio o l’effetto.

L’infezione
Si sta trasformando in una psicosi: sto parlando dell’epidemia di E. C., l’epidemia che apparentemente si sta diffondendo nel Centro e Nord Europa. Ci sono già molti casi in Germania e solo alcuni nel resto dell’Europa.
La diffusione di questa epidemia comunque ha uno strano comportamento, rispetto al solito tipo di diffusione per contaminazione diretta degli alimenti/acque.


Credo di immaginare che i Tedeschi abbiano la cura di lavare la loro verdura, come fanno del resto tutti in Europa, prima di consumarla e credo che lo facessero già anche prima delle notizie di questi giorni. Il lavaggio dovrebbe ridurre il rischio di contaminazione, soprattutto perché la quantità che si rischia di ingerire è comunque limitata. Normalmente il rischio di contaminazione per le enteriti diventa letale se avviene ingestione di acqua contaminata o di cibi che ne contengono ed i questi casi se ne ha in genere una quantità elevata e quindi pericolosa, tutta in una volta.

La malattia avanza
Eppure la malattia avanza e sembra diffondersi nonostante l’allarme.

L’  E.C. non è un contaminante che si diffonde da persona a persona, come un tempo lo fu la peste, nemmeno portata da uccelli come l’influenza aviaria degli scorsi anni, e nemmeno introdotta tramite carni contaminate che ne divengano un veicolo ad elevata diffusione.
Per diventare pericolosa, la varietà normale, deve essere ingerita  in quantità rilevanti. Eppure hanno dichiarato che il veicolo sono dei vegetali, che non condividono uno spazio di contaminazione se non come veicolo e non partecipano alla infezione. Addirittura cetrioli, con pelle liscia e lucida, senza anfratti. Allora mi viene da pensare che la contaminazione è portata da pochissimi, o forse da singoli batteri, il che ne fa un caso molto strano e particolare.

Così  mi sono messo ad elencare alcuni fattori che mi sembrano importanti da considerare e che forse non sono stati presi in considerazione con sufficiente attenzione:
1.       Ogni infezione viene da un microorganismo e in questo caso batteri (e questo è stato sicuramente considerato)

2.       Ogni infezione nel caso presente è trasportata da un veicolo di infezione che in teoria è pulito, come i vegetali (il cetriolo non ha anfratti che possono trattenere sporco e contaminanti) e sicuramente sono stati lavati.

3.       Non credo che possiamo credere che siano stati così contaminati da poterli considerare la principale ragione di contaminazione in termini di massa critica di contaminante tale da rendere la verdura pericolosa

4.       Infezioni pericolose estemporanee, non residenti, sono normalmente molto opportuniste e riescono a prendere forza solo in condizioni molto privilegiate, con ambiente molto protetto, con Ph particolari e in assenza di microorganismi competitori.

5.       L’evoluzione in effetti  non privilegia mai microorganismi altamente mortali, come quelli che stiamo considerando, avrebbero vita dura per sopravvivere e diffondersi.

6.       Le infezioni diventano letali se hanno sufficiente tempo per svilupparsi in un ambiente favorevole

7.       La diffusione su aree molto lontane e sparse, sembrerebbe più correlata con una qualche debolezza dell’organismo delle persone che l’hanno ospitata, una qualche vulnerabilità, piuttosto che per un agente specifico che possa produrre una pandemia, come in passato fu per la peste e recentemente per l’influenza suina.

Per cui mi sembra che questi elementi messi assieme facciano credere più che la mortalità dell’infezione attuale sia dovuta più al fatto di potersi sviluppare indisturbata in un organismo in cui non sono presenti microorganismi in competizione.

I formaggi maturi naturali














Quando lavoravo nell’impiantistica per l’industria casearia mi è capitato più volte di discutere con esperti della presenza di E.C. nei formaggi e della capacità della flora intestinale di tenere compresso e limitato lo sviluppo di tale batterio, peraltro importante se in pochi esemplari, dovuto alla presenza di molti microorganismi che sono suoi forti competitori.
Alcuni formaggi naturali a pasta molle di buona stagionatura hanno una biosfera ben bilanciata e capace di tenere limitata la proliferazione dell’E.C. e così tenerla lontana dalla quantità critica.

Oggi molte persone per ragioni di benessere e pensando di migliorare le prestazioni della propria flora intestinale assumo quotidianamente singoli o limitati ceppi di microorganismi molto specializzati.
Mi chiedo se questa abitudine non sia rischiosa se compare improvvisamente un microorganismo pericoloso.
I ceppi scelti forse non sono né competitori né tantomeno hanno competitori per l’E.C. in questione permettendo quindi un’elevata vulnerabilità quando un microorganismo inatteso fa la sua comparsa nell’ambiente.

Conclusione
Mi ricordo quando viaggiavo fuori dall’Italia le prime volte: soffrivo talvolta di problemi intestinali per alcuni giorni, poi il tutto si stabilizzava. Ma negli anni, viaggio dopo viaggio, questi fenomeni non comparivano più, fino al punto in cui potevo permettermi di mangiare anche frutti di mare sulla riva del mare in Cina o in Tailandia senza avere nessun effetto negativo: la mia flora intestinale aveva accumulato sufficiente “esperienza“ per sopravvivere, si era de-specializzata
Quest’ultimo ricordo suffraga i miei dubbi: Credo che sia determinante assumere spesso flora intestinale naturale quale ad esempio quella di formaggi stagionati a pasta molle come i nostri Gorgonzola o Taleggio e i francesi Roquefort o Reblochon o altri di altri paesi dove si producono per tradizione, come in Spagna e Inghilterra e nel resto del mondo.
La Flora Intestinale è un sistema complesso di microorganismi, ognuno con la sua funzione e con un suo equilibrio ben preciso, non deve essere una fabbrica specializzata per un solo tipo: meglio cercare un buon bilanciamento fra i vari tipi, piuttosto che le prestazioni di una alta specializzazione.

Suggerisco di provvederci di Formaggi naturali/tradizionali maturi, almeno finché dura questa epidemia!