08 nov 2011

Natale si avvicina: è ora di regali dai nonni. Siamo sicuri che siano Regali?

Finalmente se ne comincia a parlare in modo nuovo: l'Italia è divisa in due, ci sono cittadini di serie A con spettatori di tribuna/gradinate/curve e poi...
... gli Altri quelli che stanno a spazzare negli spogliatoi.

Ci sono cittadini che hanno grandi privilegi e che nemmeno si accorgono della crisi, se non per sentito dire o forse perché i prezzi di molte cose "fortunatamente" scendono. Altri che invece passeranno tutta la loro vita nella crisi e mi riferisco ai giovani.
Loro vivranno tutta la loro vita, se resteranno in Italia, in una crisi economica profonda di cui subiranno le conseguenze fino all'età della pensione (inclusa) e forse anche al momento della sepoltura quando saranno gettati in fosse comuni perché non ci saranno certo soldi per i funerali di oggi!

Tirare il sasso e nascondere la mano
Stiamo pensando e attuando tutte le leggi per evitarci di essere NOI a pagare. Ne approfittiamo del fatto che loro, i giovani, sono talmente impegnati a fare, lavorare, studiare (o fare un c...) e a divertirsi (più che altro per non pernsare al loro futuro veramente difficile) che non si accorgono di cosa sta loro cadendo addosso. Sono inesperti di politica e di economia dei macro sistemi sociali, e non vedono che stiamo accumulando immondizia sociale (come sottoprodotto delle azioni sociali del passato) da fare smaltire a loro nel loro futuro.
Eh sì, loro sono talmente lontani nei loro pensieri da pensione e problemi di sanità che non ci pensano, poverini, che diventeranno anziani pure loro. Quando anche a loro capiterà di diventare vecchi (se non si usureranno prima nel lavoro) e avranno bisogno di una pensione che possa permettere loro di vivere e di una sanità cui accedere almeno quando avranno una gamba spezzata o una broncopolmenite in fase acuta, forse solo allora si renderanno conto di cosa era stato tramato alle loro spalle quando erano giovani ed inesperti, di quale cavallo di Troia hanno lasciato dentro le loro mura gli adorati nonni.
Non molto di più avranno e probabilmente anche per i farmaci dovranno pensarci da soli se li vorranno.
E questo accadrà perché i loro nonni hanno speso tutti i soldi e i loro genitori non hanno voluto dividere con loro il carico delle gozzoviglie dei nonni (leggi: baby pensioni, pensioni supervalutate, sanità senza limiti, medicine buttate nel cesso, aiuti sociali a profusione, stipendi per lavori svolti alla stracca, casse integrazione decennali, etc.). Loro avranno invece: lavoro instabile e duro tutta la vita, una sanità che non esisterà se non a pagamento come privati, pensioni che basteranno sì e no per comprare i biglietti del tram con cui recarsi al mercato ortofrutticolo (se ci sarà ancora) a raspare nei rifiuti.
Questo è l'amorevole futuro che stiamo preparando loro.

Natale si avvicina
Pertanto, adesso che arriva il Natale, oh caro giovane, quando il nonno ti farà un regalo,  non dirgli "Grazie nonno", digli invece: "Tuo dovere: è caricato sul mio conto"

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