01 gen 2012

Il Kaizen materialista dell'Occidente

Il mito Toyota
Le aziende occidentali studiano ormai da anni la Toyota e i suoi fenomeni organizzativi per sapere come fare per vincere.
Nulla invece viene fatto dai CEO, per sviluppare ed armonizzare nei fatti e nel pensiero il senso sociale di quell'azienda verso il mercato e verso chi lavora per lei, tipico dei Giapponesi. Questo senso sociale è stato indubbiamente quello che ha sostenuto la Toyota e il Giappone per decenni ed è il fulcro di quel sistema che ancora ora, nonostante la crisi, lo sostiene.

Eppure noi occidentali non teniamo conto di tutto questo: desideriamo solo muoverci ed assomigliare a tutto ciò, desideriamo impararne le tecniche ma non lo spirito che sta dietro (oserei quasi dire che quasi ci fa paura!). Nell'applicazione delle procedure che si riferiscono all'approccio kaizen abbiamo fatto né più né meno di quello che i Giapponesi hanno fatto con i nostri prodotti industriali negli anni '60 e i Cinesi nell'ultimo decennio: abbiamo costruito dei meccanismi che non sappiamo perché devono funzionare in questo modo, abbiamo imitato le mosse, senza conoscerne la filosofia retrostante, abbiamo applicato schemi freddi e quindi sterili, abbiamo preparato il fallimento della nuova industrializzazione occidentale ed in particolare di quella Italiana, abbiamo sostituito l'uomo con le procedure!

Di un sistema articolato e interconnesso come un'azienda o una nazione, vediamo solo le funzioni e non ne vediamo gli uomini, se non come macchine produttive; vediamo i problemi da risolvere per produrre di più e non ci concentriamo sul benessere, con i risultati che vediamo sia nelle aziende e sia nella nazione stessa.

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